martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Nicola Olanda
Lettera aperta al Segretario
Pubblicato il 15-04-2016


Carissimo Riccardo,

Ti chiedo scusa sin dall’inizio se mi dilungherò eccessivamente, ma quando si è prossimi agli 82 anni (fra un mese), si ha il timore di non avere eccessive occasioni per potersi esprimere in futuro.
Ho già provveduto a sottoscrivere la tessera per il 2016 e a dare il mio contributo economico volontario all’Avanti on line. Spero che malgrado le tensioni in corso, nessun compagno si sottragga a questo dovere. Oltre alle idee e alle proposte abbiamo bisogno anche di risorse economiche per sostenerle.
Tre giorni fa ho partecipato all’Assemblea Provinciale per i lavori congressuali. Le presenze non raggiungevano neanche il 25% rispetto a quelle registrate per l’ultimo Congresso di Venezia.
Un’atmosfera di mestizia, di rassegnazione e di delusione era quella che respiravamo.
A livello personale nei tuoi confronti nutro una grande stima per le esperienze che hai condotto positivamente prima come Presidente della Regione Toscana, poi come suo Assessore al Bilancio ed ora come Vice Ministro, nel cui incarico hai condotto felicemente in porto l’importantissimo e delicato capitolo sul Regolamento degli Appalti. Sei maturo e anche meritevole di poter fare il Ministro. Hai anche una grande cultura, e non solo politica, e disponi di una forte capacità di sintesi. A differenza di tanti famosi o importanti compagni che si sono allontanati dalla vita attiva del PSI o addirittura l’hanno abbandonato, dopo averne ricevuto onori e benefici, tu sei ancora operoso nel ruolo di dirigente politico e amministrativo nella compagine socialista. Solo questo grande merito sarebbe sufficiente per avere nei tuoi confronti il massimo rispetto.
Quando tu annunciasti che quello ricevuto a Venezia sarebbe stato l’ultimo incarico come Segretario del PSI,
sperai che tu avresti utilizzato questo ultimo impegno di vertice per lasciare una tua impronta di svolta all’agonizzante Socialismo italiano.
Non è stato così e pertanto mi sono trovato in una posizione critica nei tuoi confronti sul piano politico per l’approvazione con il voto di fiducia alle leggi di Renzi (Italicum, Senato, etc).
Non disconosco la nostra debolezza elettorale ma il nostro atteggiamento non ha espresso adeguatamente i segni dell’autonomia e della vera identità del PSI.
Alle ultime elezioni politiche, con una sofferta rinuncia al nostro simbolo e con un patto siglato a livello di PSE abbiamo aderito alla candidatura di Bersani con il quale abbiamo beneficiato dell’approdo di sei compagni in Parlamento. Era nostro dovere quindi approcciarsi in Parlamento alle posizioni di Bersani anziché appiattirci con dei voti di fiducia su Renzi. L’adesione al PD del nostro Capogruppo di Lello ha rafforzato questa impressione e vanificato i contributi migliorativi di Buemi, Locatelli e Pastorelli di cui alla fine si sono intestati anche i meriti chi nel PD vi aveva posto resistenza.
La gestione del Partito ha lasciato a desiderare, in particolare nella fase finale precedente il Congresso. Probabilmente il tuo impegno come Vice Ministro ne ha condizionato gli esiti.
Pur condividendo alcune argomentazioni della componente di “Area Socialista” reputo un grave errore la loro scelta dell’Aventino, mentre ritengo l’abbandono di Bartolomei una ferita che non ha niente a che vedere con l’intenzione di fare risorgere il PSI. Tanti di noi socialisti assistiamo all’incongruenza tra le dichiarazioni della maggioranza e delle minoranze che esprimono l’intenzione di accrescere le adesioni al PSI e le successive azioni contradditorie quando poi vengono operate per depotenziarne lo spirito unitario e l’elaborazione comunitaria di nuove proposte.
Sono convinto che se la maggioranza avesse promosso e sostenuto un maggior dialogo tra le componenti del PSI e un maggior impegno unitario nella fase preliminare del Congresso, avremmo consentito di non presentarci di fronte all’opinione pubblica con tutte queste lacerazioni. Verrà spontaneo farci giudicare in maniera negativa dall’opinione pubblica e politica. Sarà facile esternare: “i soliti Socialisti!!!!!”
Inoltre spero che non abbiamo scoraggiato o demotivato tanti potenziali socialisti che potevano essere interessati al nostro rilancio.
Un Congresso serve per indicare delle proposte su cui orientare l’attività futura ma anche per fare un Bilancio sull’attività appena conclusa. Penso che una coraggiosa autocritica di questo Bilancio sia basilare per formulare in modo costruttivo il nuovo percorso dell’attività politica del PSI.
Sui temi politici su cui ho avanzato le mie critiche mi sono già espresso partecipando al dibattito sull’Avanti, che è diventato l’unico strumento in cui è possibile dialogare ancora fra Socialisti. Il Direttore Mauro Del Bue, pur essendo indicato dalla Direzione, non vi si appiattisce, e consente senza censure assieme alla sua Redazione, un’ampia e feconda partecipazione e produzione di idee e proposte che purtroppo non vengono adeguatamente recepite dalla Direzione del PSI.
