mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Acque piene di pesticidi
Pastorelli: stop glifosato
Pubblicato il 09-05-2016


Acqua inquinataUn mezzo disastro ambientale, un pericolo fortissimo per la salute. I pesticidi nelle acque continuano a crescere a un ritmo impressionante: +20% in quelle superficiali, +10% in quelle sotterranee. I dati sono stati resi noti oggi dall’Ispra (Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale) nel suo annuale Rapporto Nazionale Pesticidi nelle Acque spiegando che le acque superficiali (fiumi, laghi, torrenti) “ospitano” pesticidi nel 63,9% dei 1.284 punti di monitoraggio (nel 2012 era 56,9%); quelle sotterranee nel 31,7% dei 2.463 punti (31% nel 2012). La contaminazione è più ampia nella pianura padano-veneta.

L’aumento di punti contaminati “si spiega in parte col fatto che in vaste aree del centro-sud, solo con ritardo, emerge una contaminazione prima non rilevata” mentre durante i controlli sono state trovate 224 sostanze diverse, con “un numero sensibilmente più elevato degli anni precedenti (erano 175 nel 2012)” che non vuol dire necessariamente che sono aumentati gli inquinanti, ma che c’è “una maggiore efficacia delle indagini condotte”.

Secondo l’Ispra, 274 punti di monitoraggio delle acque di superficie hanno “concentrazioni superiori ai limiti di qualità ambientali” e fra le sostanze off-limit c’è il glifosato, l’erbicida più diffuso al mondo e che si teme possa essere cancerogeno. Un timore su cui ancora non è stata fatta chiarezza, ma è un questito è cruciale per decidere o meno se andrà rinnovata l’autorizzazione al commercio in Europa che scade a giugno. L’Ispra rileva poi che tra gli inquinanti più diffusi ci sono poi i neonicotinoidi, ritenuti fra i principali responsabili della moria di api, un altro temibile pericolo per l’intero genere umano visto il ruolo insosituibile che questi insetti giocano nell’impollinazione e dunque nella vitalità dell’intero sistema agroalimentare.
Gli erbicidi sono ancora le sostanze più rinvenute, mentre è aumentata notevolmente la presenza di fungicidi e insetticidi. Nelle acque superficiali, 274 punti di monitoraggio (21,3% del totale) hanno concentrazioni superiori ai limiti di qualità ambientali mentre in quelle sotterranee 170 punti (6,9% del totale) hanno concentrazioni superiori ai limiti di qualità ambientale.
L’Ispra indica che la contaminazione è più ampia nella pianura padano-veneta, ma probabilmente solo perché qui le indagini sono generalmente più efficaci. In alcune regioni la contaminazione è molto più diffusa del dato nazionale, arrivando a oltre il 70% dei punti delle acque superficiali in Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, con punte del 90% in Toscana e del 95% in Umbria. (Tabelle regionali)
Nelle acque sotterranee la diffusione della contaminazione è particolarmente elevata in Lombardia 50% dei punti, in Friuli 68,6%, in Sicilia 76%. Più che in passato, avverte l’Ispra, sono state trovate miscele di sostanze nelle acque, fino a 48 in un singolo campione, quindi con una tossicità più alta rispetto a quella dei singoli componenti.

“L’utilizzo di prodotti fitosanitari in agricoltura è un tema centrale per chi ha a cuore lo sviluppo sostenibile del settore primario nel nostro Paese. Secondo i dati Ispra, la presenza di pesticidi, in particolare glifosato, nelle acque è in costante aumento, mettendo così in pericolo la salute umana e l’ambiente. Già da tempo i socialisti si stanno battendo in Parlamento, tramite la presentazione di una mozione e alcune interrogazioni, per ridurre l’uso di pesticidi in agricoltura”. Così Oreste Pastorelli, deputato del Psi e componente della commissione Ambiente della Camera. “Va comunque sottolineato il fatto – continua il parlamentare socialista – che l’agricoltura italiana è la più ‘green’ d’Europa e l’uso di pesticidi per uso agricolo è fortemente calato. La strada intrapresa del Governo di lavorare ad un piano di riduzione del glifosato è quella giusta. Il prossimo passo dovrà farlo Bruxelles, non rinnovando l’autorizzazione all’uso del glifosato in ambito europeo. È necessario, poi, che le Istituzioni pubbliche mettano in campo specifiche campagne di formazione in favore dei piccoli agricoltori, troppo spesso lasciati all’oscuro riguardo all’uso di pesticidi. Dobbiamo insistere sul percorso della sostenibilità per confermare il nostro modello agricolo come uno dei più ‘verdi’ in Europa e per salvaguardare la salute dei cittadini”.
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