domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Amianto all’Olivetti, un nuovo
capitolo nel processo
Pubblicato il 04-05-2016


EVIDENZA-AmiantoIl processo all’Olivetti per l’amianto, in corso ad Ivrea-Torino, vive un vero e proprio colpo di scena. Il giudice Elena Stoppini, ha informato le parti del fatto che è in corso una revisione degli esami sui campionamenti biologici dei 12 ex dipendenti deceduti e due 2 ammalati. Testualmente il Giudice ha scritto: “Rivedere le cause del decesso dei 12 lavoratori”.
Il processo muove dalla volontà di accertare le cause di avvelenamento dei suddetti lavoratori. Ma a cosa è dovuto questo stallo? L’accertamento si è reso doveroso, secondo il giudice, a causa delle discrepanze emerse tra le consulenze mediche di accusa, parti civili e difese. Gli imputati a processo sono: gli Amministratori delegati, i Presidenti e i Dirigenti della ex Olivetti che tra gli anni ‘70 e gli anni ‘90 si sono succeduti alla guida dello stabilimento. Nello specifico: 17 sono stati i rinviati a giudizio. Tra questi: Carlo e Franco De Benedetti, l’ex ministro Corrado Passera e l’imprenditore Roberto Colaninno, quest’ultimo per un solo caso di lesioni. Parliamo di un processo molto importante che ha visto gli imputati trattare con le famiglie per i maxi risarcimenti da depositare, data l’entità, magari in un chebanca conto deposito apprendistatoprovinciadiroma. Anche se nulla serve a risarcire i familiari per una perdita così importante.

I vetrini istologici, conservati in diversi ospedali, sono stati prelevati, su mandato del tribunale, dalla polizia giudiziaria che li ha consegnati al reparto di anatomia patologica dell’Istituto clinico Humanitas di Rozzano (Milano) che avrà il compito di analizzarli. Si occuperanno dei test, lavorando in singergia, i consulenti medici della Procura della Repubblica e del responsabile civile Telecom. In realtà il lavoro sui test è già iniziato lo scorso 29 aprile e dovrebbero terminare il 13 maggio.
Come già affermato, la revisione interesserà, non solo i lavoratori deceduti, ma anche i due superstiti ammalati, Bruna Luigia Perello e Pierangelo Bovio Ferassa. Va ricordato che solo per una delle vittime è possibile analizzare i dati relativi all’autopsia. Parliamo di Domenico Rabbione. Il resto delle indagini della procura di Ivrea si basano sull’analisi delle cartelle cliniche. Secondo il Procuratore Capo di Ivrea, Giuseppe Ferrando: “La decisione del giudice di fare esaminare i vetrini è un accertamento che completa il quadro probatorio dell’indagine”. La proposta dei nuovi test era stata effettuata dai pubblici ministeri, durante una delle udienze precedenti, col fine di verificare la correttezza delle diagnosi avvalendosi delle migliori tecnologie ora disponibili.
Marialena Selva

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