sabato, 3 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Pensioni. Nuovo modello di Certificazione unica, CU
Pubblicato il 04-04-2016


Pensionati

UFFICI INPS PIÙ AFFOLLATI PER LA CERTIFICAZIONE UNICA

L’assalto quotidiano agli sportelli dell’Inps, dura ormai da qualche settimana. In genere si tratta di anziani, che, in base alla nuove disposizioni, non riescono a scaricare da internet il Cud (che adesso si chiama Cu, ossia Certificazione unica ) e quindi chiedono agli uffici dell’istituto di previdenza la consegna a mano del modulo richiesto. Il modello è indispensabile per la presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al 2014 che, di solito, avviene o attraverso i centri di assistenza fiscale dei sindacati, e delle associazioni o servendosi dei commercialisti privati. Per questo ogni giorno si presentano alla sedi periferiche dell’Ente assicuratore numerose persone destinate via via ad aumentare Ma è proprio necessario fare un viaggio, di solito in bus o in tram, sino alla più vicina struttura territoriale dell’Inps per poi restare in fila anche mezza mattinata solo per portarsi a casa la Cu? Innanzitutto non tutti gli interessati sanno che a loro disposizione c’è anche un numero verde gratuito (800434320) con il quale la Cu arriva direttamente a casa con la posta. Il servizio è gratuito solo dopo i 75 anni. In più i pensionati hanno anche un’altra possibilità. Possono telefonare al centralino della propria sede di riferimento dell’ente, prendendo un appuntamento con un addetto per farsi stampare la Cu anche il pomeriggio, dalle 13 alle 15, dal lunedì al venerdì. Quelli che lo desiderano, infine, possono pure rivolgersi personalmente agli uffici dei patronati, i cui impiegati possono benissimo venire incontro alle esigenze dei pensionati-contribuenti estrapolando la Cu da internet anche nello stesso giorno in cui avviano la pratica per la presentazione della dichiarazione dei redditi ai rispettivi Caf. «Al momento, quindi, la corsa al Cud non deve diventare assolutamente frenetica perché la scadenza fiscale non è ancora imminente» sottolineano dalla segreteria nazionale delle organizzazioni sindacali di categoria dei pensionati. Anche se poi i pensionati, iscritti e non iscritti ai sindacati, specialmente da quando, (da l’anno scorso), è stato introdotto il modello pre-compilato (che però non sarà inviato a domicilio dall’Agenzia delle Entrate, ma dovrà essere stampato via web, così come avviene per il Cud da tre anni), farebbero assolutamente bene a prenotarsi presso i Caf già dai prossimi giorni. Gli addetti ai lavori, infatti, prevedono che proprio il pre-compilato, come già accaduto in qualche caso, renderà le pratiche più complesse di prima».

Pubblicati i dati per il periodo gennaio 2014 – gennaio 2016

OSSERVATORIO SUL PRECARIATO

Il consolidamento dei dati 2015

Con il recente aggiornamento dell’Osservatorio sul precariato, che assume a riferimento le denunce contributive fino a gennaio 2016, l’Inps fornisce un quadro consolidato dei dati relativi al 2015. Difatti, con le denunce di competenza gennaio 2016, molte aziende completano la comunicazione dei rapporti di lavoro instaurati o variati a dicembre 2015, soprattutto con riguardo all’ultima parte del mese. Nel corso del 2015, il numero complessivo delle assunzioni è stato pari a 5.527.000, con un incremento di 655.000 unità rispetto al 2014 (+13%). Le assunzioni a tempo indeterminato sono passate da 1.274.000 nel 2014 a 1.934.000 nel 2015, con un incremento di 660.000 unità (+52%). Nello stesso arco temporale, le trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti a termine e dei contratti di apprendistato sono passate da 401.000 a 654.000, con un incremento di 253.000 unità (+63%). Complessivamente, nel 2015, i contratti a tempo indeterminato sono cresciuti di 913.000 unità rispetto al 2014 (+54%). Nel 2015, il saldo fra assunzioni e cessazioni è risultato pari a 563.000 posizioni lavorative (nel 2014 era risultato negativo per 47.000 posizioni). L’esonero contributivo triennale, introdotto dalla legge di stabilità 2015, risulta avere avuto un effetto determinante sull’incremento dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato. Su 2,5 milioni di attivazioni di posizioni di lavoro a tempo indeterminato (sommando le instaurazioni di nuovi rapporti e le trasformazioni di rapporti a termine), oltre 1,5 milioni, pari al 62% del totale, risultano beneficiarie dell’esonero contributivo triennale.

