mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

LA STRADA DELLE RIFORME
Pubblicato il 26-05-2016


“Spostare il carico fiscale alleggerendo quello sul lavoro e sulle imprese e aumentando quello sulle cose”. Inoltre “abbattere le aliquote” con le risorse della “revisione degli sconti fiscali” e della lotta all’evasione. Sono i punti del programma del neopresidente di Confindustria Vincenzo Boccia che lo illustrato nel suo primo giorno di presidenza. In platea all’Auditorium, oltre a numerosi industriali, il presidente della Repubblica Mattarella, molti ministri (eccetto Padoan e il premier Renzi in Giappone per il G7), i segretari nazionali di Cgil, Cisl, Uil, Carlo Calenda, neo ministro dello Sviluppo economico e Dario Franceschini, ministro della Cultura.

Boccia ha definito “ottima” la riduzione dell’Ires dal 2017, “che però non basta”. Ha chiesto di potenziare il bonus ricerca, rinnovare il superammortamento sugli investimenti, ma anche il rispetto dei vincoli Ue: ogni violazione delle regole verrebbe sanzionata dai mercati. Ha ricordato che l’Italia è senza dubbio ripartita, ma non è in ripresa. Insomma dalle sue parole luci ma anche qualche ombra sull’operato del Governo.

La nostra “è una risalita modesta, deludente, che non ci porterà in tempo brevi ai livelli pre-recessione. Le conseguenze della doppia caduta della domanda e delle attività produttive sono ancora molto profonde. Dobbiamo attrezzarci – ha detto – al nuovo paradigma economico. Dobbiamo costruire un capitalismo moderno fatto di mercato, apertura ai capitali, investimento nell’industria del futuro. Non partiamo da zero”. Per Boccia l’Italia “deve poter giocare un ruolo all’altezza della sua storia e dell’Europa che sogniamo. Questo ci obbliga a proseguire con forza sulla strada delle riforme”. Il presidente di Confindustria avverte così che “non può esistere un capitalismo moderno senza una democrazia moderna, senza istituzioni moderne”. E sottolinea: “Per noi le riforme non hanno un nome, ma un oggetto. Non conta chi le fa ma come sono fatte”. “Solo così – ha detto – possiamo tornare ad essere un Paese autorevole, capace di dialogare alla pari con gli altri. A Bruxelles come in ogni sede istituzionale”.

Il ministro dell’economia Padoan e la flessibilità
E a chi gli chiedeva se il Governo chiederà di potere usare la flessibilità anche l’anno prossimo il ministro Padoan ha risposto che “l’Italia ha una condotta di politica di bilancio in linea con le regole Ue sia in termini di vincoli che di opportunità, se l’Italia è in linea con i requisiti necessari per ottenere la flessibilità, continuerà a chiedere la flessibilità che ci sarà, perché dobbiamo ancora capire che utilizzo ne faranno le istituzioni”. “La politica di bilancio per i prossimi anni – ha continuato Padoan – insieme all’attuazione delle riforme strutturali creerà le condizioni per ricondurre l’economia italiana su un sentiero di crescita sostenuta e a favorire l’occupazione”. Sarà questa la strategia del governo “dopo una prima fase caratterizzata da interventi orientati a rafforzare la competitività del Paese e la domanda interna, come la riduzione del cuneo fiscale e della pressione fiscale”.

Il Ministro Padoan ha anche parlato di lotta all’evasione e calo della pressione fiscale: cose strettamente legate tra loro. “La lotta all’evasione esige una risposta globale, unitaria ed efficace dell’Amministrazione nel suo complesso”. “Un recupero stabile di risorse che favorira’ la riduzione della pressione fiscale”. Nel 2015, ha ricordato il ministro, sono stati recuperati, 14,9 miliardi con un aumento del 4,9% rispetto al 2014. “Stiamo vivendo un momento delicato, per l’Italia e per l’Europa – ha aggiunto – che non lascia spazio a esitazioni”.

Schaeuble: Italia sulla buona strada
A parla dell’Italia anche il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble di solito critico verso i l nostro Paese. “Conosciamo la situazione dell’Italia – ha detto – e vediamo che compie notevoli sforzi anche per le riforme strutturali, sulle norme d’insolvenza e altro. Abbiamo l’impressione che sia sulla buona strada e ne sosteniamo il percorso”. “Le raccomandazioni della Commissione Ue non sono state ancora discusse in maniera approfondita – ha aggiunto Schaeuble – ma non ho sentito critiche al riguardo e anche io non ne ho fatte”.

Redazione Avanti!

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