domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Brasile. Il profilo di “eros & branco” degli stupratori
Pubblicato il 27-05-2016


Stupro violenza sessualeUna notizia giunta dal Brasile ha sconvolto l’intero mondo Occidentale: trentatré persone avrebbero violentato una ragazzina di sedici anni ed avrebbero poi pubblicato foto e video dello stupro sui social network. Il terribile episodio, avvenuto in una favela di Rio de Janeiro, è stato accolto sul web con oltre 550 “mi piace”, cosa che ha turbato ancora di più la società.

La sedicenne, nei filmati, sembra essere stata drogata, probabilmente al fine di rendere più facile la violenza. Considerando che nelle favelas brasiliane la povertà genera degrado e, a sua volta, il degrado genera il crimine (Broken Windows Theory), non è difficile immaginare che sia facile abusare di sostanze stupefacenti. Uno stupro però, oltretutto compiuto da trentatré persone ai danni di una minore, non può trovare giustificazione nelle teorie criminologiche legate al degrado delle aree urbane.

L’analisi da compiere è più profonda: parte dall’abuso di droga, che può contribuire a rimuovere i freni inibitori, e finisce con la comparazione dei profili psichologici/psichiatrici degli stupratori con le statistiche riportate in letteratura. Certamente coloro che si macchiano di tale reato rispecchiano, almeno in parte, le caratteristiche dei “criminali sessuali”. Nel caso specifico, i trentatré uomini brasiliani potrebbero rientrare nel profilo – descritto dal professore di psicologia forense Dennis Howitt nei suoi libri – degli stupratori che erotizzano la rabbia, che è il più raro. Il comportamento assunto da coloro che rispecchiano la categoria, comprende, oltre ad una forte violenza – in questo caso rappresentata dal numero eccessivo di persone-, la pianificazione dello stupro e la ripresa dell’atto tramite video o fotografie. Inoltre, potrebbe anche aver giocato un ruolo importante, nelle menti dei trentatré uomini, la falsa credenza che una donna ubriaca o drogata, soprattutto se dimostra interesse nei confronti di una singola persona, può essere considerata come “facile”, tanto da risultare una preda “ideale”.

Verrebbe da chiedersi quanto, nelle favelas, le condizioni di degrado e l’assenza di istruzione possano contribuire nell’impossibilità di attuare trattamenti preventivi efficaci nei confronti di coloro che sviluppano una sessualità deviata ed un comportamento aggressivo. Prendendo in considerazione le statistiche, sembra che in Brasile vi sia un vera e propria problematica legata all’eccessivo numero di stupri, che avvengono, per la maggioranza, ai danni delle donne. La Inter Press Service ha riportato che, nell’anno 2012, se ne sarebbero compiuti almeno 6.029 -senza considerare le violenze non denunciate-. Di queste oltre seimila vittime, 4.993 sarebbero donne: si tratta del 24% in più rispetto all’anno precedente.

Alessia Malachiti

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