venerdì, 2 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Spagna, la politica dorme e Rajoy abolisce “la siesta”
Pubblicato il 05-04-2016


UNITA32_2015120917153396-755x515Eppur qualcosa si muove nello stallo della politica spagnola, per giovedì è fissata la riunione tra i segretari di Psoe, Podemos e Ciudadadanos.
Il leader socialista spagnolo Pedro Sanchez sabato aveva già affermato davanti alla Commissione federale del Psoe che si è giunti al “momento decisivo” delle consultazioni per la formazione di una coalizione di governo. Entro il 2 maggio, data che in assenza di un accordo determinerebbe il ritorno alle urne il 26 giugno, il segretario generale del Psoe cercherà con tutti i mezzi di cooptare Podemos nel patto di governo già sottoscritto con Ciuadanos. Per conseguire questo obiettivo, Sanchez è disposto ad apportare “modifiche sostanziali” all’accordo, in particolare in materia di riforme del lavoro e fiscali, nonché alle misure di emergenza sociale.
Ciudadanos e Podemos sono incompatibili e nella resa stanno lasciando fare al Psoe perché nessuno dei due nuovi partiti vuole apparire agli occhi degli elettori come il primo a rompere l’unica possibilità che gli spagnoli hanno di non tornare alle urne.
Gli spagnoli considerano sempre più probabile una nuova tornata elettorale che avrebbe delle forti ripercussioni soprattutto sui partiti di recente formazione come Podemos e Ciudadanos, gli ultimi sondaggi stroncano la possibilità di un patto tra le forze della sinistra e spianano la strada ad un Esecutivo di centro-destra con un’ampia maggioranza formata da PP e Ciudadanos.
sondaggi-elettorali-spagna-1.1 (1)
I popolari con un risultato migliore di quello raggiunto a dicembre: ora otterrebbero il 27.7 per cento dei voti, cioè 128 seggi contro i 123 attuali, mentre i socialisti vedrebbero peggiorare il risultato del 20 dicembre, cioè il 21 per cento dei voti e 90 seggi.

La politica spagnola sembra però non volersi svegliare dal torpore del non governo, ma intanto quello in funzione con a capo Mariano Rajoy vuole abolire una la più conosciuta tradizione iberica la siesta. Con la nuova normativa, la Spagna riporterebbe inoltre al suo fuso orario che le corrisponde per la sua posizione geografica, ossia nell’Europa Occidentale. “Troverò consensi per far si che la giornata lavorativa termini alle 18”, ha detto Rajoy secondo il ‘Times‘ di Londra.
Intanto il conto alla rovescia per le prossime elezioni per il 26 giugno sembra essere inziato.

Sara Pasquot

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento