domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

La svolta di Salerno
Pubblicato il 11-04-2016


Il congresso del Psi è alle porte. Le assemblee provinciali sono ormai finite e sono stati eletti ovunque i delegati. Dispiace che, contrariamente al congresso di Venezia, dove le mozioni erano tre, a quello di Salerno se ne sia presentata una sola. Il confronto e la diversità delle posizioni politiche anche in un piccolo partito quale noi siamo da oltre vent’anni non solo arricchiscono il dibattito congressuale, ma sono anche utili per verificare il livello di consenso di un gruppo dirigente.

Per motivi incomprensibili, e per taluni aspetti anche inaccettabili, coloro che avevano in animo di presentare una posizione diversa sulla rottura del rapporto di collaborazione e di governo col Pd, sulla esplicita dichiarazione del voto favorevole al referendum di domenica prossima e sul no al referendum costituzionale, nonché sulla volontà di presentare una lista solo socialista alle prossime elezioni, non parteciperanno al congresso del loro partito. Nel contempo agiranno, lo dichiarano, in assoluta autonomia dal Psi convocando assemblee di sedicenti stati generali e raccordandosi anche a coloro che sono fuori dal partito.

L’argomento sulla presunta illegittimità del congresso è senza fondamento. Non è vero che il faldone degli iscritti non sia stato messo a disposizione dei dissidenti. Non è vero che il tesseramento sia stato svolto in modo difforme da quello che tutti accettarono e sottoscrissero al momento di celebrare tutte le assemblee provinciali che sfociarono nel congresso di Venezia. Non è vero che sono stati sostituiti senza motivo taluni componenti del Consiglio nazionale. Sono stati naturalmente depennati coloro che avevano aderito ad altri partiti (Pd e Risorgimento socialista) e coloro che avevano perso la carica per la quale erano stati cooptati nell’organismo.

Eppure la mozione approvata delinea un percorso di unità dei socialisti e dei liberali in funzione della creazione di una alleanza, polo, soggetto, lista, si vedrà, che non consenta di arrendersi al Pd e alla strada già tracciata da Marco Di Lello. La svolta di Salerno dovrà essere convincente e credibile. A tutti i socialisti (pare che siano una montagna poi quando, come nel 2008, si presenta una lista socialista autonoma, si raccoglie un’inezia) vogliamo parlare il linguaggio della piena disponibilità al confronto e della ricomposizione. Questo sia a coloro che sono fuori dal Psi, sia a coloro che potrei oggi definire interni-esterni. Non ci devono essere nemmeno da parte nostra chiusure e discriminazioni. La fine del berlusconismo e la crisi del Pd possono aprire nuove possibilità e se la richiesta a noi fosse quella di una maggiore autonomia e di un più spregiudicato comportamento non potremmo certo rifiutarla.

Restano per noi alcuni capisaldi. Siamo contro l’adesione al Pd, ma siamo dell’idea che una rottura dell’alleanza col Pd ci porterebbe dritti verso quella sinistra estrema che noi abbiamo sempre contestato. Siamo contro l’Italicum così com’è (io, com’è noto ai socialisti del Psi, l’ho sempre contestato), ma non possiamo preferire lo statu quo alla riforma costituzionale che elimina l’assurdo bicameralismo perfetto, anche se nessuno darà la caccia ai socialisti che al referendum voteranno in altro modo. Siamo per la modifica della legge elettorale e abbiamo presentato una proposta di legge per l’attribuzione del premio alla coalizione, anche per favorire la presentazione di una lista autonoma dal Pd e alleata con questo partito, perché sappiamo che un conto è l’autonomia, altro l’isolamento. E dunque lanciamo da Salerno un appello perché nasca un nuovo orizzonte liberalsocialista che consenta ai socialisti uniti di aggregarsi ai radicali, agli ambientalisti riformisti, ai laici e ai cattolici non integralisti. E che parli al paese il linguaggio più credibile di una equità moderna e dei diritti civili troppo spesso disattesi.

Di tutto questo si parlerà a Salerno, senza timidezze e senza timore. Il mare di Venezia ci ha consentito di rimanere in vita. Quello di Salerno deve farci navigare verso un approdo nuovo. E se ci sarà bisogno di nuotare faticheremo insieme. Con la nostra proverbiale capacità di non mollare mai.

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Commenti all'articolo
  1. Leggerò, ascolterò e incontrerò tutti i compagni e spererò in una reale ricomposizione del PSI affinché la DEMOCRAZIA non venga distrutta dall’accolita renzi e non per cadere in una sinistra parolaia massimalista e inconcludente come sostieni. La sinistra incompetente e inconcludente anzi antidemocratica ed eversiva sta al governo secondo il mio modestissimo parere. Questo è il motivo per cui il 17 p.v. voterò SI al referendum. Per questo non andrò a votare alle amministrative di Roma al primo turno, non essendoci il simbolo del partito, se ci sarà il ballottaggio Raggi Giachetti voterò Giachetti. Per questi motivi voterò NO al referendum sulla Costituzione e se come si dice sarà l’On.Sen.Napolitano a sostenere il SI per me è la dimostrazione che in questo paese gli ex-comunisti vogliono ridurre l’Italia in una democrazia popolare stile Germania dell’Est. Voterò SI al referendum per eliminare se possibile l’italicum o porcellum n. 2. E se voi come dite siete liberalsocialisti non dovete accettare questa situazione. Con questo commento partecipo al congresso del partito nella speranza che i Socialisti alzino nuovamente la testa avendo sulle spalle parte della storia di questo paese che per colpa degli ex-comunisti che stanno nel pd tornerà ad essere una entità geografica secondo Metternich (o Kissinger!?).

  2. Caro Mauro ,come non essere d’accordo con quanto hai scritto ?Anch’io,nel mio piccolo,avevo detto le stesse cose,E credo che anche Nencini sia della stessa partita.Oggi non possiamo vivere solo del glorioso passato del Psi: dobbiamo andare avanti,svecchiando,modernizzando,cercando di attrarre sempre più giovani nelle file socialiste.Solo in questo modo avremo un futuro e i nostri padri socialisti potranno essere felici.

  3. Sono favorevole ad un gruppo – partito liberalsocialista con i radicali, gli ambientalisti riformisti, i laici e i cattolici liberi. Le questioni ‘serie’ sono tante, sì, non è il caso di rompere con il PD, ma.. i diritti civili ignorati, da molti paesi con cui ci sono forti accordi commerciali? Una nota critica la devo dire: perchè non siamo stati convocati (sia io che due amici e compagni) ai congressi provinciali, come iscritti?
    Io ho saputo di quello a Roma due giorni prima, perchè l’ho chiesto, e a quel punto non ho potuto organizzarmi per i tempi di lavoro… Speriamo vada meglio una prossima volta..

  4. Caro Mauro,
    Mi scuso per l’assenza a Salerno poichè ho figlia e nipotino entrambi ammalati e necessitano della mia presenza, poiche soli!.
    Sono delegato per la provincial di Pesaro Urbino e festeggio il 52 .mo anno di tesserae.
    Il tuo commentoe la lucidità delle tue analisi sono sempre molto efficacy e meritano, come sempre il mio più vivo e sincere apprezzamento. Auguri per Salerno e vedrai che riprenderemo, ne sono certo, Basta scegliere uomini onesti, preparati, seri e di sicura e generosa militanza. La Società richiede questi attributi
    Alberto Franci
    Università di Urbino

  5. Beh, però:
    A) essere cattocomunisti non è il massimo:
    B) essere un partito senza simbolo (il simbolo serve per confrontarsi con altri no?) è proprio assurdo.
    Ti ammiro perché sei un uomo di sicura fede Mauro.

  6. sono perfettamente d’accordo con te, Mauro.
    Domani, al referendum antitrivelle, non andrò a votare : se ci andassi voterei NO : il Si equivale a NO TRIV, NO TAV, NO OGM, NO GRANDI OPERE, NO ANTENNE, NO MC DONALD, NO a tutto : se si dovesse costruire oggi l’Autostrada del Sole non ci riusciremmo: in ogni Comune di passaggio nascerebbe un comitato per il NO: non possiamo essere un GRANDE AGRITURISMO BIODINAMICO : abbiamo bisogno anche dell’Industria, e questa funziona con l’energia, e , ancora per molti anni, abbiamo bisogno anche dell’energia fossile..

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