sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Spagna. Podemos, No al Psoe e Sì a nuove elezioni
Pubblicato il 19-04-2016


Il popolo di Podemos dice No al patto con il PSOE e Ciudadanos e parte così il conto alla rovescia verso il 2 maggio data limite per avere un governo in Spagna è iniziato.
podemos-spagna-psoe-ciudadanos-1Al referendum indetto da Podemos ha partecipato il 37% dei 400.000 iscritti al partito ma il risultato è stato definito “significativo” dalla dirigenza, tanto che lo stesso leader Pablo Iglesias aveva annunciato che in caso di vittoria del Sì al primo quesito avrebbe rassegnato le proprie dimissioni.
La scelta di Podemos di non andare al governo potrebbe spingere il PSOE a cercare un’alleanza con una parte del PP magari garantendosi l’appoggio di Ciudadanos, e sbloccare la politica spagnola dopo 4 mesi dalle elezioni, una mossa che gli analisti spagnoli definiscono come soluzione all’Italiana.
I leader di Podemos nelle ultime settimane hanno fatto campagna per il no all’accordo con i socialisti e Ciudadanos, di fatto, il responso degli iscritti ha rafforzato la linea ufficiale difesa da Iglesias, che ormai considera le elezioni anticipate come il male minore rispetto ad un programma di governo, dettato dal patto tra socialisti e Ciudadanos, che egli considera in continuità con le scelte del governo conservatore di Mariano Rajoy.
Alla seconda domanda del sondaggio, che poneva la questione del governo di cambiamento con socialisti e indipendentisti, gli iscritti hanno risposto affermativamente nel 91,8% dei casi. Una soluzione che però non conta dell’appoggio dei numeri al Parlamento.
Una soluzione del tutto simile a quella che già a gennaio lo stesso Iglesias aveva anticipato al Re durante le prime consultazioni, la volontà all’epoca era quella di formare un governo di cambiamento con il Partito socialista e Izquierda Unida, in cui lo stesso Iglesias avrebbe ricoperto la carica di vicepremier. Mossa che a oggi suona come il primo atto di una campagna elettorale già in corso. Ma in corso sembra che siano i colloqui tra i dirigenti di Podemos e quelli di Izquierda Unida per una lista unitaria alle prossime elezioni politiche, per spingere anche i socialisti verso una coalizione di sinistra più netta.
Di fronte a questa situazione, il re Felipe VI ha indetto un nuovo giro di consultazioni con i leader dei partiti. In caso di esito negativo, al re non resterà altra alternativa che sciogliere il Parlamento e indire nuove elezioni per il 26 giugno.

Sara Pasquot

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