domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Laura&Paola: la Pausini si scopre attrice
e la Cortellesi cantante
Pubblicato il 18-04-2016


laura-e-paolaChiudono in bellezza la Pausini e la Cortellesi il loro show, in tre serate, di “Laura&Paola”. Hanno terminato a lungo abbracciate e visibilmente commosse, come prevedibile. Una soddisfazione enorme per loro che non si sono risparmiate. Tra ospiti invitati i migliori amici quasi di Laura, Eros Ramazzotti e Biagio Antonacci. Entrambe hanno realizzato i propri sogni: Laura Pausini, abile come presentatrice oltre che come cantante, si è voluta improntare anche attrice di cinema. Con l’aiuto di Paola Cortellesi e di Beppe Fiorello, si è cimentata in scene di film impegnato, action movie e musical: il genere più adatto per lei.

L’avremmo vista bene anche in un pezzo di teatro e magari quella poteva essere una parte di intrattenimento da introdurre con l’ausilio di Rosario Fiorello stesso. In un certo qual modo, però, è come se fosse stato fatto. Infatti anche Paola Cortellesi è riuscita ad eseguire con lei un brano che ama, tratto da “Les Misérables”: “I dream a dream”. Per uno ‘sdoppiamento’ che poche artiste sarebbero state in grado di fare: la Pausini diventata attrice e la Cortellesi cantante. Del resto entrambe hanno fatto pianobar e, raccontandosi, hanno voluto rendere omaggio a questo “lavoro nobile”, come lo ha definito Laura. “È difficile fare pianobar – ha spiegato Paola – perché sono poche le persone interessate a ciò che canti, anzi sembra che le disturbi”. Per questo, dopo aver simulato una situazione da pianobar ed aver raccolto un lungo applauso e una standing ovation per la scena realizzata, li hanno dedicati a tutti i cantanti di pianobar appunto.

L’umiltà di due Artiste eccezionali. Originalità è arrivata dallo spettacolo di Kebab dance, oppure quando Elio e le storie tese hanno cantato “il mistero dei bulli” sul bullismo. Oppure quando hanno eseguito in trio (Elio, Laura e Paola) la versione de “La Solitudine”, dando così vita a quelli che la romagnola, col suo humour spontaneo, ha definito i neo “Marco e le storie tese”. Versione di cui c’è stato un bis, con una replica in un minuto. 60 secondi intensi di pura sorpresa. Così come i medley strabilianti che hanno eseguito: se qualche stonatura c’è stata è stata più che perdonabile, poiché hanno fatto una cosa arditissima, passando completamente da tipologie opposte: il coraggio di chi ha voluto mettersi in gioco, misurandosi con se stesse, provando ad osare per incrementare anche le loro qualità artistiche. Un’occasione di un percorso di crescita dunque. Ed a proposito di duetti e mix di brani, impossibile non rimanere incantati da quello di Laura ed Eros. Tutto incentrato su canzoni di Lucio Battisti per ricordarlo, proprio lui che 40 anni fa era primo in classifica. Un ringraziamento sincero è volato a lui.

Anche Ramazzotti, poi, ha suonato al pianoforte il suo ultimo singolo “Tra vent’anni”, anticipando che presto uscirà la sua biografia intitolata “Grazie di cuore”. Per non parlare di quando Laura e Paola hanno cantato con Arisa pezzi del Trio Lescano. Bello anche quello di Arisa coi suoi più grandi successi: “La notte”, “Controvento” e l’ultima canzone sanremese “Guardando il cielo”.

Laura Pausini ha voluto, poi, omaggiare i poeti brasiliani avendo avuto la fortuna di conoscere bene il Brasile e quell’universo culturale. Da parte sua, Paola Cortellesi ha voluto ringraziare tutti gli uomini che lavorano dietro le quinte, in uno spettacolo tutto al femminile, per non peccare di femminismo. Riuscito il monologo intitolato “Se un uomo ero io”; come quello sulla maternità e paternità al contempo: di storie di figli di genitori separati e con nuove relazioni, su veri padri assenti che ritornano e padri trovati adottivi, più presenti degli altri, che proteggono. Nuovi compagni che servono a lanciare il messaggio di credere comunque nella famiglia e nell’amore. Monologo scritto da Massimiliano Bruno che è “Un inno all’amore libero di Paola”, come lo ha definito Biagio Antonacci, che ha cantato con Laura Pausini “Una stanza quasi rosa”. Quasi a richiamare la circostanza dello spettacolo: due donne che hanno ospitato nella loro stanza (il salone di casa potrebbe essere, con un’accoglienza sempre a porte aperte) ospiti d’eccezione, dando spazio anche a uomini. Per il cinema c’è stato, oltre a Beppe Fiorello, anche un altro ospite maschile, un altro romagnolo doc (conflitto d’interessi per la Pausini?), Stefano Accorsi, che ha presentato il suo ultimo film: “Veloce come il vento”; d’altra parte è vero che la trama del film esaltava l’intraprendenza e il coraggio femminili (quelli delle due conduttrici dello show verrebbe da dire): ovvero si mostrava l’allenamento di una donna pilota, “così da sfatare un falso mito” di inferiorità rosa nel mondo dei motori, ha commentato Paola Cortellesi. Inoltre è ugualmente pur vero che è intervenuta anche l’attrice Gabriella Pession per parlare della fiction in sei puntate che andrà in onda su Rai Uno: “Il sistema”. Anche questo perfetto equilibrio messo nell’esporre ed affrontare questioni e sfumature etiche e morali, trattate senza retorica o visioni di parte, tanto meno di natura sessista, ha fatto sì che il programma abbia funzionato senza offendere nessuno, anzi sia potuto scorrere con un’atmosfera di giocosa ed amichevole condivisione piacevole e partecipata. Perché oltre che brave ed audaci, Laura e Paola hanno saputo essere coinvolgenti. Hanno voluto presentarsi semplicemente per quello che sono, coi loro pregi e difetti, ironizzando. Solamente coi loro nomi, come titola lo show. Quasi quest’ultimo fosse una serata di pianobar, che tanto hanno voluto decantare, tra amici: con un cabaret di emozioni inaspettate e tanta improvvisazione, che secondo noi non è mancata. Molte volte secondo noi hanno improntato battute e gag non previste da copione (il cui soggetto hanno contribuito a scrivere, ma complimenti anche al regista Gianpiero Solari), facendosi trascinare dalle sensazioni più istintive.

Barbara Conti

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