venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Economia. Visco: “Si deve, e si può, fare di più”
Pubblicato il 31-05-2016


Ignazio Visco BankitaliaHa lanciato un allarme oggi il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, nelle sue Considerazioni finali: rallenta la ripresa, e più che mai appare improcrastinabile, il ricorso a un maggior numero di investimenti per accelerarla, rendendola di lunga durata. “La ripresa – avverte – è ancora da consolidare” con “le previsioni di consenso, che indicano per l’Italia il ritorno ai livelli di reddito precedenti la crisi in un tempo non breve. “Sono inoltre deludenti le valutazioni sul potenziale di crescita della nostra economia. Si deve, e si può, fare di più”.
Attualmente, il quadro economico si mostra davvero problematico, tanto da mettere in seria discussione il progetto del governo Renzi, di ridurre il rapporto tra debito pubblico e pil nel 2016. Per Visco, “uno stretto controllo dei conti pubblici e la realizzazione del programma di privatizzazioni possono consentire di avvicinare il più possibile il rapporto tra debito e prodotto a quanto programmato e garantirne una riduzione significativa nel 2017”.

Giovani e Lavoro
Bisogna inoltre procedere con le riforme strutturali “per rilanciare l’attività d’impresa e creare maggiori, e migliori, opportunità di lavoro, in particolare per i giovani”. Questa la soluzione proposta da Visco, per cercare un punto di svolta, che permetta di sbloccare l’annosa questione occupazionale, che tristemente affligge la nostra Nazione. “Le priorità di riforma, secondo il Governatore di Bankitalia, sono chiaramente individuate: consistono innanzitutto nella rimozione degli ostacoli all’attività d’impresa derivanti dai fenomeni di illegalità, da inefficienze delle amministrazioni pubbliche e della giustizia civile, da inadeguatezze nella regolamentazione dell’entrata e dell’uscita delle imprese dal mercato, da limitazioni alla concorrenza, da disponibilità e incentivi insufficienti per gli investimenti nell’innovazione, nella ricerca e nel capitale umano”. È molto importante, anche, “un’ulteriore riduzione del cuneo fiscale gravante sul lavoro”.

Il Meridione e lo sviluppo
Analizzando, invece, la situazione del Sud, Visco spiega che “I segnali di miglioramento dell’economia hanno cominciato a estendersi al Mezzogiorno; ciò nonostante, i divari rispetto al resto del Paese hanno continuato ad ampliarsi. In base alle prime stime disponibili, dopo sette anni consecutivi di recessione il prodotto delle regioni meridionali avrebbe interrotto la sua caduta”.

La crisi delle banche
Parte delle considerazioni finali, sono, poi, dedicate alla crisi bancaria, risultato di un lungo periodo di recessione che ha portato all’esplosione dei prestiti deteriorati. “La massa dei crediti deteriorati delle banche italiane”, deve, secondo Visco, “essere presa in seria considerazione senza sovrastimare però l’entità del problema”. Egli parla di “un punto di svolta” e di una “tendenza alla normalizzazione, che sta proseguendo”.

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