domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Libia. Pronti 250 soldati italiani in aiuto di Serraj
Pubblicato il 26-04-2016


libia serrajMentre ad Hannover Usa, Germania, Gran Bretagna, Francia e Italia si dicono pronti a sostenere il nuovo governo libico, continuano a rincorrersi voci e smentite su un eventuale intervento. Le prime smentite arrivano da Palazzo Chigi e dallo Stato Maggiore della Difesa per sottolineare l’infondatezza della notizia secondo cui Roma avrebbe offerto alla Libia l’invio di 900 soldati con funzioni di protezione di siti sensibili, come i pozzi petroliferi, e con funzioni di addestramento dell’esercito locale, come sostenuto da alcuni organi di informazione. Fonti della Difesa hanno invece confermato l’esistenza di un piano già predisposto per una spedizione da 250 uomini, tra Esercito e Carabinieri, a protezione delle sedi diplomatiche e delle organizzazioni internazionali. “Una richiesta formale di intervento non è ancora arrivata” da parte del governo Serraj e comunque “l’eventualità di una missione per la difesa dei pozzi petroliferi in Libia dagli attacchi terroristici” viene per il momento “esclusa”. Domenica il premier Serraj ha chiesto un aiuto all’Onu, per quanto riguarda la sicurezza dei pozzi petroliferi del proprio Paese, ma una vera e propria richiesta di intervento militare non è ancora arrivata. Nel frattempo oggi è a Tripoli è giunta una delegazione di ambasciatori europei per incontrare Serraj e i rappresentanti del Consiglio di presidenza del governo libico (tra cui l’inviato del governo italiano Giorgio Starace).
Secondo la Rivista Italiana Difesa la richiesta avanzata per proteggere i pozzi petroliferi sarebbe in realtà un aiuto contro il generale Haftar in continua ascesa e deciso a non voler abdicare il potere raggiunto. Serraj ha infatti, chiesto soccorso proprio all’indomani della notizia riguardante la fornitura di armi e munizioni, e 1.050 nuovi veicoli, alle forze di Haftar.
A preoccupare l’Italia sulla Libia, sono ancora una volta i cugini francesi. La Francia, che a inizio aprile aveva escluso attraverso il ministro degli Esteri Jean-Marc Ayrault l’invio di truppe o raid aerei sulle fazioni dello Stato Islamico, oggi si dice “pronta” a garantirne la “sicurezza marittima”. “Dobbiamo attendere che il premier Serraj ci dica quali misure di sicurezza intenda adottare e quali sollecitazioni conta di fare alla comunità internazionale per assicurare la sicurezza marittima della Libia. Noi siamo pronti”, ha dichiarato a radio Europe 1 il ministro della Difesa francese, Jean-Yves Le Drian. Eppure su quel fronte ci pensa già Roma, con la vigilanza delle piattaforme petrolifere in mare, un’attività già assicurata in questi mesi dalle navi italiane della Marina militare che prendono parte all’operazione ‘Mare Sicuro’.

Liberato Ricciardi

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