venerdì, 9 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Feconde & assistite
Pubblicato il 16-05-2016


La ministra della Salute Beatrice Lorenzin ha varato un piano per la fertilità premiando il primo nato con un con poco più di cento euro, il secondo qualche spicciolo in più… I giovani non sono così sciocchi da abboccare all’esca rinsecchita.

Volendo invertire la tendenza demografica, ammesso che questa sia una priorità alla luce dei cambiamenti geopolitici, è ovvio dirlo ma occorre offrire lavoro e servizi. La ministra della Salute invece dia l’opportunità a tutto il Paese da nord a sud di accedere alla sanità: prevenzione, vaccini, accesso ai nuovi farmaci, palliativi…

Tra la prima e la seconda guerra mondiale il declino della fecondità in Europa fu motivo di preoccupazione per i politici che vedevano sia una causa che un sintomo del declino dell’Occidente. In quegli anni nacque l’interesse per una nuova scienza, la demografia, che studiava l’andamento della popolazione. La prima politica demografica di ampio respiro venne da un paese che da poco aveva iniziato a conoscere la denatalità, l’Italia. La precocità di questa politica venne accelerata dall’instaurarsi della dittatura fascista; “la forza è nel numero”, era lo slogan mussoliniano che esigeva la crescita della popolazione insieme all’indottrinamento politico e ideologico. Per prima cosa si cercò di imporre alla popolazione italiana un modello demografico, esortando ad una maggiore fecondità e alla migrazione verso particolari destinazioni, scoraggiando, anzi vietando del tutto, la contraccezione e l’aborto.

Le famiglie numerose

E sul diritto all’epidurale gratis come la neomamma Lorenzin:

Nei giorni scorsi la ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha avuto due gemelli. Che la vita sia dolce per i piccoli Francesco e Lavinia e per chi gli vuole bene. In una intervista al Corriere della Sera la ministro, non più giovanissima, ha raccontato che ha passato l’ultimo mese lavorando dal suo letto e che tornerà nei prossimi giorni al lavoro insieme ai piccolini che troveranno attenzioni nel nido del Ministero. Ha raccontato di essere stata assistita “come una donna qualunque” nella maternità del Fatebenefratelli Villa san Pietro sulla via Cassia, facendo l’epidurale, un tipo di anestesia che addormenta il corpo dalla vita in giù e consente di partecipare attivamente e senza dolore al parto. Non si tratta di un intervento sofisticato, già la regina Vittoria nel 1885 sperimentò qualcosa di analogo. Ma per la nostra sanità l’epidurale non è per tutte, in alcune regioni costa 0 ma solo per le donne dai 39 anni in su, in altre si paga dai 400 agli 800 €. Se la donna soffre troppo ma non dispone di denaro le viene offerto gratis il cesareo che si fa in anestesia generale e che costa molto di più: in soldi per le regioni e alle donne per la salute (punti, dolori post chirurgici, cicatrice…). Oggi in Italia un bambino su 4 nasce con il cesareo, mentre meno del 10% sono i parti con l’epidurale.

Come per Lavinia e Francesco…

Tiziana Ficacci

LibereLaiche

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento