giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Cei all’attacco. Nencini: “Malainformazione è dannosa”
Pubblicato il 17-05-2016


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Nuovo monito dei vescovi sulle Unioni civili. Viene direttamente del vertice della Cei con il cardinale Angelo Bagnasco che si lancia, nella relazione all’assemblea generale, in un attacco frontale alla legge appena approvata. Una legge che secondo la Cei “sancisce di fatto una equiparazione al matrimonio e alla famiglia” e “le differenze sono solo dei piccoli espedienti nominalisti, o degli artifici giuridici facilmente aggirabili, in attesa del colpo finale, così già si dice pubblicamente, compresa anche la pratica dell’utero in affitto, che sfrutta il corpo femminile profittando di condizioni di povertà”. Un ennesimo fallo a gamba tesa con cui la Cei si butta nel dibattito politico. “Bagnasco – è la replica del Segretario del Psi Riccardo Nencini – legga bene: la legge sulle unioni civili non prevede utero in affitto. Dannosa la mala informazione.”

Per Bobo Craxi “si tratta di una svolta innanzitutto culturale, per l’Italia: si è giunti con ritardo a una legislazione coerente a quelle di altre nazioni intorno a una questione la cui realtà aveva di gran lunga superato la distratta e colpevole disattenzione politica”. “La legge”, aggiunge, “è frutto di un compromesso: è ‘timida’ e lacunosa, diciamo pure fortemente arretrata. Vedo che i vescovi si lamentano anche di questa, forse pensando di vivere in una teocrazia e non in una moderna e progredita società laica. Lo scontro, credo sia soltanto rimandato”, conclude Craxi, “non saprei dire con quali esiti”.

Le risposte alle parole di Bagnasco non si sono fatte attendere. A prendere le distanza addirittura il Ministro Alfano, un cattolico spesso allineato con i porporati. “’Lo dico con il rispetto che ho sempre avuto e continuerò ad avere del cardinale Bagnasco – ha detto Alfano – ma la sua interpretazione della legge sulle unioni civili, come lasciapassare per l’utero in affitto, non corrisponde a quanto in quella legge c’è scritto”. ”Nella legge che abbiamo votato – sostiene il ministro – le unioni civili sono un nuovo istituto nettamente e non nominalisticamente diverso dal matrimonio, non sono previste le adozioni per le coppie omosessuali né nella forma diretta né nella forma indiretta della stepchild adoption. Meno che mai si accenna all’utero in affitto che non potrà certo essere in futuro introdotto nella nostra legislazione in base a questa norma”. Insomma Alfano trova l’occasione ancora una volta per rivendicare lo stop alla stepchild adoption di cui si vanta particolarmente.

Zanda ricorda che “l’utero in affitto è vietato dalla legge italiana e resterà vietato. Non c’è alcuna possibilità che il divieto cambi”. “L’istituto delle unioni civili – prosegue – è molto diverso dal matrimonio. Non c’è alcuna equiparazione. Così come chiede la nostra Costituzione, sono uguali i diritti delle persone, etero o omosessuali, che fanno parte della coppia”. “I vescovi – conclude il presidente Zanda – hanno il diritto e certamente il dovere di esprimere la propria opinione che io ascolto sempre con molta attenzione. Ma il Parlamento deve legiferare sulla base di una visione laica della vita e della società”.

Stessa posizione per Matteo Orfini, presidente del Pd: “Non penso che dovere della politica sia polemizzare con Bagnasco. Quello che pensiamo sull’argomento lo abbiamo dimostrato votando la legge. La legge sulle unioni civili non è contro la famiglia, ma distribuisce diritti senza toglierli a nessuno. Abbiamo fatto una scelta coraggiosa che viene dopo un dibattito estenuante. Non credo che questo sia in contraddizione con l’esigenza di fare politiche per le famiglie”.

Redazione Avanti

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