lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Pia Locatelli. Camera intervento su comunicazioni Gentiloni caso Regeni
Pubblicato il 05-04-2016


Camera, martedì 5 aprile, l’intervento di Pia Locatelli sulle comunicazioni di Gentiloni sul caso Regeni

In un articolo di ieri lo scrittore egiziano Ala Al Aswani, si rivolge ad un pubblico largo, non solo egiziano, dicendo che c’è una battaglia che dobbiamo affrontare insieme con gli italiani; la nostra battaglia dice, riguarda i diritti umani, e non mi aspetto che venga vinta domani, ma dobbiamo tenere alta l’attenzione se vogliamo riuscirci.

La tragica vicenda di Giulio Regeni si colloca all’interno di una battaglia più grande, ma diventandone simbolo, grazie anche e, forse, soprattutto al coraggio di una madre, che ha saputo trasformare il suo dolore in un impegno per la verità e per la promozione e la protezione dei diritti umani. L’impegno per la ricerca della verità per l’individuazione e la punizione dei responsabili del caso Regeni ha reso palese la prassi delle sparizioni forzate, facendo intravedere responsabilità più alte e più gravi ! I numeri che abbiamo letto in questi giorni indicano chiaramente che le sparizioni forzate sono una tecnica diffusa in Egitto, come lo è stata e lo è in altri Paesi: uno per tutti l’Argentina. Anche in quel caso il coraggio e la forza delle madri dei desaparecidos consentirono di portare allo scoperto questa pratica aberrante. Noi, signor ministro, dobbiamo esigere la verità e non solo per il nostro cittadino Regeni, ma una verità che riguarda tanti, ed individuare responsabili e conniventi, cioè chi copre i colpevoli, ed è ancor più grave se si tratta di autorità pubbliche !

Ma la nostra ambizione deve essere maggiore, cioè riportare i diritti umani al centro dell’attenzione internazionale e delle relazioni internazionali.

Lei si è chiesto e ci chiede se la fermezza potrà riaprire un canale di piena collaborazione. È difficile dire se sia meglio ritirare il nostro ambasciatore o farlo restare per incalzare le autorità egiziane; far dichiarare l’Egitto Paese insicuro, colpendolo nel turismo, o danneggiarlo, bloccandone il gas. È difficile avere certezze – lo capiamo bene – su quali siano gli strumenti più efficaci, ma è certo che una certezza l’abbiamo: noi dobbiamo conseguire questi obiettivi, perché non possiamo certo fermarci davanti ai limiti della cosiddetta realpolitik e mi pare che la sua azione e l’azione del nostro Governo nel suo complesso vadano in questa direzione e gliene siamo grati, l’apprezziamo.

Dieci secondi ancora per una sorta di avviso: il Comitato per i diritti umani della Commissione affari esteri della Camera ha promosso per giovedì, dopodomani, un convegno dal titolo: «La sfida dei diritti umani nelle relazioni internazionali: tra affermazioni di principio e limiti della realpolitik», un convegno che, ahimè, è diventato drammaticamente tempestivo con la tragica vicenda Di Giulio Regeni.

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