domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Laura&Paola, su Rai Uno
il trionfo dello show
al femminile
Pubblicato il 04-04-2016


laura e paolaLaura&Paola: Pausini e Cortellesi super in versione Abba o Supremes. Medley musicale magnifico nel finale. Simili e grandi amiche, insieme per un inno alla diversità, all’amicizia e alla lotta al bullismo con storie vere. Autoironia e originalità le carte vincenti.

Un one Man show al femminile condotto in due, per un duo che vive in simbiosi e dà origine a uno spettacolo puro, dove ogni forma d’arte e di espressione artistica vengono portate sul palco con classe. Qui due delle più grandi artiste italiane più amate ed apprezzate: una cantante doc come Laura Pausini e una donna di cinema e di teatro straordinaria quale Paola Cortellesi. Lo avevano promesso e lo hanno fatto il loro show. Contro tutto e tutti, a dispetto di chi potesse pensare che non ce l’avrebbero mai fatta. I nomi e le loro doti erano una garanzia e indiscusse, ma la sfida era veramente ardua per loro. Dover competere con trasmissioni forti e potenti non era da poco, ed hanno dovuto affrontare l’intera Rai e colleghi che possono anche averle sostenute, ma che di certo non hanno alleviato le aspettative e la pressione su di loro. Un duro colpo da reggere per un’ostinata come la Pausini o una perfezionista come la Cortellesi, ma grazie al loro coraggio ne è valsa la pena. Hanno portato a casa per loro tre serate il venerdì su Rai Uno. Non male per una prima esperienza insieme, in cui hanno voluto dare forma a un varietà in cui l’originalità fosse il segno che contraddistinguesse questo da tutti gli altri show. Tese all’inizio, giocano con ironia su una lieve competizione dispettosa tra loro, ma ne emerge la loro reale e sincera amicizia. Del resto chiudono con “Simili”, testo della Pausini a ricordare che l’amicizia è capire di essere simili e diversi e che amare significa rispettare la diversità e comprendere che siamo tutti simili. Non a caso uno dei momenti più belli è stato il monologo interpretato magnificamente da Paola Cortellesi, e scritto per lei da Massimiliano Bruno, recitato sulle note della canzone di Marco Mengoni ‘Guerriero’, nel videoclip del quale c’è il giovane attore Matteo Valentini. Il tema era quello del bullismo con il racconto di tristi storie vere purtroppo, lo stile quello de “Gli ultimi saranno ultimi” o di “Scusate se esisto!”. Non a caso l’autore del pezzo era anche il regista del primo film. Poi molti gli ospiti a partire da Raoul Bova, che con Paola ha recitato più volte, ad Andrea Bocelli, a Noemi, a Paolo Fox a Fabio De Luigi, che si è prestato a co-conduttore e ‘valletto’ maschile, un po’ come Gabriel Garko a Sanremo.
La capacità di recitazione teatrale della Cortellesi, che abbiamo visto impegnata con Fo a interpretate la storia di Maria Callas, ha dato intensità e profondità al varietà. Simpatica la trovata di munirsi di una sorta di telecomando da cui far partire un segnale acustico per frenare le ‘insidie linguistiche’ della Pausini. Oppure di schierare, all’epoca della multiculturalità, le gemelle Kesslel cinesi invece che Alice ed Ellen Kessler. Così come molto simpatico è stato l’ironizzare sulla storia più che ventennale de ‘La Solitudine’ e sulle sorti e sul destino di Marco, quasi un giallo alla ‘Chi l’ha visto?’, che tenga tutti sospesi e da cui ne scaturisca un vero e proprio ‘caso’.
Sicuramente la personalità esuberante della Pausini ha aiutato a sciogliere il ghiaccio, a confronto di una Cortellesi più timida che si è prestata a restare in un ruolo apparentemente secondario, fingendosi ‘discriminata’ e ‘oscurata’ dal protagonismo di Laura. Termini forti per indicare quanto entrambe si siano messe a disposizione del programma, adattandosi a tutto e mettendosi in gioco con (auto)ironia. Infatti, se Laura è stata avvantaggiata dalla presenza del compagno Paolo Carta quale direttore d’orchestra, la Cortellesi non si è divertita meno ad esprimere la sua poliedricità artistica. Se sul palco Laura Pausini può fare ciò che vuole e con la sua voce divina può permettersi improvvisazioni con cui ama sorprendere, Paola Cortellesi ha confermato la sua capacità drammaturgica, ma ha mostrato anche le sue doti canore. Grandi numeri non sono mancati, ma i pezzi migliori sono stati quelli in cui si sono esibite insieme, come nel medley musicale finale in cui sono passate da una strofa all’altra di brani assolutamente diversi l’uno dall’altro, con la stessa facilità con cui si può girare canale, fare zapping con il telecomando della Cortellesi, per rimanere nell’ambito.
Doti tecniche elevate, qualità artistiche eccellenti che non avevano bisogno di altro, bastavano a incantare il pubblico. Per questo forse, nei momenti di comicità più costruita, come in un varietà di Panariello o Fiorello (grande amico di Laura soprattutto, che ha voluto essere presente e fare il suo in bocca al lupo alle due Artiste nel senso massimo del termine), avrebbero dovuto essere più spontanee, naturali, immediate e meno per così dire ‘frenate’ e ‘impostate’. Per ogni show vi sono sicuramente dei canoni e dei parametri da rispettare, ma le esibizioni più riuscite a nostro avviso sono state nei tribute personalizzati e originali a band storiche. Dagli Abba (con Bova e De Luigi), ai Supremes di Diana Ross (con Noemi). Assolutamente memorabili e colorati. Anche un pezzo tratto da un musical vi sarebbe stato bene. L’importante era divertire e divertirsi. Pensiamo ci siano riuscite, nonostante all’inizio fossero molto tese. Del resto a loro basta essere se stesse per dare tanto al pubblico e questo è più che sufficiente che facciano sul palco. L’Arte, hanno insegnato con questo esempio di spettacolo puro, si studia, si apprende, si mette in pratica con tanta fatica ed esercitazione, ma si improvvisa anche se la si possiede e la si padroneggia con maestria. Loro hanno dato prova, una volta in più, di avere al riguardo tutte le carte in regola. Tre serate in prima serata per due prime donne del mondo dello spettacolo.

Barbara Conti

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