domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Migranti. Dopo l’accordo i primi rimpatri in Turchia
Pubblicato il 04-04-2016


RITORNIDopo l’accordo tra Unione europea e Turchia che ha generato polemiche e dubbi, comincia oggi il primo “scambio” di migranti tra le controparti che, nelle intenzioni, dovrebbe porre fine all’immigrazione irregolare attraverso l’Egeo. Tre navi di Ankara con a bordo 202 persone hanno lasciato oggi le isole greche di Lesbo e Chios nella prima operazione di rinvio prevista dall’accordo, mentre un primo gruppo di 16 migranti siriani è arrivato ad Hannover, nella Germania settentrionale, proveniente da Istanbul.
I migranti verranno immediatamente indirizzati presso il centro rifugiati di Friedland, a 140 km da Hannover, mentre un secondo gruppo di 16 siriani è atteso in giornata. Altri 11 sono diretti verso la Finlandia, mentre un nuovo gruppo dovrebbe decollare domani alla volta dei Paesi Bassi. “Oggi segna il passo più visibile finora per la messa in atto dell’accordo tra Ue e Turchia”, commenta il portavoce della Commissione europea, Margaritis Schinas, ricordando che lo scopo dell’accordo è quello di “rimpiazzare flussi caotici pericolosi e irregolari con vie legali, sicure e umanitarie verso l’Europa per quelli che hanno diritto alla protezione internazionale”. La data del 4 aprile, ricorda Schinas, era stata fissata come obiettivo per iniziare con la messa in atto dell’accordo e “da questa mattina vediamo l’inizio di questi due processi: abbiamo ritorni dalle isole greche verso la Turchia per chiarire che questa strada è pericolosa e inutile e abbiamo i primi reinsediamenti di rifugiati siriani dalla Turchia all’Ue”.
L’accordo di Bruxelles, fortemente voluto dalla Cancelliera tedesca, prevede che a ciascun rimpatrio corrisponda la possibilità per un profugo siriano di poter raggiungere un Paese dell’Unione europea direttamente dalla Turchia (fino ad un massimo di 70mila profughi).
Tuttavia si sono già levate le prime voci di protesta, seguite alle critiche delle Ong sui diritti umani, la Presidente della Camera, Laura Boldrini ha infatti affermato che l’accordo tra l’Ue e la Turchia sull’immigrazione “è una soluzione che difficilmente funzionerà e ha già creato una macchia sulla reputazione della Ue come continente dei diritti umani. Mai e poi mai avrei pensato che si sarebbe arrivati fino a questo punto”, ha detto in un’intervista a Rai Isoradio. “Io penso che queste condizioni di vita in questi campi improvvisati non siano degni della nostra tradizione e nemmeno della nostra civiltà”. “Un Paese che non rispetta i diritti umani dei suoi cittadini, a cominciare dalla libertà di stampa, rispetterà i diritti umani dei profughi che scappano dalle guerre? Io ho i miei dubbi”. Lo ha detto Pia Locatelli, Presidente Commissione diritti umani alla Camera e deputata Psi, in un’intervista a Bergamo TV, esprimendo preoccupazione sull’accordo tra la Turchia e la Ue che entra in vigore oggi. “L’accordo riguarda il rispetto della Convenzione di Ginevra con delle limitazioni territoriali, ossia la Turchia concederà i visti solo per quei migranti che arrivano da un Paese europeo. I siriani non arrivano dall’Europa, si trovano in Grecia e vengono spediti in Turchia. Come verranno considerati? Sono molto preoccupata”.
Diversa è l’opinione del Viminale, Angelino Alfano, che ha giudicato con ottimismo l’avvio dell’accordo, specie per l’Italia: “Mi auguro che l’accordo con la Turchia in tema di migranti funzioni per almeno due motivi: per alleggerire il rischio che la rotta balcanica abbia conseguenze su di noi e perché possa rappresentare un precedente di altre ipotesi di collaborazione con altri Paese”.

Restano comunque molti dubbi prima di tutto sulla gestione dei profughi da parte della Turchia, ma anche sulle sue capacità di gestirne altri visto che si dovrebbero aprire nuovi campi di accoglienza in un Paese che già ne accoglie almeno 3milioni da più di cinque anni. Il limite dell’accordo risiede poi anche nel decisionismo di Erdogan che potrebbe usare i profughi come un’arma se il suo governo non dovesse raggiungere alcuni obiettivi prefissati con l’Unione europea.

Liberato Ricciardi

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