giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

VERSO IL REFERENDUM
Pubblicato il 12-04-2016


Aula Montecitorio

Riforme ultimo atto. Con il voto di oggi si chiude l’iter Parlamentare del Ddl Boschi. Con 361 sì e 7 no la Camera, ha approvato il ddl Boschi sulla riforma della Costituzione. Non hanno votato i deputati dell’opposizione che sono usciti dall’Aula. “Dopo due anni di lavoro, il Parlamento ha dato il via libera alla riforma costituzionale! Grazie a quelli che ci hanno creduto” Scrive su Twitter il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi. Ora manca solo la conferma referendaria.

Ieri Renzi ha detto che sulle riforme è pronto a giocarsi tutto, e oggi le opposizioni hanno risposto dicendosi pronte a dar battaglia. L’ultima. Una battaglia simbolica visto che alla Camera il Governo poggia su una solida maggioranza che la mette al riparo da ogni rischio. Per questo le opposizioni, già prima del voto, hanno annunciato che non faranno ostruzionismo ma si limiteranno a uscire dall’Aula. E così hanno fatto. In Aula quindi è rimasta solo la maggioranza che sostiene il governo più i verdiniani di Ala.

“Alcuni protagonisti della secessione da Montecitorio evocano l’Aventino. Eviterei paragoni impropri” ha sottolineato Riccardo Nencini, segretario del PSI, che ricorda: “Allora era stato ucciso Matteotti e socialisti, liberali e popolari disertarono la Camera come manifestazione di condanna verso Mussolini. Oggi disertano ex missini, parlamentari che, almeno una volta, hanno votato a favore della riforma del Senato, ex comunisti, e tutti compatti dietro la felpa di Salvini. L’Aventino fu proprio un’altra cosa.”- ha concluso Nencini. Per il Psi è intervenuta in Aula Pia Locatelli, Capogruppo della componente socialista. “Come abbiamo già detto in diverse occasioni – ha detto – la legge di riforma costituzionale, oggi al sesto ed ultimo passaggio parlamentare, non è propriamente quella voluta dai socialisti: non lo è nei contenuti, migliorati, comunque, nei diversi passaggi tra Camera e Senato, e non lo è per il metodo. Il metodo, appunto: ancora una volta, ribadiamo che sarebbe stato senza dubbio meglio adottare la strada maestra di un’Assemblea costituente, che, svincolata dall’esame di altri provvedimenti, avrebbe potuto dedicare più tempo e andare più in profondità in un clima complessivo di maggiore serenità, pur senza escludere il confronto, anche aspro”.

tabellone

 La Lega è stata tra i primi gruppi a dichiarare l’uscita: “Non saremo complici di Renzi e del suo governo che usa questo testo, per altro incostituzionale, per fare passerella politica” ha detto il capogruppo alla Camera Massimiliano Fedriga. “Il collega Cristian Invernizzi farà la dichiarazione di voto finale – spiega Fedriga – ma poi usciremo dall’aula. È vergognoso che Renzi senza alcuna vergogna consideri il parlamento come una succursale della direzione del Pd. Si fa vedere solo oggi ma quando era il momento di cambiare la legge, non ne abbiamo intravisto nemmeno l’ombra”. Renzi è oggi in Iran per un incontro bilaterale con il presidente della Repubblica Islamica Hassan Rohani.

Anche il gruppo di Forza Italia alla Camera non ha partecipare al voto finale. Subito dopo l’intervento del capogruppo Renato Brunetta i deputati azzurri hanno abbandonare l’Aula. Brunetta parla di “schiforme” e di “violenza”. “Quali riforme? Qualcuno le ha chiamate ‘schiforme’. Qui siamo di fronte a una violenza, da parte di un leader che non ha vinto le elezioni, nei confronti del Parlamento e della democrazia parlamentare. Questo Parlamento doveva fare la riforma elettorale dopo la sentenza della Corte costituzionale che aveva cassato il Porcellum e invece Renzi, con una congiura di palazzo, si è impadronito dei parlamentari di Bersani, del Pd, e con colpi di mano multipli sta distruggendo la democrazia parlamentare”.

I deputati del Movimento 5 Stelle rinunciano all’ostruzionismo ma non parteciperanno al voto finale sulle riforme costituzionali. In dichiarazione di voto parlerà soltanto il deputato M5S Danilo Toninelli. Al momento in aula non sono presenti gli altri deputati pentastellati: entreranno in Aula, viene riferito, quando Toninelli prenderà la parola poi andranno a Milano per partecipare al funerale di Gianroberto Casaleggio. Stessa scelta anche per Sinistra Italiana: “Sinistra Italiana interverrà in dichiarazione di voto ma non parteciperà alla votazione finale sulla riforma costituzionale. Il governo e il Partito Democratico hanno voluto riformare la Costituzione da soli e da soli voteranno questo testo”. ha affermato Arturo Scotto, capogruppo di Sinistra Italiana a Montecitorio. “È una riforma che pone un uomo solo al comando addirittura al di sopra della stessa Costituzione, che potrà disporre del Parlamento a sua immagine e somiglianza e che riduce lo spazio del pluralismo. È una riforma che segna una svolta negativa per il Paese. Ci vedremo al referendum di ottobre quando la parola passerà ai cittadini e questo testo sarà bocciato dal voto popolare”.

“Al campione di democrazia, Di Maio, ricordo che non sono le piazze a mandare a casa i Governi, ma i Parlamenti o gli elettori”, così il senatore socialista Enrico Buemi, Vice Presidente del gruppo Per le Autonomie-Psi-Maie, in riferimento alle affermazioni del deputato grillino Di Maio che aveva affermato che “il governo Renzi è ormai a scadenza. Anzi, diciamo che è già scaduto” e che la spallata finale arriverà alle prossime elezioni amministrative. “La democrazia, negli Stati liberali – ha aggiunto Enrico Buemi –  passa attraverso il rispetto rigoroso della Costituzione e dello Stato di diritto”. “Ogni altra strada è antidemocratica, pericolosa e foriera di gravi involuzioni per la libertà dei cittadini e per l’esercizio democratico vero che passa solo attraverso il voto legittimato dalla legge”, ha affermato Buemi. “Ricordo al nostalgico, di fatto, Di Maio che la Marcia su Roma e la Rivoluzione d’Ottobre hanno una qualche relazione di sostanza con gli eventi da lui auspicati per la situazione italiana, quale metodo di scioglimento, a suo favore, di nodi politici che i numeri presenti in Parlamento e alle elezioni non gli consentono. Se ne dia pace, l’Italia va avanti, facendo a meno delle sue novità, che poi tanto nuove non sono e tragicamente sperimentate”, ha concluso il senatore socialista.

Ginevra Matiz

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