domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Panama Papers. Bufera Le Pen, dimissioni a Reykjavík
Pubblicato il 05-04-2016


marine-le-penAncora una scossa sui Palazzi del potere di tutto il mondo per i cosiddetti “Panama Papers”, la prima testa a cadere è quella del premier islandese David Gunnlaugsson che dopo aver provato a sciogliere il Parlamento, si è dimesso. Il Primo Ministro è stato accusato di aver usato, insieme alla moglie, una società offshore per nascondere ricchezze milionarie. Ad annunciarlo è stato il suo Partito, mentre già da ieri sera migliaia di cittadini sono scesi in piazza per chiedere le dimissioni del premier islandese.
Tutto è partito dagli oltre 11 milioni di documenti riservati denominati “Panama Papers”, che hanno origine in uno studio legale internazionale specializzato in paradisi fiscali e pubblicati in contemporanea dai media che toccano tutte le personalità più importanti da Londra a Mosca per finire anche a Pechino. In Cina i media di Stato evitano di diffondere le notizie, il Paese asiatico censura direttamente le notizie che hanno scatenato il finimondo e che riguardano alcune società offshore legate alle famiglie del presidente cinese Xi Jinping e ad altri attuali e passati alti esponenti politici del Paese. Digitando la parola ‘Panama’ sui motori di ricerca cinesi si trovano storie sui media sull’argomento, ma molti link sono disabilitati oppure si aprono soltanto su articoli che riguardano personaggi sportivi.
Nell’inchiesta nomi illustri della politica come quelli del padre del premier britannico, David Cameron, costretto ora a fare i conti con le ricchezze nascoste oltre mare dal padre finanziere Ian, scomparso nel 2010, o di uno degli uomini più potenti del mondo, Putin legato a nomi che sono nei documenti, ma il terremoto maggiore nella politica del Vecchio Continente tocca proprio uno dei nomi illustri francesi: la famiglia Le Pen. Ad essere coinvolto è infatti proprio il “cerchio magico” della presidente del Front National: i suoi stretti collaboratori, secondo Le Monde, avrebbero messo in piedi “un sistema offshore sofisticato” nell’ambito di Panama Papers. Ma non solo Marine, anche Jean-Marie Le Pen è direttamente coinvolto nello scandalo finanziario: una parte della ricchezza nota come “il tesoro” del fondatore del Front National è stata dissimulata attraverso la società offshore Balerton Marketing Limited, creata nei Caraibi nel 2000. Banconote, lingotti, monete d’oro, ci sarebbe di tutto nel “tesoro”, intestato al prestanome Gerald Gerin, ex maggiordomo di Jean-Marie e della moglie Jany Le Pen.

Redazione Avanti!

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