giovedì, 8 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Scrive Rino Capezzuoli:
Dopo il Congresso
e il referendum trivelle
Pubblicato il 27-04-2016


Si è recentemente svolto il congresso nazionale del PSI. In pochi se ne sono accorti. Certo c’è stata la solita censura dei media e del partito democratico che ormai ci dà per morti e scomparsi. Mi raccontano che di basso profilo è stato l’intervento della Vice PD Serracchiani che non ha affrontato il tema dell’Italicum. Conosciamo molto bene queste cose, non c’è di cosa lamentarsi. La stessa relazione del segretario Nencini è conosciuta solo per la richiesta del tutto inconsistente anche se sarebbe utilissima della richiesta (a chi ?) di un congresso straordinario del PSE che servirebbe se non altro per mettere in evidenza le divergenze fra i vari partiti socialisti europei. Nessuna proposta sui migranti, nessuna proposta sull’unità europea, nessuna proposta sul medioriente, il tutto perché Nencini come vice ministro non può prendere posizioni diverse da Renzi La cosa più grave però è che non si sono viste proposte di riorganizzazione del partito salvo criticare chi non è d’accordo con la linea del segretario. Questo è più o meno quello che si ricava come semplici iscritti osservatori del nostro congresso, salvo la riconferma plebiscitaria del segretario.

Sul referendum non ci facevamo illusioni anche se davamo indicazioni di” buon senso” cioè di votare sì. Come non ci facevamo illusione sui voti alle mozioni di sfiducia. Queste due cose però hanno avuto il merito di mettere allo scoperto le debolezze politiche e programmatiche della attuale maggioranza facendo andare oltre le righe con toni puramente berlusconiani il premier nell’intervento al parlamento che ha mostrato il vero volto di ciò che vuole: cioè metter a tacere il dissenso ad esso non funzionale ed intimorire la magistratura non fornendogli i mezzi per operare e che nonostante tutto cerca di fare il suo dovere per estirpare il marcio da questo paese. Adesso ci saranno le elezioni amministrative e città in più od in meno, poco importa, salvo a Roma dove il Pd non vuole assolutamente vincere.
La vera sfida sarà quella del referendum istituzionale di ottobre che Renzi sa già di vincere perché gli italiani creduloni lo seguiranno nella sua propaganda: semplificazione delle procedure istituzionali meno burocrazia, meno costi della politica funzioni non chiare delle nuove istituzioni. molti deputati e senatori nominati non eletti. Cioè meno democrazia.
Il fatto che 13 milioni di italiani gli abbiano votato contro non conta, il fatto che in barba ad ogni partecipazione il 70% degli italiani non sia andato a votare non lo fa neppure riflettere e neppure lo fà vergognare il fatto di aver dato indicazione di non votare e di guidare un Paese di sudditi anziché di cittadini.
Ultima annotazione per cittadini di buona volontà che vogliono salvare questo Paese: ricominciate a fare politica ad innalzare i valori di giustizia di democrazia di libertà che sono alla base della costituzione in vigore che non sono da cambiare, ma da attuare pienamente. Indipendentemente da quanto durerà Renzi.

Rino Capezzuoli

 

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento