venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Eurogruppo, sulla Grecia l’accordo è ancora lontano
Pubblicato il 24-05-2016


dijsselbloem_june272015_web-thumb-largeUn’altra fumata nera per il destino del debito greco, l’Eurogruppo che si è riunito oggi per discutere sullo sblocco terzo programma di aiuti alla Grecia che prevede un prestito di circa 11 miliardi di euro. I ministri delle Finanze europei sono tutti d’accordo nel riconoscere gli sforzi di riforme della Grecia, ma restano divisi su ristrutturazione del debito e partecipazione del Fondo monetario internazionale (Fmi) all’assistenza finanziaria. Infatti il vero tema al centro dell’Eurogruppo è il debito della Grecia, arrivato al 180% del PIL, il debito di Atene è ormai considerato insostenibile, tanto che anche i creditori europei sono disposti a discutere di un qualche intervento. Le istituzioni europee propongono la ristrutturazione degli interessi dovuti dalla Grecia sui prestiti concessi ad Atene dai membri europei. Jeroen Dijsselbloem ha subito precisato che non ci sarà accordo sul debito senza il Fondo monetario internazionale.
Oggi doveva essere il giorno decisivo poiché la Grecia ha approvato un nuovo pacchetto di riforme: 7mila pagine per aumentare l’IVA, togliere i privilegi economici alle isole e aumentare la tassa di soggiorno per i turisti. Atene ce l’ha fatta e “ha fatto i compiti”. Merito riconosciuto dallo stesso Eurogruppo: i cambiamenti adottati hanno prevalentemente soddisfatto le richieste dei creditori, convincendo anche la Germania, nonostante il ministro delle finanze tedesco sempre molto scettico al riguardo. Schaeuble ha però ribadito che un eventuale alleggerimento del debito potrà avvenire solo quando la Grecia avrà attuato completamente il programma previsto l’estate scorsa, cioè a partire dal 2018. Posizione che diverge da quella del Fmi che vorrebbe delle misure fin da subito.
“Senza la partecipazione del Fondo monetario internazionale non c’è programma”, ha affermato il ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble sulla questione relativa alla partecipazione del Fmi al piano di assistenza.
Nonostante il riconoscimento i vertici europei restano di nuovo su linee diverse su come sciogliere il nodo del debito che ha implicazioni soprattutto di tipo politico. Non è un caso infatti che sia stato tutto rimandato a una data successiva alle elezioni in Germania del 2017.

Liberato Ricciardi

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