La dinamica dei flussi

Dopo la crescita delle posizioni lavorative registrata a consuntivo 2015 e la forte accelerazione delle assunzioni a tempo indeterminato a fine anno, si registra, all’inizio del 2016, un evidente rallentamento di queste dinamiche. Opportuno ricordare che dicembre 2015 era l’ultimo mese per fruire dell’esonero triennale e si sono avuti in quel mese circa 380.000 rapporti di lavoro instaurati (attivati o trasformati) con esonero contributivo, pari a quasi quattro volte la media degli 11 mesi precedenti (106.000).

Le assunzioni (attivate da datori di lavoro privati) a gennaio 2016 sono risultate 407.000, con un calo di 120.000 unità (–23%) sul gennaio 2015 e 94.000 unità (-18%) sul gennaio 2014. Il rallentamento ha coinvolto soprattutto i contratti a tempo indeterminato (–70.000, pari a 39%, sul gennaio 2015 e -50.000, pari a -32%, sul gennaio 2014). C’è stata anche una diminuzione, anche se meno sensibile, dei contratti a tempo determinato (–15% sul gennaio 2015 e -14% sul gennaio 2014). Praticamente stabili le assunzioni con contratto di apprendistato. Anche per le cessazioni si registra una contrazione (–19% sul gennaio 2015 e -17% sul gennaio 2014) che, come per le assunzioni, risulta più consistente per i contratti a tempo indeterminato (–14% sul gennaio 2015 e -17% sul gennaio 2014). Il flusso di trasformazioni a tempo indeterminato è risultato in modesta contrazione sia per i contratti a tempo determinato (–5% sul gennaio 2015) sia per quelli di apprendistato (–2% sul gennaio 2015). Con la legge di stabilità 2016 è stato introdotta una nuova forma di incentivo rivolta alle assunzioni a tempo indeterminato e alle trasformazioni di rapporti a termine di lavoratori che, nei sei mesi precedenti, non hanno avuto rapporti di lavoro a tempo indeterminato. La misura dell’agevolazione prevede l’abbattimento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro (esclusi i premi Inail) in misura pari al 40% (entro il limite annuo di 3.250 euro) per un biennio. I dati relativi all’effetto della predetta agevolazione saranno resi noti nell’ambito dei prossimi aggiornamenti dell’Osservatorio sul Precariato, a seguito dell’adozione delle istruzioni tecniche per la compilazione delle denunce contributive UniEmens.

Gli effetti sulla consistenza dei rapporti di lavoro

Le dinamiche descritte consentono di registrare, per gennaio 2016 un saldo mensile, tra assunzioni e cessazioni, positivo e pari a 112.000 posizioni lavorative, in linea con quanto avvenuto negli anni precedenti. Il saldo di gennaio 2016 (+112.000) è nettamente inferiore a quello registrato a gennaio 2015 (+166.000), trainato allora tuttavia dalle assunzioni con contratti a tempo indeterminato con esonero contributivo. Su base annua, il saldo consente di misurare la variazione tendenziale delle posizioni di lavoro. Questo permette di valutare meglio i cambiamenti in corso rispetto alle peculiari dinamiche del 2015. I prossimi mesi ci diranno quanto forte è la decelerazione della crescita occupazionale. Il saldo annualizzato a gennaio risulta positivo (+509.000) ma inferiore a quello registrato a dicembre (+563.000). Ciò vale in particolare per i contratti a tempo indeterminato, il cui saldo annuo a dicembre 2015 risultava pari a +846.000 e a gennaio 2016 risulta pari a +794.000.

Le retribuzioni iniziali dei nuovi rapporti di lavoro

Quanto alla composizione dei nuovi rapporti di lavoro in base alla retribuzione mensile, si registra per le assunzioni a tempo indeterminato una riduzione delle retribuzioni intermedie (tra 1.250 e 2.000 euro) e un incremento della quota di quelle superiori a 2.000 euro, in controtendenza rispetto a quanto avvenuto nel corso del 2015. Anche per i contratti a termine si evidenzia un leggero slittamento verso retribuzioni maggiori, con una riduzione della quota di quelle inferiori a 1.500 euro.

I Voucher

Per quanto riguarda i buoni lavoro, nel gennaio 2016 risultano venduti 9,2 milioni di voucher destinati al pagamento delle prestazioni di lavoro accessorio, del valore nominale di 10 euro, con un incremento medio nazionale, rispetto al gennaio 2015 pari al + 36%.  Come di consueto, I dati completi sono consultabili sulla home page del sito istituzionale dell’Inps (www.inps.it) nella sezione Banche Dati/Osservatori Statistici, report dal titolo “Osservatorio sul precariato”, dove ogni mese vengono pubblicati gli aggiornamenti tabellari dei nuovi rapporti di lavoro e delle retribuzioni medie.

Inps

+54% CONTRATTI STABILI NEL 2015

Si chiude un 2015 di ripresa per il mercato del lavoro, ma si apre il 2016 con un sensibile rallentamento delle assunzioni. È la fotografia scattata dall’Osservatorio sul precariato dell’Inps.

Contratti stabili.

Nel 2015, complessivamente, i contratti a tempo indeterminato sono cresciuti di 913.000 unità rispetto al 2014 (+54%). Nel corso del 2015, il numero complessivo delle assunzioni è stato pari a 5.527.000, con un incremento di 655.000 unità rispetto al 2014 (+13%). Le assunzioni a tempo indeterminato sono passate da 1.274.000 nel 2014 a 1.934.000 nel 2015, con un incremento di 660.000 unità (+52%). Nello stesso arco temporale, le trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti a termine e dei contratti di apprendistato sono passate da 401.000 a 654.000, con un incremento di 253.000 unità (+63%).

Assunzioni/cessazioni.

Nel 2015, il saldo fra assunzioni e cessazioni è risultato pari a 563.000 posizioni lavorative (nel 2014 era risultato negativo per 47.000 posizioni).

Decontribuzione.

La decontribuzione introdotta dalla legge di stabilità 2015 ha avuto un effetto determinante sull’incremento dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato. Sommando le instaurazioni di nuovi rapporti e le trasformazioni di rapporti a termine, oltre 1,5 milioni, pari al 62% del totale, risultano beneficiarie dell’esonero contributivo triennale.

Male gennaio 2016.

Rallenta vistosamente il flusso delle assunzioni a gennaio 2016. Sono risultate 407.000, con un calo di 120.000 unità (–23%) sul gennaio 2015 e 94.000 unità (-18%) sul gennaio 2014, rileva l’Osservatorio sul precariato dell’Inps. Il rallentamento ha coinvolto soprattutto i contratti a tempo indeterminato (–70.000, pari a -39%, sul gennaio 2015 e -50.000, pari a -32%, sul gennaio 2014).

Boom Voucher.

Prosegue anche a gennaio il boom dei voucher, i buoni del lavoro con cui pagare il lavoro accessorio. A gennaio del 2016, rispetto al gennaio 2015, infatti, gli ‘assegni’ hanno registrato un incremento del 36% pari a 9,2 milioni di buoni venduti.

 Inail

CERTIFICATO MEDICO E DENUNCIA

Dal 22 marzo 2016 sono in vigore semplificazioni in materia di adempimenti formali concernenti gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, come stabilito dal d.lgs. 151/2015 e recepito dalla circolare Inail n. 10 del 21 marzo 2016. A partire da tale data, l’obbligo di trasmissione  telematica del certificato medico di infortunio o di malattia professionale è a carico del medico certificatore o della struttura sanitaria che presta la prima assistenza. Il medico o il legale rappresentante della struttura sanitaria, precedentemente profilato provvede all’inoltro all’Inail, esclusivamente per via telematica, direttamente o tramite la struttura sanitaria competente al rilascio. Per l’abilitazione ai servizi online il medico o il legale rappresentante della struttura sanitaria devono inviare apposita richiesta alla sede Inail competente per territorio. In caso di malattia professionale l’invio del certificato medico vale, ai fini assicurativi e per le malattie contenute nell’elenco di cui all’art 139 t.u. 1124/1965, anche ai fini dell’adempimento dell’obbligo di denuncia. Resta a carico del datore di lavoro l’obbligo di inoltrare la denuncia di infortunio all’Istituto entro due giorni e di malattia professionale entro cinque giorni da quello in cui ne ha avuto notizia. Il datore di lavoro, nella denuncia, deve obbligatoriamente inserire i dati relativi al numero identificativo e la data rilascio del certificato medico. La certificazione medica è disponibile sul portale Inail, attraverso la funzione “Ricerca certificati medici” presente all’interno del relativo servizio online (denuncia di infortunio/MP/SA). L’Inail ha l’obbligo di trasmettere all’autorità di pubblica sicurezza le informazioni relative alle denunce di infortunio con prognosi superiore a trenta giorni o a cui è conseguito un infortunio mortale.

Carlo Pareto

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento