lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

IL MURO PUÒ ATTENDERE
Pubblicato il 13-05-2016


Brennero muro anti migranti

La buona notizia è che il muro al Brennero non verrà costruito (forse), quella cattiva è che in poche ore sono sbarcati in Italia mille migranti facendoci conquistare la guida della classifica che da quasi un anno era saldamente nelle mani della Grecia.
Insomma, al di là degli annunci delle autorità italiane e austriache – c’è stato un vertice oggi al Brennero tra i due ministri degli interni, Angelino Alfano e Wolfgang Sobotka – la situazione resta estremamente complicata e possibile di evolvere in peggio se non si riuscirà a frenare le partenze dalle coste dell’Africa.

“Doveva esserci un muro. Non ci sarà. Abbiamo lavorato bene e lo diciamo. Andiamo avanti con fiducia”, ha detto il nostro ministro dell’Interno annunciando lo stop alla costruzione della barriera anti-migranti al confine con l’Austria al termine dell’incontro con il suo omologo austriaco. “La soluzione dell’Italia è netta, severa, chiara e semplice: abbiamo lavorato per impedire che i migranti arrivassero al Brennero e lavoreremo per dissuaderli. Chi pensa di venire qui per passare in Austria verrà riportato in Italia. I migranti devono sapere che avranno fatto una fatica vana. Noi siamo un grande Paese con regole giuridiche certe, quindi siamo noi e non i migranti a decidere dove devono essere accolti. Facciamo controlli sui treni per dissuadere i migranti ad arrivare qui, perché poi verrebbero rispediti indietro nei centri di accoglienza. Abbiamo aumentati di 110 unità, 50 uomini delle Forze dell’Ordine e 60 soldati, il contingente che effettua i controlli”.

Ma lo stop alla costruzione del muro da parte austriaca è condizionata alla capacità dell’Italia di mantenere fede agli impegni presi.

“L’Italia – come ha spiegato Sobotka – è pronta a fare la sua parte e a dare il suo contributo, così come faremo noi. La cosa più importante è che ci siano delle misure che possano ridurre l’immigrazione illegale. È importante che la Ue migliori le infrastrutture dei Paesi che si fanno carico dei migranti, ma migliori anche la vita degli stessi migranti. Spero di poter continuare questa cooperazione con il ministro Alfano e che al Brennero ci sia un continuo afflusso di turisti e non solo di profughi. Non deve essere più possibile passare il confine come illegali”. “Dobbiamo affermare chiaramente che non è più possibile passare attraverso il Brennero come un migrante illegale”.
Insomma, in parole povere, il muro non ci sarà se l’Italia sarà capace di tenere i migranti dentro i suoi confini e in questo sforzo avrà – ha detto Alfano – il sostegno dell’Austria, ma anche della Germania e di tutta l’Ue per arrivare a una piano analogo a quello che è stato approntato con la Turchia. Sembra dunque raffreddarsi la tensione diplomatica tra le due capitali, bisogna dire grazie anche all’avvertimento di Dimitris Avramopoulos, il commissario UE per la migrazione, che ha spiegato chiaramente a Vienna che non poteva andare oltre le misure di controllo ‘temporanee’ della frontiera del Brennero.

Intanto, questa mattina Frontex ha reso noto che il numero di migranti in Italia ha superato il totale della Grecia per la prima volta dal giugno 2015: 8370 contro 2700, quasi quattro volte di più. L’afflusso verso la Grecia è crollato del 90 per cento nel mese scorso rispetto al mese precedente sia per l’accordo raggiunto tra Ue eTurchia, sia per restrizioni applicate dalla Macedonia alla frontiera con la Grecia. Quanto all’Italia solo nelle ultime ore sono stati soccorsi nel mare tra la Libia e Lampedusa dalla Guardia Costiera Italiana e da navi mercantili circa mille migranti, per la maggior parte egiziani.

I migranti avrebbero seguito la rotta del Mediterraneo centrale, ma non vi sarebbero al momento segnali di uno spostamento della rotta seguita dai siriani. Insomma la strada seguita fino a ieri che per raggiungere l’Europa del nord passava per la Grecia, non è stata sostituita al momento da una ‘rotta mediterranea’. Quelli giunti in Italia provengono dal Nord Africa e dall’Africa subsahariana e tra questi ci sono solo 26 siriani giunti (due soltanto negli sbarchi delle ultime ore secondo le Nazioni Unite).

Quanto alla strategia per fermare quest’esodo biblico da fame e guerre, si è appreso oggi che le unità navali dell’Ue che partecipano all’operazione Eunavfor Med si preparano ad entrare nelle acque libiche, su richiesta delle autorità locali. La marina europea è stata ufficialmente invitata a condurre attività di addestramento della Guardia costiera libica.

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