martedì, 6 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Eduardo odiava l’etichetta di uomo di sinistra
Pubblicato il 03-05-2016


eduardo-de-filippo-02Negli anni ’30-’40 del Novecento, quando in Italia Mussolini e il fascismo godono ancora della massima popolarità, Eduardo De Filippo e il fratello Peppino sono spiati dalla polizia del regime, che li considera entrambi antifascisti. Eduardo e Peppino, scrivono i questurini, mettono in giro barzellette che suonano offesa nei confronti del Duce e del suo Governo. Ironizzano sui provvedimenti legati alle leggi razziali e alla (falsa) libertà di stampa. Eduardo, inoltre, è accusato anche di avere malignato sull’oro offerto alla Patria: “È tutta roba falsa! Chi è così c[…]one da regalare dell’oro buono!”.

Alla fine della guerra Eduardo appartiene alla schiera di quegli artisti che non ci tengono a rivelare le proprie simpatie politiche e sfugge ai corteggiamenti degli intellettuali comunisti e socialisti che inutilmente cercano di contattarlo. Eduardo, autore di commedie che piacciono al papa come ai critici dei giornali di sinistra, non prende posizione nemmeno in maniera indiretta, e in occasione delle elezioni del 18 aprile 1948 si mostra equidistante dagli opposti schieramenti: “Il 18 aprile mi troverò a Milano. Se non verrà una provvida disposizione che autorizzi il voto fuori dalla propria residenza, almeno per gli artisti, non potrò partecipare alle elezioni nemmeno questa volta. Così mi accadde il 2 giugno 1946 […] Certo vorrei che i risultati delle imminenti competizioni potessero volgere concretamente al bene del Paese. Non vorrei venisse un partito che mi obbligasse a ricominciare con barzellette e canzoncine “. Forse è per questo che quando l’italianista Carlo Muscetta propone a Eduardo di pubblicare con l’editore Giulio Einaudi le opere che va scrivendo, il commediografo in un primo momento si mostra esitante. Il 26 aprile del 1949 Muscetta scrive a Cesare Pavese: “Ho visitato il grande Eduardo ma ho l’impressione che nicchi […] e sospetto che lo abbiano un po’ intimorito (“Sta’ attento, bada che Einaudi è comunista, eccetera”). Per cui sto dignitosamente in attesa di sue decisioni “. Muscetta il 20 giugno informa l’editore torinese che Eduardo De Filippo, “quando io credevo che fosse già stato deviato da preoccupazioni politiche”, gli aveva proposto di pubblicare con Einaudi i suoi ultimi lavori (“Napoli milionaria!”, “Filumena Marturano”, “Le voci di dentro”, “Questi fantasmi!”, “Le bugie con le gambe lunghe”), “indubbiamente i più felici e i più ricchi di motivi umani e drammatici oltreché comici.[…] Non ho bisogno di sottolinearti l’importanza che avrebbe la pubblicazione di un volume di questo genere”.

Poi l’8 luglio, quando l’accordo contrattuale con Eduardo è concluso, Muscetta sottolinea al suo datore di lavoro: “Non hai ancora […] un’idea precisa dell’affare che hai concluso. Credo che sia il maggiore in tutta la storia della Casa Editrice”. Con il passare degli anni Eduardo, attore, autore e uomo di teatro, grazie anche all’avvento della televisione, conquista un pubblico sempre più vasto e composito. Da quel momento l’artista non ha più paura di essere etichettato politicamente e perciò non sente più il bisogno di inviare lettere ai giornali per smentire la sua appartenenza alla Sinistra. Nominato senatore a vita da Sandro Pertini nel 1981, Eduardo si siede tra i banchi della Sinistra indipendente.

Un anno prima, nel novembre del 1980, Carlo Muscetta, che aveva avuto il merito non piccolo di avere proposto a Einaudi la pubblicazione del teatro di Eduardo, nel pronunciarne l’elogio in occasione della laurea honoris causa conferitagli dall’università La Sapienza di Roma, come il festeggiato non esitava a prendere partito e a schizzare i suoi mordaci inchiostri: “Una volta, caro Eduardo, tu hai scritto in un articolo che nel nostro Paese non si può dire la verità. Ma proprio questo è stato per te una motivazione validissima per dirla sempre e sempre più chiaramente. Anche di questa alta lezione morale, grazie”.

Lorenzo Catania

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento