martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Antonio Ciuna:
La Politica è inadeguata
Pubblicato il 11-04-2016


Signor Direttore  Mauro Del Bue,

ho letto un articolo su un giornale online sulla situazione economica del nostro Paese e per quello che ho potuto capire le analisi esposte hanno un reale fondamento, ma non condivido del tutto ne le motivazioni indicate, ne l’attribuire all’attuale governo l’insufficienza degli interventi.

   Come è noto la crisi ha radici lontane ed è globale.
   Premesso che la ricchezza di un Paese è data da moltissimi fattori, ne cito alcuni che ritengo i più  importanti: disponibilità di materie prime, ricerca avanzata, produzione industriale, infrastrutture, giustizia e burocrazia efficienti,classe politica e classe dirigente all’altezza delle situazioni da affrontare, meno corruzione, contenuta conflittualità sociale, servizi pubblici e burocrazia efficienti, etc, etc.

    L’Italia  anche se è povera di materie prime e non possiede del tutto le qualità positive dei fattori sopra indicati, è ricca della sua storia,della sua cultura, della sua arte, della sua genialità. dei suoi monumenti, delle sue opere d’arte, etc.etc
   La sua ricchezza deriva dall’industria di trasformazione delle materie prime importate in prodotti di consumo che in buona parte vengono esportate: autoveicoli, macchine industriali, meccanica costruzioni navali, dal turismo, dalla moda etc etc
    Il verificarsi della crisi mondiale ha colpito in modo più violento i Paesi più deboli ECONOMICAMENTE e STRUTTURALMENTE, in modo particolare in Italia la Politica, dal 1960 in poi, è stata inadeguata ai tempi perché, pur di ottenere il CONSENSO elettorale, ha creato negli anni un debito pubblico sempre più elevato per finanziare uno sviluppo industriale non sempre oculato,ha aumentato gli organici degli uffici pubblici statali e parastatali in modo elefantiaco, etc.etc.e quindi per potere fronteggiare l’aumento dei costi pubblici la Banca d’Italia fu autorizzata a stampare carta moneta in quantità non più corrispondente alla ricchezza del Paese e l’inflazione inevitabilmente è stata sempre più galoppante
     Alla situazione attuale, alquanto difficile per il nostro Paese, il voler intravedere solo la via del fallimento per la nostra economia mi sembra eccessiva. Sono del parere che Il rimedio potrà avvenire nel lungo periodo di tempo attuando le riforme programmate e realizzando quanto prima possibile quelle vitali e indispensabili  piccole e grandi infrastrutture quale IL PONTE SULLO STRETTO che, come già detto in precedenti articoli già pubblicati sul suo giornale,sarà una importante risorsa per il nostro Paese e per l’Europa.
      Il giornale online attribuisce la definizione di cattedrale nel deserto alla DIGA DI HOOVER sul fiume Colorado (USA) progettata negli anni 1920 durante la presidenza di Hoover e realizzata negli anni 1930 dal successore Roosevelt. Per quanto è di mia conoscenza è un’opera tuttora valida in quanto fornisce elettricità dal 1935 ad oggi alla California, al Nevada e all’Arizona e a monte è stato realizzato il lago artificiale Mead
     La grande infrastruttura è stata visitata da milioni di turisti ed è stata realizzata in sommità una strada importante che congiunge le due sponde del fiume.
    Se a seguito mutazioni climatiche, con diminuzione della piovosità nel bacino interessato dal lago artificiale, dovesse diminuire la produzione dell’energia elettrica non ritengo che per questo imprevedibile fenomeno si debba definire un’opera così importante cattedrale nel deserto  quando per oltre 80 anni ha fornito e fornisce  preziosa energia a tre Stati e il costo dell’opera è stata già ammortizzata.
      Pertanto mi sembra del tutto fuori luogo l’accostamento che è stato fatto su detto giornale della Diga di Hoover al Ponte sullo Stretto come cattedrale nel deserto.
 Escludendo il prosciugamento del mare si teme forse  l’abbandono degli abitanti  e la chiusura del traffico tra le due sponde dello stretto ?
Antonio Ciuna
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