mercoledì, 7 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Scrive Alessandro Formichella:
Filippo Mazzei,
un grande illuminista
Pubblicato il 23-05-2016


 

Nel bicentenario della morte di Filippo Mazzei (Poggio a Caiano 1730/ Pisa 1816) si risveglia l’interesse per un personaggio di altro livello che insieme alla vitalità di avventuriero e commerciante aggiunse l’abilità degli ideali, delle relazioni e della partecipazione politica.
Uomo d’altri tempi, si dirà, ma che oggi sembra risvegliare animi pensosi sull’età dell’Illuminismo in Italia, sugli ideali forti e universali della giustizia sociale, sull’elevazione sociale ed economica di ciascuna persona.
Filippo Mazzei, partecipando alla vita familiare di Antonio Cocchi – uno dei primi massoni italiani a Firenze nella metà del ‘700 nonché professore di chirurgia al Santa Maria Nova di Firenze- raggiunse probabilmente già giovane la consapevolezza di una vita lontana dal “bigottismo” dell’epoca (soprattutto in Italia) e in particolar modo da quel mondo, clericale e diremmo del II Stato, che imponeva rigorose regola di servilismo e che frenava l’ascesa di una borghesia fresca e colta dalla sapienza dell’età dei Lumi.
Studente di medicina e chirurgia, la sua storia ha un che di Barry Lindon e l’epoca in cui visse fu sicuramente ampia e abbondante di elementi cosi avventurieri e idealistici. Non staremo certo qui a rifarne il percorso storico, articolato, complesso e non certo breve. Prima in Turchia, dopo esser andato a vivere a Livorno, poi in Inghilterra dove ebbe legami con Franklin , poi ancora nei nascenti Stati Uniti d’America dove fu amico legato in particolar modo a Thomas Jefferson e conobbe direttamente Washington e altri personaggi, partecipò alla Rivoluzione americana determinando quasi sicuramente (dai carteggi con Jefferson) alcuni punti fondamentali della Carta costituzionale americana, in particolare nel punto “Gli uomini sono creati tutti uguali”, frase che Mazzei utilizzò spesso con Jefferson, che sarà poi il quinto Presidente degli Stati Uniti.
Subito dopo, Mazzei conobbe da vicino la rivoluzione francese, fu ambasciatore del giovane Stato della Virgina in Francia, partecipò al sommovimento rivoluzionario della nascente Repubblica francese.
Ma ancora, fu uomo di relazioni politiche e ambasciatore per il Re di Polonia, tenendo sempre stretti a sé i valori dei diritti dell’uomo e della giustizia sociale, tanto da far intendere più volte anche ai fratelli e amici americani la necessità ineludibile di togliere e vietare la schiavitù dalla società americana.
Si ritirò a Pisa alla fine del ‘700 in una casa padronale prima in affitto e poi acquistata, in quella che oggi è non casualmente via Giordano Bruno, e qui si dedicò a trattenere rapporti sempre con gli Stati Uniti d’America e con tutti i primi cinque Presidenti degli Usa, sia come informatore speciale sugli eventi dell’Europa sia come consigliere fidato e di spessore intellettuale. A Pisa fu poi accusato di giacobinismo, proprio lui che a Parigi durante la Rivoluzione francese si era apertamente schierato come antigiacobino. Ma quella fu una delle diverse accuse “reazionarie” volute dal potere dall’epoca per interrompere il flusso magmatico di questo personaggio. Ricordato già alla fine degli anni ’60 e poi da un docufilm della Rai fatto da Paolo Frajese nel 1970, Mazzei entrò nella parole di saluto dell’allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini nel suo primo viaggio negli Usa. Personaggio diremmo scomodo più all’oscurantismo comunista degli anni ’70 e ’80, a farne le iniziali ricerche storiche fu l’allora Sindaco di Poggio a Caiano, Giacomo Caiani.
Filippo Mazzei fu massone? La domanda rimbalza da tempo. Non esistono atti e carte sulla sua iniziazione, ma è certo che sia gli ideali che lo animarono sia le relazioni e le conoscenze che ebbe appartenevano alla Massoneria universale dell’epoca. Nei giovani Stati Uniti d’America (frutto e prodotto della Massoneria) Mazzei partecipò ai lavori massonici e da ciò che risulta anche da studiosi italiani, fu anche uomo di importante esoterismo e gnosticismo.
Dalla vita di Filippo Mazzei, proprio oggi si possono mettere insieme grandi insegnamenti sulla civiltà dell’agire dello Stato, sulle battaglie per i diritti, sulla speranza di un Nuovo Mondo. In una lettera fra Jefferson e Mazzei, ormai nell’800, l’amico americano ammetteva che dopo aver sconfitto il potere assoluto degli aristocratici, altri poteri si stavano affermando e uccidendo la democrazia, i forti poteri economici. Jefferson si chiedeva, dunque, se dopo aver distrutto un mostro, la Rivoluzione non ne avesse prodotti altri ancora peggiori.
Già questo, oggi e direi proprio oggi, può bastare per riflettere ampiamente sulla democrazia e sulla giustizia dei popoli.

Alessandro Formichella

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento