venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Primarie Usa. A New York big match Hillary – Bernie
Pubblicato il 17-04-2016


Bernie Sanders con Hillary Clinton

Bernie Sanders con Hillary Clinton

Martedì di super voto nello Stato di New York per le primarie dei candidati dei due partiti in lizza per la Casa Bianca. Il risultato del voto avrà infatti un forte impatto di immagine sul destino dei candidati, soprattutto quelli democratici. Sia Hillary Clinton che Bernie Sanders giocano ‘in casa’. Hillary non può perdere e non può neppure accontentarsi di una vittoria risicata mentre Sanders – che è originario di Brooklyn – non solo non molla ma si aspetta dai suoi concitadini della ‘Grande Mela’, una spinta decisiva per la corsa presidenziale e proprio a New York ha tenuto uno tra i raduni più partecipati della sua già sorprendente campagna elettorale. Bernie Sanders, nel comizio tenuto a Long Island, è tornato ad attaccare la sua rivale democratica spingendo a fondo sul tasto dei soldi. Hillary sta facendo una campagna milionaria e per tenere un discorso a Wall Street si è fatta recentemente pagare una somma straordinaria. Ma non solo questo perché Sanders ha anche ironizzato sul fatto che la Clinton non ha voluto rendere noti i contenuti di quel discorso. ‘Cosa avrà promesso in cambio?’, è la domanda implicita nell’accusa di Sanders.

“Al Navy Yard di Brooklyn, Sanders – scrive la Voce di New York – è riuscito a mettere alle corde Hillary Clinton solo quando si è riparlato del suo famoso discorso “a porte chiuse” pagato 250 mila dollari dalla banca di investimento di Wall Street Goldman Sachs”.

La questione dei compensi d’oro che banche e grandi aziende hanno versato nelle casse dei Clinton per i loro discorsi ad eventi vari costitusice da mesi un tormentone nella campagna delle primarie. Dalla fine del suo incarico come Segretario di Stato, nel 2013, Hillary avrebbe guadagnato quasi 22 milioni di dollari mentre, entrambi i coniugi, avrebbero incassato dal 2001 a oggi per 729 discorsi grazie ai loro interventi in kermesse organizzate il più delle volte da importanti imprese finanziarie oltre 153 milioni di dollari a una media di quasi 211 mila dollari a intervento. Di questa cifra 7,7 milioni di dollari sarebbero arrivati almeno da 39 discorsi fatti per alcune grandi banche come Goldman Sachs e Ubs.

Da parte sua l’ex first lady, invece, visitando l’ospedale di Yonkers, ha preferito anche questa volta non rispondere alle accuse del concorrente democratico scegliendo piuttosto di attaccare il fronte repubblicano e dichiarando che non lascerà Donald Trump o Ted Cruz parlare dei lavoratori di New York, inclusi gli immigrati.

Trump, dal canto suo, ha insistito sull’importanza di partecipare al voto e, forte del fatto di essere in vantaggio tra i repubblicani, si è concentrato sulle percentuali degli avversari, ridicolizzandoli per le loro difficoltà. Ma Cruz è ancora in corsa e la tappa odierna potrebbe essere fondamentale per il proseguimento della campagna. I sondaggi lo vedono ultimo a New York, dove sono in gioco 95 delegati repubblicani. Cruz ha tenuto un comizio nel Maryland, dove i delegati in palio sono 38.

infografica di www.stampaprint.net/it

Presidenziali USA-2016

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