venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Barbagallo: Cambiare la filosofia economica dell’Europa
Pubblicato il 18-05-2016


Per l’Italia 14 mld circa in più da spendere in deficit, ma anche un richiamo alla necessità di non scostarsi dagli obiettivi di correzione dei conti. Bruxelles ha concesso la tanto agognata ‘flessibilità’, ma la prossima finanziaria parte già da 10 mld di tagli (o nuove tasse). “Se mi si chiede che penso dei 14 miliardi di flessibilità che ci concede Bruxelles – commenta il segretario della Uil, Carmelo Barbagallo – dico che sono pochi e sono anche a debito. Non si può continuare così”. 


Intervista a Carmelo Barbagallo
Segretario generale della UIL

BarbagalloAngeletti-UIL“Se mi si chiede che penso dei 14 miliardi di flessibilità che ci concede Bruxelles, dico che sono pochi e sono anche a debito. Non si può continuare così. Bisogna cambiare la filosofia economica dell’Europa. Se si deve sempre pregare la Commissione europea, si può anche morire di austerità. Non mi sembra proprio la strada giusta”. Carmelo Barbagallo, segretario generale della Uil dal novembre 2014, non ha dubbi nell’indicare l’alternativa ed è uno che ama parlare chiaro. “Renzi ci dice di guardare a quello che ha fatto Obama per rilanciare l’economia, ma poi si piega ai voleri della Merkel. Così non funziona. In Germania hanno appena firmato l’accordo con l’IG Metall (il sindacato dei metalmeccanici, ndr) per un aumento medio dei salari del 4,8% mentre il Governo farà crescere pensioni e stipendi dei dipendenti pubblici per ridare potere di acquisto ai tedeschi. Allora se vogliamo davvero guardare alla Germania, dobbiamo cominciare a dire a Federmeccanica che ha sbagliato strategia. E poi dobbiamo dire al nostro Governo che bisogna smetterla di fare interventi settoriali”.

E invece?
Invece servono investimenti pubblici e privati per rilanciare l’economia, soprattutto al Sud, perché dobbiamo eliminare le condizioni che spingono i nostri giovani a emigrare in cerca di lavoro. Dobbiamo fermare l’emorragia di giovani laureati. Un ricercatore ci costa 800 mila euro di istruzione pubblica e se lo si lascia andar via a lavorare all’estero, si produce un danno irreversibile al Paese. Parliamo di cosa fare e come sindacato siamo disponibili a discuterne subito.

Ma il Governo qualche cosa ha fatto per rilanciare l’economia e l’occupazione. Gli 80 euro, i bonus cultura da 500 euro ai giovani diciottenni, agli insegnanti e forse anche il raddoppio del ‘bonus bebè’ …
Se ci avessero interpellato gli avremmo detto, per esempio, che dare 80 euro a una famiglia con tre redditi e non darla a una monoreddito, perché supera di poco la soglia per averne diritto, serve a poco e si traduce perfino in un impoverimento di quelli che possono contare su un solo stipendio, soprattutto nel Mezzogiorno. la guerra è dichiarata-famiglia
E adesso anche con i ‘bonus bebè’ … a parte il fatto che sembra di assistere a una gara di go kart con stop & go continui, oggi l’annuncio e domani la smentita, se si vuole sostenere davvero la famiglia, allora bisogna dargli i servizi. Per sostenere una politica di sviluppo demografico, è molto meglio un posto gratuito in un asilo nido, che a Roma ad esempio costa da 400 a 600 euro al mese, e poi bisogna dare la certezza del lavoro che vuol dire sicurezza economica. Oggi con una media di 1,34 figli a coppia, siamo un Paese destinato all’estinzione e non mi pare che il ‘lascia o raddoppia’ dei ‘bonus bebè’ sia un gran rimedio.

Redditi, ma c’è la deflazione e a qualcuno sembra un obbiettivo far crescere i prezzi al consumo e si dimentica che questo forse vuol dire tagliare i debiti dello Stato e dei privati, ma anche il reddito fisso di pensionati e salariati. Una redistribuzione di ricchezza al contrario mentre servirebbe accrescere i redditi fissi per far ripartire i consumi…
Certo, infatti nella nostra proposta di modello contrattuale abbiamo inserito l’indicatore del pil non quello dell’inflazione. Per creare ricchezza bisogna anche distribuire quella che c’è. Invece chi crea ricchezza la esporta a Panama … Sarà banale, ma se non si fa crescere il reddito di lavoratori e pensionati, se non si rinnovano i contratti nel pubblico né nel privato, non si ridistribuisce la ricchezza e non si alimentano i consumi, il mercato interno rallenta e si ferma tutta l’economia. L’aumento delle retribuzioni non è mai stato così basso nel nostro Paese negli ultimi 36 anni! Per tornare al bonus di 80 euro, lo sa che fine hanno fatto? Se li sono mangiati gli aumenti delle tasse e delle tariffe locali. Anche per questo non sono cresciuti i consumi. Non mi stanco mai di ripeterlo: se non aumentiamo il potere d’acquisto di lavoratori e pensionati, le aziende che lavorano per il mercato interno, che sono il 75% del totale, chiudono.

Ma chi paga questi aumenti? La produttività in Italia è bassa.
Produttività bassa? Ho già sentito questa cosa. È vero, ma per alzarla servono infrastrutture, ricerca, innovazione, mica possiamo fare concorrenza sul mercato solo con lo sfruttamento del lavoro. E poi le imprese manifatturiere italiane vanno bene e l’Italia sul mercato dell’export è seconda solo alla Germania. Il nostro problema resta quello dei consumi interni. È questo il nostro tallone d’Achille. Ripeto, perché in questo caso non facciamo come in Germania?

Qualche segno di ripresa per l’occupazione c’è, il Governo qualcosa ha fatto, sta facendo…
Siamo sempre al penultimo posto in Europa. Dopo di noi c’è solo la Grecia. E mi permetta: in un Paese cattolico essere penultimi non serve proprio a niente. Almeno gli ultimi domani saranno i primi … Le misure per l’occupazione sono costate 18 miliardi e sono stati 18 miliardi buttati al vento.

Perché?
Perché non c’è alcuna proporzione tra l’impegno finanziario e i risultati ottenuti. Inoltre, non possiamo dimenticare che una parte della nostra economia – in misura significativamente maggiori di altri Paesi europei – è in nero. O noi facciamo qualcosa di serio per mettere un rimedio a questo, facciamo controlli, oppure è inutile tentare di uscirne promettendo a un evasore incentivazioni che non lo inducono a rinunciare a una condizione di illegalità per lui comunque più “vantaggiosa”. Di fronte a noi abbiamo un’evasione fiscale da 120 miliardi, una corruzione da 60 e altri 27 miliardi tra usura e pizzo solo per citare i dati denunciati alla Confcommercio.

ManifestazioneTorniamo al lavoro del sindacato. Com’è che ancora non è stato rinnovato il contratto dei dipendenti pubblici scaduto da sette anni?
Questo Governo sta facendo cose ‘illegali’. E quando fa cose ‘illegali’ e invece pretende di dare i buoni esempi, diventa anche poco credibile oltre che indifendibile. La Corte l’ha ‘condannato’ già due volte sia per il mancato rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici sia per il mancato adeguamento delle pensioni. E così ci riallacciamo pure al tema iniziale, quello dell’economia e della deflazione. Ci gingilliamo tra uno zero virgola qualcosa e un altro zero virgola ancora, ma qui il peggior datore di lavoro si dimostra proprio il Governo che col contratto dei suoi dipendenti ha risparmiato fino a oggi 38 miliardi di euro, ma questo vuol dire che di altrettanto si sono impoveriti i lavoratori. Era stato condonato per gli anni precedenti, ma la Corte aveva detto che doveva rinnovare i contratti a partire da luglio dell’anno passato. E non lo ha fatto. Non è successo niente. È illegale.

Vabbé, però come si fa, l’Italia ha un debito pubblico mostruoso …
Rispondo con un esempio: una famiglia monoreddito ha un mutuo da pagare per la casa; mettono il capofamiglia in cassa integrazione, riducono il suo potere d’acquisto, ma deve anche pagare i debiti. Non è possibile e non serve un economista per capirlo. In Italia è stata fatta cassa con i pensionati. Con tutte le riforme fatte sono stati risparmiati 30 miliardi all’anno e 38 col pubblico impiego. Per di più lo Stato ha tagliato di 218 mila unità i suoi dipendenti, cioè ha tagliato altri 218 mila redditi eppure il debito pubblico continua a crescere mese dopo mese.
Non c’è una politica espansiva, non si fanno interventi né investimenti, ma così ci si avvita nella crisi. Aggiungo due dati negativi che dovrebbero davvero destare allarme: per la prima volta dalla Grande Guerra, quella del ’15-’18, il numero degli italiani è diminuito, ci sono 150 mila italiani in meno; inoltre per la prima volta è diminuita anche l’aspettativa di vita. Non sarà anche per colpa di tutti i tagli alla sanità che si fanno? Il Governo vuole inseguire i pensionati che si trasferisono alle Canarie per vivere meglio, ma non riesce a beccare gli evasori che portano i loro soldi a Panama? Col risultato però che Renzi che era partito con la ‘rottamazione’ degli anziani, sta rischiando di saldare un fronte unico di oppositori fatto di anziani e di giovani disoccupati.

A proposito di pensioni. Martedì vi incontrate con Poletti. C’è qualcosa in vista sul tema flessibilità oltre la foresta degli annunci e delle smentite?
Finalmente il ministro ha trovato un tavolo! Sarà merito della Fiera del mobile di Milano …comunque sono contento che ci sia un incontro e che al tavolo ci sia anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Tommaso Nannicini. Spero che non ci abbiano convocato solo per dirci quello che pensano loro. Indubbiamente la condizione macroeconomica del Paese è difficile, ci sono pochi soldi da spendere, però il Governo non può continuare a guardare con attenzione solo a quei settori dove pensa di avere un ritorno di consenso. Certo ha finora escluso lavoratori e pensionati perché sono tanti e servirebbero molti soldi, ma così alla fine diminuirà il consenso di molti, non di pochi. Bisogna che scelga e se non decide di contrastare la politica dell’austerità, finirà anche per favorire lo spirito antieuropeista che può avvelenare tutti, non solo l’Italia.

Gran polemica del Governo coi magistrati sul referendum costituzionale. Ma i sindacalisti possono parlare …
Personalmente sono preoccupato, ma come sindacato stiamo facendo uno studio sulle modifiche costituzionali, su quelle che erano le regole prima e quelle che saranno domani anche in rapporto alla nuova legge elettorale. Quando avremo finito, avremo le idee più chiare e decideremo cosa dire. Soprattutto parleremo della sostanza delle modifiche perché in questo Paese c’è il vizio di parlare a slogan, mai del merito delle questioni.
Carlo Correr

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