Nell’Assemblea congressuale provinciale avevamo in visione due Documenti: la tua Mozione sulla quale 262 compagni ti candidano alla Segreteria e uno della Sinistra Socialista che al 7 Marzo contava l’adesione di una quarantina di compagni, insufficiente però come numero per presentarsi come Mozione. Pertanto questi compagni per partecipare al Congresso e sentirsi rappresentati hanno dovuto ripiegare nelle vesti di un Documento Integrativo alla tua Mozione congressuale.
Ricordo scissioni e ricomposizioni nel PSI, ma non avrei mai immaginato che un Congresso Socialista potesse caratterizzarsi o svolgersi con un’unica Mozione!!
Conoscendo i contrasti e le spaccature esistenti tra maggioranza e minoranze mi ero proposto d’intervenire nei lavori congressuali con un approccio di ricomposizione dello spirito unitario perduto. Sebbene la realtà non me ne offrisse l’occasione per la mancanza di Mozioni alternative, l’opzione dell’astensione sarebbe stata la più semplice ma, come propostomi, ho fatto prevalere lo spirito di ricomposizione unitario votando la tua Mozione integrata dal Documento della Sinistra.
Di questo Documento Integrativo sarebbe sufficiente la prima parte dedicata alla Democrazia per farne il perno di una Mozione unitaria. Includila come una parte integrante della tua Mozione finale. Spero che terrai conto sia delle sollecitazioni di quel Documento che dell’inserimento di parte di questi compagni della Sinistra Socialista negli Organi nazionali del PSI.
Il fatto che nelle rilevazioni dei sondaggi, non appaia più un’indicazione sul voto socialista, mi fa supporre che ormai siamo su valori inferiori allo 0,5%. Parliamo di volere superare la diaspora socialista e non facciamo altro che alimentarla o impedirla al nostro interno. Siamo diventati i migliori discepoli di Enrico Fermi non cessando mai di dimostrare a tutti di essere i più bravi nella scissione dell’atomo!!
Ritengo che le responsabilità di questa perenne situazione vadano ripartite tra maggioranza e minoranze del Partito. In una Comunità politica il confronto deve essere dialogo e non lotta senza quartiere. La Democrazia necessita anche di decisioni ma il rispetto reciproco deve essere un dovere sia da parte della maggioranza che delle minoranze. Chi viene scelto a presiedere una Comunità Politica, qual è un Partito, ha il compito di rappresentarla e non di comandarla. Ciò non è certo nella tua indole e nella tua formazione, ma cerchiamo di non dare la stessa impressione che si nota nel PD. Gli eserciti si comandano, ma questa regola è imposta dalla necessità di una guerra che si combatte contro un nemico. Non è il caso sia nella vita in un Partito che nella gestione delle responsabilità derivanti dagli’incarichi istituzionali.
Penso di essere in numerosa compagnia nell’avvertire una deriva antidemocratica nella gestione dell’attività politica sia all’interno dei Partiti che nelle Istituzioni.
La nostra è una Democrazia Parlamentare ed Essa si esprime attraqverso i valori fondamentali della nostra Costituzione. Mi riferisco in particolare ai tre unici Poteri costituzionali che Essa prevede: quello Elettivo che proviene dal popolo, il Legislativo che è espresso dal Parlamento in rappresentanza del popolo e quello Esecutivo che deve applicare le Leggi e le volontà espresse democraticamente dai rappresentanti del Popolo in Parlamento.
Da anni si stanno sovvertendo le gerarchie dei Poteri costituzionali, ma mai come ora si sta annullando praticamente quello Elettivo, umiliando quello Legislativo e imponendo su di entrambi quello dell’Esecutivo.
Dire a proposito delle Riforme costituzionali che noi eravamo per un Assemblea Costituente è una formalità se viene contraddetta quando si pone la fiducia a delle Riforme che al loro interno hanno il germe dell’incostituzionalità e nel loro combinato creano un pericoloso accentramento di poteri che non garantiscono più i necessari contrappesi e l’equilibrio tra i vari Ordini di controllo e giurisdizionali dello Stato democratico. Stiamo scivolando, senza reagire come Socialisti, verso una deriva autoritaria.
Se eravamo convinti per l’Assemblea Costituente dovevamo proporci per un Referendum relativo. Non saremmo stati soli nel sostenerlo come non lo fummo quando dovemmo promuovere quelli sui Diritti civili,tra cui il divorzio e l’aborto. Siamo ancora in tempo per renderci protagonisti nell’inserire questa richiesta nel Referendum che si svolgerà ad ottobre.
Nel frattempo, ti comunico che aderirò al Referendum per l’abolizione dell’Italicum e della Riforma del Senato (non perché non sia d’accordo sul superamento del suo doppione rispetto alla Camera ma per il combinato negativo che rappresenta con l’Italicum) e parteciperò all’adesione delle firme promossa dalla CGIL per la Carta dei diritti fondamentali e inviolabili del Lavoro.
Domenica 17 Aprile sarai eletto nuovamente Segretario del PSI. Moltissimi congressisti non potranno andare a votare per il Referendum sulle politiche Ambientali e per una riconversione progressiva dall’utilizzo del fossile verso la produzione di energie alternative. Penso che si poteva evitare anche con uno slittamento del Congresso questa coincidenza con il Referendum, che potrebbe essere interpretata come una forma di adesione all’astensione proclamata da Renzi e contraddetta dai Presidenti della Repubblica e della Corte Costituzionale

Ti esprimo alcune azioni che mi auspico da te per una vera svolta.

1°. Superare l’attuale diaspora sia interna che esterna. Le macerie accumulate dalla rottura con le minoranze non bisogna portarle alla discarica ma ricomporle nel progetto smarrito di una casa comune. I nemici veri sono fuori dal PSI. Sono d’accordo che occorre rinnovare e aggiornare le suppellettili, gli strumenti di lavoro e la qualità degli uomini che vi dovranno operare Ma non esiste solo il Governo nazionale, in cui è senz’altro richiesta e necessaria la presenza socialista, ma questa è anche indispensabile per le tantissime esigenze nelle realtà locali. Sono già così esigue le risorse umane esistenti, per cui non possiamo consentirci di privarci di quei pochi compagni che, malgrado le tante delusioni e amarezze sofferte, continuano a credere nell’ideale socialista e quella passione la vogliono ancora esercitare nei vari livelli delle istituzioni locali.
Oggi, la necessità di una ricomposizione della Diaspora socialista a livello nazionale diventa indispensabile per la sopravvivenza di una forza socialista in Italia.
L’invito di Caldoro a lavorare per l’unità dei Socialisti trova delle condizioni più favorevoli rispetto al naufragio della precedente Costituente. Partiamo subito da dopo il Congresso per questa Nuova Costituente aperta alle Aree laica, socialista, di sinistra liberale e riformista e cattolica progressista.

2°. Rendere evidente la nostra identità e la nostra autonomia nei confronti di Renzi. Alleati si vassalli NO!!
Tempo fa, il giornalista Galli della Loggia disse che il PSI per rilanciarsi aveva bisogno di proporre al Paese poche ma rilevanti Riforme che ne caratterizzassero la sua identità ed il ruolo che la Storia ha affidato al Socialismo. Solo impegnandosi in tal senso il PSI potrebbe tornare ad occupare un ruolo di peso nella Politica sia nazionale che internazionale. È stato ciò che si è verificò con Bettino Craxi quando iniziò la fase di rilancio del PSI con la famosa svolta del Midas.
Continuare a percorrere il tracciato di questi ultimi 20 anni ci ha condotti quasi all’estinzione. Se non abbiamo sufficientemente la volontà, l’unità, la forza e la capacità di tornare ad essere un Partito anche nei numeri, forse sarebbe più propizio svolgere il ruolo di una Fondazione culturale socialista. Non stravolgeremmo la nostra identità e non perderemmo la nostra dignità e, lavorando all’elaborazione di un Progetto liberal socialista adeguato ad un nuovo Modello di sviluppo richiesto dal passaggio dall’era industriale a quello della conoscenza, cercheremmo di far maturare le adesioni sufficienti per ripresentarci di fronte all’elettorato con i mezzi e la struttura adeguata per competere con il nostro simbolo nei confronti delle altre forze politiche. Ma l’abbandono della formula Partito è solo un’estrema ratio!

3°. Penso che il tuo incarico come Vice Ministro non può obiettivamente consentire un tuo impegno totale quale dovrebbe essere quello necessario per il rilancio dell’Azione e della sopravvivenza del PSI.
Ti suggerisco pertanto di nominare un Vice Segretario “Reggente” (sarebbe meglio UNA reggente) che disponga dell’indole e della capacità di motivare e gestire un Lavoro di Gruppo. Nel contempo formuliamo delle Regole di VERA gestione democratica interna che riesca a coinvolgere tutte le componenti del PSI.
Ti ho parlato apertamente, e “vergin di servo encomio e di codardo oltraggio” ti abbraccio fraternamente.

Nicola Olanda

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Commenti all'articolo
  1. Penso che il congresso abbia fornito molte delle risposte che il comoagno Olanda ha rivolto. Mi permetto solo di rispondere sul punto della presunta incompatibilità del segretario. Al governo ci sono tutti i segretari dei partiti della maggioranza: quello del Pd naturalmente, quello del Ncd, quello di Scelta civica e il nostro. E’ oggi una nuova necessità politica.

    • Carissimo Mauro
      Innanzitutto ti ringrazio assieme alla Redazione per avere dato ospitalità alla mia Lettera aperta a Nencini.
      Forse non mi sono espresso chiaramente sul consiglio di Reggenza. Non intendevo dire che il Segretario rinunciasse alla sua carica e al suo ruolo direttivo, bensì che si facesse affiancare da Un o Una Vice Segretario Reggente per poter meglio conciliare l’esercizio delle responsabilità di Vice Ministro con quelle non meno impegnative e indispensabili per il rilancio dell’azione del PSI.
      Se ti è possibile ricordagli questo consiglio.
      Fraternamente da Nicola Olanda

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