giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Brasile. Governo Temer, ritorno al passato
Pubblicato il 13-05-2016


temerIl governo del Presidente ad interim Michel Temer (PMDB), insediato da meno di 24 ore, vanta già un triste primato: è il primo esecutivo totalmente maschile da quello del generale Garrastazu Médici, Presidente tra il ‘69 ed il ’74, in piena dittatura militare. Il primo in assoluto dal ritorno della democrazia. Il leader del PMDB non è riuscito ad individuare neanche una candidatura femminile per uno dei 23 dicasteri che compongono il suo esecutivo. Assenti dalla compagine governativa anche ministri di origine afro-brasiliana, che pure rappresentano una fetta importante della popolazione, più di 14 milioni di cittadini. Ma la scarsa rappresentatività della società brasiliana non è l’unico problema dell’esecutivo provvisorio.

Un terzo dei membri del governo (7 su 23) sono indagati o sono sospettati di aver avuto un ruolo nel maxi-scandalo Lava-Jato, la celebre indagine che ha contribuito a logorare la Presidente eletta Dilma Rousseff, mai sfiorata dalle inchieste. Il nome dello stesso Temer ha fatto capolino più volte in diverse indagini della magistratura brasiliana per finanziamenti irregolari o illegali ricevuti a partire dal 1996. Sul Presidente ad interim, inoltre, pende una condanna in secondo grado per aver violato la normativa sulle donazioni elettorali, e rischia pertanto di diventare ineleggibile per i prossimi 8 anni. Non male per un governo nato sull’onda della reazione alla corruzione imperante.

Anche la legittimità politica del governo è messa in dubbio da più parti. Tralasciando per il momento l’inesistente sostegno popolare per Temer, la coalizione di governo non è legittimata da alcun mandato elettorale, e addirittura 11 dei 23 ministri del nuovo esecutivo avevano sostenuto il candidato sconfitto, Aecio Neves (PSDB), in occasione delle ultime presidenziali. Il Ministro degli Esteri José Serra (PSDB), di origini italiane, oltre ad aver sostenuto la candidatura delle opposizioni nel 2014, vanta una lunga storia di disfatte elettorali: è stato per due volte candidato alla presidenza e per due volte sconfitto (nel 2002 da Lula e nel 2010 da Rousseff) oltre ad aver perso nel 2012 anche la corsa per la poltrona di Sindaco di São Paulo (anche in questo caso contro un candidato del PT, Fernando Haddad).

Insomma, l’esecutivo del Presidente ad interim non sembra poter vantare credenziali etiche e politiche più solide di quello che l’ha preceduto.

Eppure, nonostante si tratti di un governo temporaneo, non mancano i primi annunci epocali, come quelli del Ministro dei Trasporti Mauricio Quintella Lessa (PR, già condannato per appropriazione indebita) che prevede massicce privatizzazioni, a partire da porti ed aeroporti. Sono invece attese per oggi le prime importanti dichiarazioni sulla politica economica di Henrique Meirelles (PSD), ex Presidente del Banco Central e nuovo Ministro delle Finanze.

Riccardo Galetti
Responsabile Esteri della Federazione dei Giovani Socialisti

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