venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Libia. Tripoli annuncia l’appoggio al Premier Serraj
Pubblicato il 06-04-2016


serrajDopo il caos più totale, la Libia ricomincia a mettere ordine partendo dalle Istituzioni. Una buona notizia arriva infatti in queste ore: il Governo islamico parallelo, insediatosi a Tripoli nell’agosto del 2014 dopo aver conquistato la capitale della Libia, spaccando il Paese in due, ha accettato di sciogliersi martedì, una settantina di deputati del Congresso di Tripoli (Gnc) hanno dichiarato ieri in serata il proprio appoggio al governo del premier designato Fayez Sarraj e lo scioglimento dell’organismo, ora definito “Consiglio di Stato”. L’incontro, presieduto dal vicepresidente del Gnc Saleh Makhzoum, ha radunato circa 94 deputati, secondo i media. Ma per un altro gruppo di rappresentanti che non hanno partecipato, l’incontro è illegale.

Ieri il governo del Gnc, guidato dal premier Khalifa Ghwell, ha annunciato le proprie dimissioni. La strada sembra ormai spianata per il nuovo Premier: un altro passo in avanti è arrivato infatti da parte del Consiglio delle tribù Tuareg che ha dato il “benvenuto al Consiglio presidenziale del governo di concordia nazionale insediatosi a Tripoli”. Nel comunicato diffuso al termine di una conferenza tenuta ad al Ghat capoluogo del governatorato di Fezzan nel Sud-Ovest del Paese, i Tuareg sottolineando il loro “sostegno a tutte le iniziative ed i passi che servono a sollevare le sofferenze del cittadino, porre fine a tutte le divergenze, affrontare gli effetti delle violenze e consolidare la sicurezza e la stabilità in tutte le città libiche”.

L’Italia, da sempre in prima linea nella questione libica e chiamata a guidare una missione internazionale per stabilizzare il Paese, ha accolto con grande favore l’annuncio della decisione del ‘governo’ di Tripoli di rassegnare le dimissioni e del Congresso (Gnc) che a maggioranza ha deciso di sostenere l’esecutivo del premier designato Fayez Sarraj. “I recenti sviluppi in Libia sono incoraggianti”, ha commentato il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. Decisioni che “vanno nel senso auspicato di ricomporre il quadro istituzionale riportandolo nell’ambito dell’Accordo Politico firmato a Skhirat e di anteporre l’obiettivo di una Libia unita alle divergenze”.

Tuttavia resta un’ultima incognita da considerare: il Parlamento di Tobruk che da gennaio continua a boicottare con una serie di rinvii la fiducia alla lista dei ministri proposta da Serraj. Inoltre avanza anche la minaccia dell’Isis: Ansar al Sharia, il gruppo jihadista attivo nell’est della Libia, ha pubblicato un manifesto nel quale definisce il premier designato Fayez al Sarraj “il nuovo Karzai della Libia”, in riferimento al presidente afghano, e rivendica due attacchi a Bengasi contro le forze filo-governative.

Redazione Avanti!

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