domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Un “Piano Atlante” per le banche governate male
Pubblicato il 13-04-2016


Veneto-Banka
“Piano Atlante”: così hanno titolato il nuovo fondo fino sei miliardi per aiutare le banche in difficoltà. La lista degli istituti di credito che ne beneficeranno è ampia, tra le miracolate leggiamo anche due banche venete: Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca.
Non chiediamoci se questi aiuti siano giusti, perché nessun Paese al mondo può fare a meno degli istituti bancari; e nemmeno se i nuovi fondi aiuteranno o meno la crescita di aziende e famiglie (tutte cose, peraltro, che si promettono e non si fanno mai!).

La domanda che ci poniamo, invece, è per quale ragione la classe dirigente che ha affossato queste aziende del credito la vogliano riproporre. Una delle credenziali essenziali perché la BCE conceda la “patente” per governare le banche è quella d’aver maturato esperienze nell’amministrazione bancaria. Un bisticcio di parole? No! La cosa strana è che mentre le multinazionali posizionano nelle plance di comando donne ed uomini “di successo”, in banca per essere riconfermati “generali” l’unico titolo accettato sembra essere proprio l’ “insuccesso” professionale. Sarà inesorabile che “i soliti noti”, con i nuovi fondi a disposizione, spartiranno il “bottino” con gli amici di sempre. Saranno ancora loro, i grandi capi di queste due banche sapientemente guidate al fallimento,  ad andare in pellegrinaggio al “ponte dei sospiri”, quel ponte che, come ricorderete, collega il Palazzo Ducale al Palazzo delle prigioni nuove, in cui sono presenti le antiche stanze delle torture e i vecchi uffici dei tribunali veneziani. L’origine del suo romantico nome risiede in una leggenda, secondo la quale i prigionieri che attraversavano il ponte in attesa della detenzione sospiravano, gettando un ultimo sguardo alla città e alla sua laguna attraverso le piccole finestrelle del ponte. Rimpiangevano così la libertà perduta e l’amore che avevano lasciato fuori.

In questo caso, però, saranno gli amministratori “incapaci” a sospirare, ma non già perché li attende una sorte avversa, bensì per aver scampato il pericolo di vedere “reclusa” la loro professione di banchieri. Al posto loro, invece, saranno condannati e “rinchiusi” tutti gli azionisti e obbligazionisti.
In questi giorni, due associazioni di azionisti di Veneto Banca (AAVB e PVB) hanno presentato una lista autonoma e si sono proposte per governare l’istituto di Montebelluna: un gesto anomalo in questo Paese di burattini, burattinai e marionette. Un gesto che, per rimanere in tema, non può che strapparci un sospiro speranzoso di sollievo.

Sarebbe auspicabile, a questo punto, che la BCE concedesse agli azionisti di Veneto Banca la possibilità di tentare una strada più professionale, etica e morale, evitando in questo modo che i “riproposti” Amministratore Delegato, Presidente e parte dei Consiglieri di Veneto Banca portino a compimento l’eutanasia che hanno “scelto” di infliggere alla banca a ai suoi quasi novantamila azionisti.

Angelo Santoro

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