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Opinioni e commenti
 

Panama papers, scandalo planetario (800 gli italiani)
Pubblicato il 04-04-2016


Panama papers 1I Panama Papers, le carte di Panama, stanno facendo tremare mezzo mondo. I Panama Papers è un mucchio di migliaia di documenti relativi a transazioni finanziarie e registrazioni di società nei cosiddetti paradisi fiscali per non pagare tasse e mantenere celate le proprie fortune. Tutto parte dalla sede di uno dei più misteriosi studi legali del mondo, la Mossack Fonseca, al centro di una ragnatela fittissima di società in giurisdizioni offshore, nell’amministrazione di società offshore e nella gestione di patrimoni. Dalle carte rivelate da una gigantesca, e ‘benedetta’, fuga di notizie, spulciate per mesi da 307 reporter dalla task force dell’International Consortium of Investigative Journalists (Icij) – solo un lavoro collettivo che ha messo insieme le forze di alcune importanti testate in differenti Paesi (per l’Italia c’è l’Espresso) – poteva consentire di venirne a capo senza il sostegno di un Governo – emerge un mare di sporcizia, nomi ‘illustri’ al fianco di oscuri personaggi, prestanome, criminali.

Tra i nomi che più stanno facendo discutere, c’è quello del presidente russo Vladimir Putin. Per la verità il suo nome non è nella lista dei Panama papers, ma ci sono nomi del suo entourage che fanno sospettare che anche il presidente russo si sia messo da parte un ‘tesoretto’ all’estero per la vecchiaia così come avevano fatto il colonello Gheddafi e il presidente egiziano Hosni Mubarak, e come hanno fatto il padre del premier britannico David Cameron, il re saudita Salman, i familiari del presidente cinese Xi Jinping, il calciatore Lionel Messi e il premier islandese Sigmundur Gunnlaugsson e consorte.

Gli 11 milioni di documenti top secret portati alla luce conducono anche agli uomini più vicini a Putin, primo tra tutti Serghej Roldugin: musicista, padrino della figlia del presidente russo Maria, e tessitore di uno schema di riciclaggio clandestino del valore di 2 miliardi di dollari.

L’inchiesta condotta per un anno dall’Icij e dal quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung proverebbe che la panamense Mossack Fonseca avrebbe aiutato per 40 anni i propri clienti a riciclare denaro, schivare sanzioni, evadere il fisco. Putin è in compagnia di 72 capi di Stato, in carica o ex leader, dittatori inclusi. Secondo l’Espresso, che rappresenta l’Italia nell’Icij, dalle carte emergerebbe anche il nome di Luca di Montezemolo e di altri imprenditori italiani come Giuseppe Donaldo Nicosia, latitante e coinvolto in un’inchiesta per truffa con Marcello dell’Utri, l’ex pilota di Formula 1 Jarno Trulli, funzionari dei servizi, celebrità varie oltre alle banche Ubi e Unicredit. Ii clienti italiani dello studio legale panamense sarebbero in tutto circa 800.

Il coinvolgimento russo oggi è senza dubbio quello che fa più scalpore. Al violoncellista Roldugin farebbero capo due delle società offshore chiamate in causa, considerate uno schermo per proteggere l’identità del vero proprietario delle attività. Come scrive il britannico Guardian, «i documenti sembrano suggerire che la famiglia di Putin abbia beneficiato di questi soldi: è lui a spendere le fortune dei suoi amici». A conferma delle supposizioni che da anni affermano che il presidente russo gestisce le proprie fortune tramite terzi – gli amici a cui ha consegnato il meglio dell’industria e delle ricchezze energetiche russe.

In Islanda sono già state chieste le dimissioni del premier mentre a Mosca, il portavoce di Putin ha già chiarito che la Russia dispone dei «mezzi legali» per difendere «la dignità e l’onore» del Presidente e parla di complotto della Cia per screditare il Paese. Mossack Fonseca a sua volta risponde di aver sempre rispettato i protocolli internazionali per assicurarsi che le compagnie registrate non vengano utilizzate per evasione fiscale, riciclaggio o finanziamento del terrorismo.

Nei documenti compaiono però anche società che sarebbero riconducibili a 33 sigle o individui inseriti nella lista nera degli Usa, per connessioni con i signori della droga messicani, con organizzazioni definite ‘terroristiche’ come gli Hezbollah sciiti libanesi e con Stati ‘canaglia’ come la Corea del Nord o – ma fino a ieri – l’Iran.

Uno scandalo insomma di proporzioni planetarie che fa tremare mezzo mondo.

Alcuni nomi della lista:

Leader, premier e presidenti
Mauricio Macri, presidente dell’Argentina – Bidzina Ivanishvili, ex premier della Georgia – Davíð Gunnlaugsson, primo ministro dell’Islanda – Ayad Allawi, ex premier dell’Iraq – Ali Abu al Ragheb, ex primo ministro della Giordania – Hamad bin Jassim bin Jaber Al Thani, ex premier del Qatar – Sheikh Hamad bin Khalifa Al Thani, ex emiro del Qatar – Salman bin Abdulaziz bin Abdulrahman Al Saud, re dell’Arabia saudita – Ahmad Ali al-Mirghani, presidente del Sudan – Khalifa bin Zayed bin Sultan Al Nahyan, presidente degli Emirati arabi uniti ed emiro di Abu Dhabi – Pavlo Lazarenko, ex primo ministro dell’Ucraina – Petro Poroshenko, presidente dell’Ucraina.

Congiunti di leader, premier e presidenti

Famiglia del presidente azero Ilham Aliev – Deng Jagui, cognato del presidente cinese Xi Jinping – Li Xiaolin, figlia dell’ex premier cinese Li Peng – Arkady e Boris Rotenberg, amici del presidente russo Vladimir Putin – Sergey Roldugin, violoncellista amico del presidente russo Vladimir Putin – Rami e Hafez Makhlouf, cugini del presidente siriano Bashar al Assad – Ian Cameron, padre del primo ministro britannico David Cameron – Alaa Mubarak, figlio dell’ex presidente egiziano Hosni Mubarak – Mounir Majidi, segretario personale del re del Marocco Mohammad VI – Mariam Safdar, Hasan e Hussain Nawaz Sharif, figli del primo ministro pachistano Nawaz Sharif – John Addo Kufuor, figlio dell’ex presidente del Ghana John Agyekum Kufuor – Mohd Nazifuddin bin Mohd Najib, figlio del primo ministro della Malaysia Najib Razak – Daniel Muñoz, segretario privato del defunto presidente argentino Nestor Kirchner e associato anche alla moglie e poi presidente Cristina Fernandez de Kirchner – Juan Armando Hinojosa, imprenditore vicino al presidente messicano Enrique Penha Nieto – Pilar di Borbone, sorella maggiore dell’ex re di Spagna Juan Carlos – Jean-Claude N`Da Ametchi, vicino all’ex presidente ivoriano Laurent Gbagbo – Clive Khulubuse Zuma, nipote del presidente del Sudafrica Jacob Zuma – Mamadie Touré, vedova del defunto presidente di Guinea Lansana Conté.
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