mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Zagaria bis e guerra Pd-toghe
Pubblicato il 27-04-2016


Che Stefano Graziano, leader del Pd campano, già deputato e consigliere di palazzo Chigi con Letta e con Renzi, ora consigliere regionale, abbia confuso Zagaria? Che Graziano, ora indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, ingegnere quarantancinquenne proveniente dall’Udc e approdato al Pd con Follini, abbia avuto appoggi da Alessandro Zagaria, è testimoniato da una dichiarazione intercettata tra quest’ultimo e il sindaco pidino di Santa Maria Capua a Vetere Biagio Di Muro, non ingegnere ma architetto, e oggi incarcerato.

Questo Alessandro, imprenditore della ristorazione, non è però parente di Michele Zagaria, il boss dell’omonima cosca dei Casalesi. E’ un caso di omonimia. Secondo gli inquirenti però la cosca usava anche Alessandro per i propri affari. Cioè Zagaria aveva assoldato un altro Zagaria. Non era il modo migliore per passare inosservati. Ma questa risulta l’ipotesi che porta all’incriminazione di Graziano. Vedremo gli sviluppi sullo Zagaria bis.

Intanto non si può non osservare l’esistenza di due questioni. La prima è riferita al numero ingente di amministratori del Pd che risultano indagati o arrestati. Sono diverse centinaia nei comuni, nelle province e nelle regioni. Una volta Berlinguer parlava di questione morale e quella venne poi scaraventata addosso ai socialisti con una virulenza inusitata. E i predecessori del Pd, non di Renzi, appoggiarono tutte le inchieste e gli arresti delle procure. Oggi non è cosi. Oggi lo scontro, evidente, è tra Pd e magistratura.

Quando il segretario del Pd e presidente del Consiglio parla di magistratura sembra Craxi del 1993 e Berlusconi del 2010. Il potere politico si sente sempre sotto assedio. Da venticinque anni a questa parte, compreso il secondo governo Prodi, caduto per un’iniziativa giudiziaria, potere politico e ordine giudiziario sono in guerra. La spallata di Davigo, nuovo comandante in carica dell’esercito della Anm, si è subito fatta sentire. Oggi a Napoli, dove la vittoria di De Magistris è sempre più probabile. Domani dove? Scommettiamo che sarà in un’altra città dove si vota? Uno che si chiama Zagaria vuoi che non si trovi?

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Commenti all'articolo
  1. A noi non hanno fatto sconti, anzi hanno imposto sovrapprezzi. Dovremmo rimanere alla finestra ad aspettare che passino i cadaveri dei tanti forcaioli ante marcia. E coprirli di sterco come meritano. Altro che difenderli. E l’obiezione che un tale atteggiamento sarebbe contrario all’interesse nazionale e alla sopravvivenza della democrazia vale poco. Occorre che il popolo italiano assapori l’amaro calice fino in fondo invece se si vuole servire l’uno e salvare l’altra.

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