lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Doping, la Russia trema: ombre su Sochi 2014
Pubblicato il 13-05-2016


olimpiadi

Il ‘New York Times’ ha pubblicato un articolo dove, attraverso la testimonianza di Grigori Rodchenkov, ex capo del laboratorio anti-doping russo, ci sono pensati accuse su una sorta di ‘doping di Stato’ con il fine di dominare i Giochi Invernali del 2014. Dura la reazione del Cremlino: “Dichiarazioni non attendibili, i nostri atleti sono stati controllati prima, durante e dopo le gare”.

“Decine di atleti russi alle Olimpiadi invernali del 2014 a Sochi, tra cui almeno 15 vincitori di medaglie, facevano parte di un programma di doping di Stato, meticolosamente pianificato per anni al fine di garantire il dominio ai Giochi Invernali”. E’ la pensatissima accusa lanciata, attraverso un articolo, dal New York Times, che pone così ulteriori ombre sulla Russia dopo lo scandalo doping dei mesi scorsi. Il quotidiano statunitense ha raccolto le dichiarazioni choc di Grigori Rodchenkov, ex capo del laboratorio anti-doping russo dal 2005 fino al novembre 2015, che ha svelato come numerosi atleti sono stati dopati da un sistema gestito direttamente dal governo russo e i loro campioni di urina sostituiti con altri che non presentavano tracce di sostanze proibite. Rodchenkov, che ora teme per la propria vita e risiede in un luogo segreto a Los Angeles, ha anche stilato un elenco di atleti russi (inclusi almeno 15 tra quelli che si aggiudicarono medaglie alle Olimpiadi sul Mar Nero) a cui è stato fornito un ‘cocktail’ di steroidi di sostanze vietate con l’obiettivo di migliorare le proprie prestazioni sportive.

DURA REAZIONE DALLA RUSSIA – “E’ un articolo enorme, deve essere tradotto per tirare le conclusioni dal punto di vista della valutazione legislativa. Ma io mi fido dei nostri ragazzi, sono degli sportivi straordinari, le accuse sono assurde”. Così il ministro dello Sport russo, Vitali Mutko, commentando l’inchiesta del New York Times e le dichiarazioni di Rodchenkov. “Il cocktail è una sciocchezza, gli atleti fanno parte del pool internazionale di test anti-doping, sono stati sotto controllo prima, durante e dopo le Olimpiadi, sono dei leader, non sono quelli che vanno e vengono, le accuse contro di loro sono infondate, studieremo l’articolo e vedremo come reagire”, ha aggiunto il ministro. Tra gli atleti messi sotto accusa dall’ex capo del laboratorio russo ci sono il fondista Alexander Legkov (un oro e un argento), Alexander Tretiakov, campione olimpico nello skeleton e il bobbista Alexander Zubkov, che collezionò due ori. Proprio quest’ultimo, che fu portabandiera a Sochi, ha risposto a Rodchenkov: “Solo calunnie. Ho partecipato a cinque Olimpiadi e ho vinto tre medaglie e ogni volta sono stato sottoposto a controllo”.

LA WADA PROMETTE CHIAREZZA – Intanto l’agenzia mondiale antidoping, Wada, ha annunciato che si occuperà delle ultime accuse avanzate nei confronti degli atleti lanciate dal ‘New York Times’. “Potete esser certi che la Wada vaglierà immediatamente queste nuove accuse”, ha spiegato il presidente Craig Reedie. Da parte sua anche il Comitato olimpico internazionale ha chiesto di investigare. Già nel novembre scorso, una commissione indipendente istitutiva dalla Wada aveva accusato la Russia di violazioni massicce delle norme antidoping, che sarebbero avvenute con l’approvazione di autorità politiche e servizi segreti, e ha chiesto alla Iaaf (Federazione mondiale dell’atletica) di sospendere gli atleti russi dalle prossime competizioni sportive, tra cui le Olimpiadi di quest’anno. Dunque, si prevedono nuove roventi polemiche.

Francesco Carci

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