domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Migranti. L’Austria costruisce barriera al Brennero
Pubblicato il 11-04-2016


brenneroContinuano le iniziative a senso unico da parte di Vienna sulla questione migranti: al Brennero l’Austria ha iniziato oggi i lavori per la costruzione di una barriera per limitare, in caso di necessità, l’accesso di migranti provenienti dall’Italia. Lo ha comunicato il capo della polizia tirolese Helmut Tomac che ha spiegato che la struttura sarà lunga 250 metri e interesserà sia l’autostrada che la strada statale. Nella prima fase di lavori sarà modificata la segnaletica stradale. A fine maggio, ha spiegato Tomac, potrebbero partire i controlli, anche se sarà il ministero dell’Interno di Vienna a stabilire quando saranno avviati.
“Siamo arrivati al muro preventivo”. Lo dichiara Gianni Pittella, presidente del gruppo dei Socialisti e Democratici al Parlamento europeo, secondo cui la decisione del governo austriaco di erigere una barriera al Brennero, al confine con l’Italia, “è del tutto inaccettabile non solo perché viola le norme sulla libera circolazione di Schengen ma perché dimostra ancora una volta che si preferisce chiudersi nelle piccole fortezze nazionali invece di lavorare per una soluzione europea”. “Dall’Austria – conclude Pittella – una spallata inutile e negativa contro l’Europa”.
La decisione preoccupa non poco l’Italia che aveva avviato anche un dialogo con Vienna proprio per evitare che l’Austria avviasse il piano annunciato da tempo di una recinzione a protezione dei propri confini. Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni aveva definito costruttivo il dialogo tra il ministro Alfano e la sua omologa austriaca: “Italia e Austria dovrebbero collaborare e, naturalmente, la base della collaborazione è che non ci siano azioni unilaterali irreversibili.
“Intensificare la collaborazione bilaterale ed operativa nel monitoraggio e controllo della comune frontiera con l’obiettivo strategico di garantire la fluidità di passaggio al Brennero e di salvaguardare la libera circolazione prevista da Schengen”: avevano affermato in una nota congiunta Angelino Alfano e il ministro dell’Interno austriaco Johanna Mikl-Leitner proprio a margine dell’incontro di venerdì al Viminale.
Ma il problema dei profughi si sta trasformando in una crisi senza precedenti a Idomeni, dove migliaia di profughi sono ancora intrappolati in Grecia, al confine con la Macedonia. Un gruppo di 500 persone ha tentato di forzare il confine provocando l’immediata reazione della polizia macedone con gas lacrimogeni, proiettili di gomma e granate assordanti. A causa degli scontri, almeno 260 migranti hanno fatto ricorso alle cure di Medici senza frontiere, in particolare per problemi respiratori.

idomeni
Subito dopo la notizia degli incidenti è partito lo scambio di accuse tra i due Paesi confinanti. “È una grande vergogna per la società europea e per un paese che ne vuole far parte”, ha affermato il premier Alexis Tsipras ha affermato il capo del governo di Atene. Skopje ha reagito sostenendo che la polizia greca è stata troppo passiva di fronte al tentativo dei migranti di forzare il passaggio. “Nel corso degli incidenti, la polizia greca non ha neanche cercato di intervenire e fermare gli incidenti”, ha fatto sapere in una nota il ministero dell’Interno macedone.
Il presidente greco, Prokopis Pavlopulos, ha criticato duramente la Macedonia per gli incidenti e li ha definiti “inaccettabili” per un Paese che aspira a unirsi all’Ue e alla Nato”, “comportamenti” che “non hanno posto” nè nell’Ue nè nell’organizzazione transatlantica. Il portavoce del servizio greco di coordinamento della crisi, Giorgio Kyritsis, ha parlato di “uso eccessivo e squilibrato” della violenza, accusando Skopje di aver creato “una situazione molto difficile in territorio greco”. Il governo greco ha aggiunto di aver inoltrato “proteste molto forti” con le autorità macedoni e anche contro altri Paesi europei che hanno inviato osservatori “sul lato macedone”, tra cui Slovenia e l’Ungheria.

Redazione Avanti!

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