sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

FIDUCIA SULLE UNIONI
Pubblicato il 10-05-2016


Governo Boschi Maria Elena

Le Unioni Civili riprendono il cammino parlamentare per arrivare alla meta. E lo fanno alla Camera dove è stata posta la questione di fiducia. Dopo il no dell’Aula sulle questioni pregiudiziali il ministro per i rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi ha posto la questione di fiducia tra le proteste di Lega e Forza Italia. Il via libera definitivo al testo dovrebbe arrivare giovedì per portare anche in Italia una normativa esistente in tutti i grandi Paesi europei.

La proposta di legge è stata incardinata lunedì in Aula, con la relazione di Micaela Campana del Pd: “Il Parlamento si appresta a cancellare decenni di brutte figure”, ha detto. In favore del provvedimento la maggioranza, compresi i centristi di Ap. Al momento l’unico pronto addirittura non votare la fiducia è Gianluigi Gigli (Ds-Cd), che è anche presidente del Movimento per la vita. Ma in realtà il grosso dei cattolici, è soddisfatto del compromesso. Solo pochi mesi fa il ddl sulle Unioni Civili si era fermato per l’impossibilità di un accordo. Con il Movimento 5 Stelle che in un primo tempo si era detto favorevole e poi all’ultimo aveva cambiato direzione sfilandosi dall’accordo praticamente già preso.

“I socialisti – ha dichiarato il segretario del Psi, Riccardo Nencini, alla presentazione della lista ‘Una rosa per Roma’ – voteranno convintamente la fiducia alla Camera sulle unioni civili. È un buon inizio”.  “Dopo la legge – ha aggiunto – servirà uno statuto per  le famiglie, per tutelare i minori e le adozioni. Meglio un  bambino adottato che in orfanotrofio”.
Intervenendo nel dibattito generale sul disegno di legge, Pia Locatelli ha affermato che “ci sono alcuni aspetti del testo che ci arriva dal Senato che vanno apprezzati, ma va apprezzato soprattutto il fatto che, finalmente, si conclude un iter legislativo. Un passo avanti certo, ma ve ne sono molti da compiere”. “In primis: io credo che non possiamo non essere tutti d’accordo, almeno noi che abbiamo una cultura europea, che le persone non possono essere discriminate sulla base del loro orientamento sessuale Ad esempio è stato cancellato il riferimento alle famiglie, vi è solo al comma 11, perché le persone con identità e orientamento sessuale ‘diverso’, non hanno diritto a chiamarsi famiglia. Non va bene”. Va risolta poi la questione della stepchild adoption perché “se questi minori dovessero perdere il genitore biologico, con questa legislazione perderebbero non uno ma entrambe le persone con le quali vivono e dalle quali sono amate”.

E mentre la Camera si prepara a dare l’ok definitivo alla legge, molte le polemiche per l’affermazione di Alfio Marchini. Il candidato sindaco di Roma, appoggiato anche da Forza Italia, ha detto oggi che rispetta tutti, ma che non intende celebrare unioni gay qualora vincesse le elezioni. Una dichiarazione indubbiamente controcorrente nel momento in cui quasi tutti affermano – a parole – di non avere pregiudizio legati agli orientamenti sessuali del prossimo, ma che sicuramente è anche molto strumentale perché ha come obiettivo non dichiarato quello di accendere i riflettori della comunicazione sulla sua campagna elettorale.
“Alfio Marchini – ha dichiarato in una nota la senatrice del Pd Monica Cirinnà – vuole essere un sindaco che non rispetta la legge, un bel biglietto da visita. Le unioni civili, una volta approvate definitivamente dal Parlamento non sono derogabili per scelta politica. Se Marchini, come ha annunciato, non celebrerà le unioni civili tra persone dello stesso sesso non soltanto andrà contro i diritti dei cittadini romani, ma anche contro una legge dello Stato con tutte le conseguenze civili e penali”.

Tornando al dibattito parlamentare sulla legge, molto dura l’opposizione nei confronti del Governo. Dopo l’annuncio del ministro Maria Elena Boschi ha preso la parola Massimiliano Fedriga della Lega, che ha attaccato i deputati del Pd che avevano applaudito l’annuncio. “Siete servi della gleba – ha gridato – applaudite pur di essere ricandidati”. “Le istituzioni devono tutelare le opposizioni”. “La presidenza deve tutelare le opposizioni – ha detto Maurizio Bianconi, dei Conservatori -. Questo provvedimento è di iniziativa parlamentare, riguarda i diritti civili e mettono lo stesso la fiducia”. “Questo governo intende il Parlamento come uno zerbino”, ha protestato Alfonso Bonafede di M5s.

Redazione Avanti!

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