domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Tennis: Kerber e Nadal,
la vittoria di due “big”
Pubblicato il 26-04-2016


kerberDue tornei “speciali” quelli del Wta di Stoccarda e quello dell’Atp di Barcellona. Nel primo il titolo va ad Angelique Kerber, che fa il bis con lo scorso anno. Nel secondo c’è il ritorno in grande stile, e in grane forma, di un Rafael Nadal ritrovato, veramente al meglio e al top della condizione fisica.

Wta di Stoccarda. Nel primo il pubblico di casa non poteva chiedere di meglio con una finale tutta al femminile tra due tedesche: la campionessa uscente Angelique Kerber, già detentrice del titolo che è riuscita a confermare il titolo, conquistando la Porsche per il secondo anno consecutivo. E la giovane esordiente, partita dalle qualificazioni, Laura Siegemund. Entrambe hanno compiuto un’impresa. Non è stata solo dunque una finale storica perché l’unica tutta tedesca nel repertorio del torneo, ma anche una vittoria personale eccezionale che ha del miracoloso per le protagoniste. La Kerber è diventata così l’unica tedesca ad aver vinto il torneo due volte di seguito e la sola tennista tedesca, insieme alla connazionale Hanke Huber, ad averlo vinto più volte. Si è confermata, dunque, quale la più grande atleta del momento nel circuito, riuscendo a conquistare, in un’ora e 20 minuti circa, il suo nono titolo Wta. Ha centrato l’obiettivo alla prima opportunità: il primo match point é stato quello buono per la Kerber. Certo, se si è trattata di una finale per metà a senso unico, non si può non dare onore al merito alla Siegemund di aver lottato tanto. A lei va la soddisfazione di entrare tra le prime 50 del mondo (sarà n. 42 al mondo). Laura è partita molto bene, molto aggressiva e decisa, determinata a fare la sua partita della vita quasi potremmo definirla. La Siegemund è andata subito avanti di un break, portandosi sul 2-0, poi 3-0 e 3-1 e 0-40; da quel momento, però, tuttavia è scattata la reazione della Kerber, che si è fatta più aggressiva. Dal 4-2, nonostante fosse concentratissima, la Siegemund non è riuscita a mantenere il vantaggio e si è fatta rimontare sino al 4-4, per poi vedere la Kerber portarsi sul 5-4 e chiudere il primo set per 6/4. Man mano sono aumentati gli errori della Siegemund e la Kerber è riuscita così a recuperare il parziale, trasformandolo a suo favore. Si è trattato di errori gratuiti di stanchezza, a volte la più giovane delle tedesche arrivava un po’ distante sulla palla colpendo con meno incisività. Dopo 38 minuti, così, sono giunti già due set point per la Kerber. La Siegemund ha potuto annullare il primo; il secondo, invece, è stato quello buono. La Siegemund ha giocato troppe palle corte o troppi colpi in back, mentre una maggiore aggressività con il top spin sul dritto della Kerber, dove è più fallosa, le avrebbe giovato; ma contro una mancina non è mai facile. Sicuramente la differenza l’ha fatta il doppio degli errori gratuiti (14 a 7) commessi dalla Siegemund. Per quest’ultima la chiave del match, forse, sarebbe dovuta essere l’attacco in contro tempo. Oppure servizio e volée. Ma la Kerber è parsa inarrestabile e ha fatto break anche in apertura di secondo set, mettendo a segno il quinto game di fila.
Nonostante i rischi presi dalla Siegemund, che ha richiesto persino il trattamento medico per problemi fisici forse alla schiena. Tuttavia, da allora, la partita è stata tutta in salita per lei e in discesa per la campionessa uscente, che si è imposta facilmente per 6/0. Onore al merito, comunque, nonostante questo KO tecnico, alla Siegemund id aver battuto tre top ten di seguito, tra cui Simona Halep e Agnieszka Radwanska in semifinale. Oltre alla nostra Roberta Vinci nei quarti per 6/2 6/4, rimontando un 4/2 dal secondo set. La tennista 28enne (che esordiva da n. 71 al mondo) ha dimostrato molta solidità, varietà di gioco, versatilità nei colpi che ha espresso in maniera precisa, con buona lucidità tattica e coraggio nel tirare ogni colpo tentando anche salite a rete e con un’aggressività di uno schema più offensivo che difensivo, in cui non è sembrata affatto intimorita da nessuna delle avversarie, nonostante la giovane età. Giocando alla pari, almeno all’inizio, con la vincitrice degli Australian Open.

Atp di Barcellona. Anche Rafael Nadal, tuttavia, ha compiuto un’impresa nella “sua” Spagna, nell’Atp di Barcellona. Ingiocabile contro un valido Kei Nishikori, che ha letteralmente oscurato. Contro un Nadal scatenato, ispirato, in ottima condizione fisica, nulla ha potuto la pur vivacità di gioco del giapponese, che forse ha avuto il limite di voler palleggiare troppo a lungo con lo spagnolo, puntando sul colpo di potenza più che tentando soluzioni vincenti più immediate e a sorpresa, che potessero togliere ritmo a Nadal, in grado di recuperi straordinari, anche sulle palle corte. Una partita comunque lottata, conclusasi per 6/4 7/5, in oltre due ore di gioco molto combattuto, per un match assolutamente equilibrato. Rafa ha messo a segno un’impresa che pochi sono stati in grado di compiere in questo torneo di Barcellona, che vede direttore Albert Costa, che lo vinse nel 1997. Lo ha fatto suo per la nona volta, non consecutiva, togliendo il titolo a Nishikori, che lo deteneva da due anni (lo conquistò sia nel 2014 che nel 2015); dopo esserne stato il detentore assoluto dal 2005 al 2013, con l’eccezione del 2010 quando venne sconfitto fa Fernando Verdasco. Per lo spagnolo si tratta del 49esimo trofeo in carriera. Un’ottima iniezione di fiducia dopo la doppietta con il torneo di Montecarlo, che ha conquistato sempre per altre nove volte. Non stupisce per chi è stato in grado di mettere a segno questo medesimo traguardo anche al Roland Garros.

Tuttavia, impresa non da poco perché di fronte aveva un Nishikori che non perdeva qui a Barcellona da 14 partite. Se Nadal vince con un nastro fortunato il primo set per 6/4, subito dopo vola sino al 3-1 nel secondo e da quel momento sembra non esserci più storia, con un giapponese più falloso e meno preciso, che cala leggermente di tono e di rendimento sbagliando qualcosa in più per rischiare di più. Ma un po’ di distrazione colpisce Nadal, che concede qualcosina in più e rimette in gioco Nishikori. E così si instaura tutto un avvicendarsi di break e contro break, che ha condotto al tie break finale decisivo. Dunque un secondo set più concitato ed entusiasmante, ricco di colpi d scena e sovvertimento di risultato. Sicuramente lo spagnolo avrebbe potuto chiudere prima, ma si avvicina, così, alla quarta posizione mondiale del ranking. Durante la premiazione Rafa ha voluto rivolgere i suoi auguri di buon compleanno alla mamma sugli spalti, assieme alla fidanzata. Onore al merito, dunque, a Fabio Fognini, che ha perso contro di lui nei quarti di finale: il 28enne ligure, numero 31 del mondo e 12esima testa di serie, ha dovuto incassare un 6-2, 7-6(1), in un’ora e 49 minuti di gioco, dal numero 5 del ranking mondiale. Buon risultato per essere reduce da un infortunio ai muscoli addominali che lo aveva tenuto a lungo lontano dai campi da tennis.

Barbara Conti

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