domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Primarie Usa. A New York Hillary batte Bernie
Pubblicato il 20-04-2016


Hillary-Clinton-Bernie-SandersVittoria netta per Hillary Clinton e per Donald Trump sui rispettivi avversari diretti, Bernie Sanders per i democratici, e John Kasic e Ted Cruz per i repubblicani, nelle primarie dello Stato di New York per la corsa presidenziale dell’8 novembre 2016.

La vittoria è stata netta, ma la gara è tutt’altro che chiusa decretando una delle più avvincenti campagne elettorali degli ultimi decenni.

I risultati delle urne, per quanto netti – la Clinton ha guadagnato 173 voti contro i 106 di Bernie Sanders mentre Trump ne ha raccolti 89, oltre 40 più di Kasic mentre Cruz è rimasto a zero – non sono sufficienti a determinare la vittoria nei rispettivi schieramenti né, tantomeno a ipotecare la poltrona presidenziale. Sia la Clinton che Trump sono difatti ancora lontani dal raggiungere il quorum (2.383 delegati per il Partito democratico, 1.237 per quello repubblicano) che garantisce loro la candidatura presidenziale.

Comunque per la ex first lady il risultato è molto importante perché il bottino di delegati rende sempre più difficile la rimonta di Sanders mentre Trump, nonostante il colpo nella Grande Mela, non ha ancora staccato nettamente i concorrenti e ipotecato la nomination.

Almeno per ò per il campo democratico, quanto sta avvenendo, indica con estrema chiarezza che se la Clinton appare il candidato solido e piuttosto prevedibile che si sapeva, Bernie Sanders invece continua a stupire con la sua eccezionale vitalità e capacità di conquistare i giovani. Solo Barak Obama aveva saputo fare altrettanto otto anni fa e solo per la sua grande capacità di conquistare il voto di un elettorato sempre più distante e sfiduciato, la Casa Bianca era potuta tornare nelle mani dei Democratici. In quel caso Obama chiamò alla vicepresidenza John Biden, un politico moderato soprattutto se messo a confronto con la sua linea politica più radicale, un ‘ticket’ che sicuramente ne favorì la vittoria, segnando al contempo anche il successivo corso politico dell’amministrazione democratica. C’è dunque da vedere come si comporterà la ex first lady, se e come terrà conto della capacità di Sanders di mobilitare il voto giovanile e di suscitare quegli entusiasmi popolari che lei non sembra davvero in grado di raccogliere. Difficilmente la Clinton, a oggi comunque la probabile vincitrice, potrà ignorare il peso dello sconfitto.

La corsa comunque non è ancora finita e il prossimo appuntamento è per martedì 26 aprile, con i candidati di entrambi i partiti che si confronteranno in Connecticut, Delaware, Maryland, Pennsylvania e Rhode Island, per contendersi 462 delegati democratici e172 repubblicani. Il traguardo sono nelle rispettive convenzioni nazionali, in programma il 25-28 luglio a Philadelphia e il 18-21 luglio a Cleveland.

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