martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Rousseff crolla. Aperto il processo di impeachment
Pubblicato il 18-04-2016


rousseffLa strenua difesa dell’esecutivo petista, coordinata dall’ex-Presidente Lula nel bunker dell’Hotel Golden Tulip di Brasilia, di fronte alla residenza presidenziale, non ha dato i risultati sperati: la Camara dos Deputados ha approvato nella notte l’apertura del processo di impeachment nei confronti della Presidente Dilma Rousseff.
Dopo una guerriglia parlamentare lunga e logorante, fatta di negoziazioni infinite, pressioni psicologiche e continui ribaltoni, il PT ha subito infatti una sconfitta durissima: all’opposizione bastava il voto favorevole di 342 deputati federali, ne ha ottenuti 367. A sostegno della Presidente sono rimasti solo i deputati di sinistra: il suo Partido dos Trabalhadores, gli alleati del Partido Democratico Trabalhista (membro dell’Internazionale Socialista) e del Partido Comunista do Brasil e quelli del PSOL, Partido Socialismo e Liberdade, oppositori da sinistra del governo ma contrari ad un impeachment dalle forti tinte “golpiste”.
Le preoccupazioni sulla tenuta democratica del Brasile, la terza democrazia al mondo per numero di elettori, esplicitate non solo dalle forze governative ma anche dalla stampa internazionale, dall’Organizzazione degli Stati Americani e dalle Nazioni Unite, sono uscite rafforzate dalla drammatica seduta parlamentare di ieri. Jair Bolsonaro, notissimo parlamentare di destra, ha dedicato il proprio voto ai militari golpisti del 1964 ed in particolare a Carlos Brilhante Ustra, colonnello responsabile delle repressione negli anni della dittatura e riconosciuto colpevole del reato di tortura, di cui anche la giovane Rousseff fu vittima.
Secondo la procedura stabilita dal Supremo Tribunal Federal la parola passa ora al Senato, che dovrà a sua volta esprimersi, prevedibilmente entro metà maggio, sull’opportunità dell’apertura del processo vero e proprio. Questo voto sarà, però, poco più che una formalità: è infatti sufficiente che la maggioranza semplice degli 81 senatori esprima un voto favorevole all’impeachment perché Rousseff sia sospesa dall’incarico per 180 giorni, durata prevista del processo.
Con la battaglia del Senato persa in partenza, l’ultima flebile speranza dell’esecutivo, eletto solo 2 anni fa da 54 milioni di brasiliani, è nei ricorsi che saranno presentati nelle prossime ore al Supremo Tribunal Federal.
Il capogruppo del PT alla Camera, José Guimarães, ha riconosciuto la sconfitta ma ha annunciato che non ci saranno arretramenti da parate del governo “I golpisti hanno vinto qui alla Camera, ma la lotta continua”.
Anche Dilma Rousseff, che ha seguito il voto dalla residenza presidenziale, assicura che non lascerà l’incarico senza lottare.

Riccardo Galetti,
Responsabile Esteri FGS

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