giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Libertà di stampa
L’Italia scende ancora
Pubblicato il 20-04-2016


libertà di stampa 2016Una classifica che spesso non interessa più di tanto ma che dà il segno della modernità di un paese. È quella sulla libertà di stampa. Un paese dove il pensiero può essere espresso senza timore di incorrere in censure o minacce è un vanto di tutte le democrazie. Chi più chi meno. Un classifica in cui l’Italia non fa una bella figura. Il nostro Paese al momento è al 73.mo posto. Ma si scopre che nell’ultimo anno ha perso ben 4 posizione. Un brutto segnale. Nell’annuale classifica di Reporters sans Frontieres il nostro Paese (su un totale di 180 Paesi) l’Italia è il fanalino di coda dell’Ue (che è comunque l’area in cui c’è maggiore tutela dei giornalisti), seguita soltanto da Cipro, Grecia e Bulgaria. Fra i motivi che – secondo l’organizzazione con base in Francia – pesano sul peggioramento, il fatto che “fra i 30 e i 50 giornalisti” sarebbero sotto protezione della polizia per minacce di morte o intimidazioni. Nel rapporto vengono citati anche “procedimenti giudiziari” per i giornalisti che hanno scritto sullo scandalo Vatileaks. I giornalisti in maggiore difficoltà in Italia, dunque, sono quelli che fanno inchieste su corruzione e crimine organizzato. Per farsi un’idea dell’allarmante situazione italiana basta dare un’occhiata alla classifica: ci precedono Paesi come Tonga, Burkina Faso e Botswana. La libertà di stampa è peggiorata quasi ovunque nel 2015. Ma per la prima volta, da quando Rsf ha cominciato nel 2002 a elaborare la sua classifica, l’Africa mostra una situazione migliore che l’America, piagata dalla “violenza crescente contro i giornalisti in Latinoamerica”, mentre l’Asia continua a essere il continente peggio valutato. L’Europa rimane l’area in cui i media sono più liberi, anche se Rsf nota un indebolimento del suo modello.

In cima alla classifica dei 180 Paesi valutati, la Finlandia, seguita da l’Olanda, che guadagna due posti, e la Norvegia, che ha perso la seconda posizione. Russia, Turchia ed Egitto sono rispettivamente al 148°, 151° e al 159° posto. Fanalini di coda Turkmenistan (178°), la Corea del Nord (179°) e l’Eritrea (180°). I balzi più grandi in classifica sono stati quelli di Tunisia (dal 126° al 96°) e Ucraina (dal 129° al 107°).

Redazione Avanti!

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