sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Referendum: “Io vado a votare”
Pubblicato il 13-04-2016


Tra poche ore saremmo chiamati a decidere se intendiamo far parte della larga schiera di cittadini italiani che da sempre considerano l’esercizio del voto una conquista irrinunciabile o se invece siamo disponibili a farci arruolare in quello che potremmo definire l’esercito dei disertori.

Disertori rispetto al diritto di voto, che andrebbe esercitato sempre e comunque, considerando oltretutto che la scelta tra il si e il no offre la possibilità di manifestare chiaramente il nostro parere, e che una eventuale astensione, non andando al mare ma votando scheda bianca garantisce comunque il raggiungimento del quorum, e con esso la possibilità per tutti di esprimere il proprio parere.

È infatti chiaro che far fallire il referendum per mancanza del quorum significa assumere un atteggiamento ostile contro milioni di cittadini che scelgono di votare e che nel caso vedrebbero la loro scelta forzosamente annullata. Se davvero l’Italia è il paese che ormai fa un larghissimo ricorso ai nuovi mezzi di comunicazione, potrebbe essere il momento di dimostrarlo.

Rappresenterebbe una grande prova di modernità e anche di democrazia se attraverso la rete arrivassero milioni di messaggi che annunciano “Io vado a votare”. Si, No, o scheda bianca a loro piacimento, ma andiamo a votare, rispondiamo positivamente all’appello che viene dal Presidente della Repubblica, da quello della Corte Costituzionale, dai Presidenti di Camera e Senato.

Chi possiede un telefono o un cellulare, chi è abituato a usare uno dei tanti mezzi moderni di comunicazione dovrebbe usarli per comunicare ad amici, parenti, conoscenti questa sua decisione. I giovani che fanno largo ricorso alla rete dovrebbero fornire a tutti una dimostrazione di sensibilità democratica e di rapidità nella comunicazione. Due o tre giorni a disposizione non sono davvero tanti, ma sicuramente sufficienti per dire a tutti che si vuol vivere da cittadini consapevoli e rispettosi delle regole democratiche.

Silvano Miniati
Network Sinistra Riformista

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