martedì, 6 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Formaggi con latte italiano, forse sarà possibile saperlo
Pubblicato il 31-05-2016


Quote-latte-Corte giustizia-UELa metà delle mozzarelle che acquistiamo sono fatte con latte straniero, ma non lo sappiamo perché nelle etichette non deve essere indicato. Tutto questo può finire se da Bruxelles arriverà il via libera al decreto del Governo sull’etichettatura obbligatoria dei prodotti per la salvaguardia del latte made in Italy. “Il decreto per l’origine del latte in etichetta – ha commentato Oreste Pastorelli – rappresenta una svolta per la lotta alla contraffazione dei prodotti lattiero-caseari.


 

Forse non tutti sanno che la metà delle mozzarelle che acquistiamo sono fatte con latte straniero, a volte anche con cagliate di latte. Non lo possiamo sapere perché oggi non è obbligatorio indicarlo nell’etichetta e lasciare al consumatore la scelta se convenga o meno risparmiare qualche centesimo di euro oppure acquistare un prodotto qualitativamente migliore. Un danno ai consumatori e ai produttori italiani che potrebbe finalmente cessare se il decreto interministeriale sull’etichettatura obbligatoria dei prodotti per la salvaguardia del latte made in Italy varato oggi otterrà il via libera dalla Commissione di Bruxelles.

L’annuncio della firma di questo decreto, molto atteso dai produttori e dalle associazioni dei consumatori, è stato dato oggi dal presidente del consiglio Matteo Renzi a Milano, in occasione della giornata mondiale del latte promossa da Fao. Il documento, ha spiegato, è già stato “firmato e inviato a Bruxelles”, e se l’Europa dovesse dare il via libera, questo significherebbe che finalmente sarebbe possibile acquistare prodotti a base di latte in cui sono indicati origine e luogo di confezionamento. Il Governo è pronto a sostenere il decreto a firma che porta la firma dei ministri dell’Agricoltura Martina e di quello dell’Industria Calenda, con forza perché “vuol dire investire su un futuro industriale che parte dai coltivatori”. “Sapere cosa sto bevendo e mangiando è una battaglia da fare nei consessi europei, ma anche in Italia”.

“Il decreto per l’origine del latte in etichetta – ha commentato Oreste Pastorelli, deputato del Psi e componente delle commissioni Ambiente e Anticontraffazione della Camera – rappresenta una svolta per la lotta alla contraffazione dei prodotti lattiero-caseari che negli ultimi anni ha costretto alla chiusura migliaia di stalle italiane. Chiudere una stalla significa abbandonare un territorio, sottoporre dei fondi a rischio idrogeologico e cancellare un intero sistema naturale. Non possiamo, quindi permetterci di disperdere un patrimonio come quello del comparto del latte, che oltre a generare un fatturato di circa 28 miliardi e 120 mila posti di lavoro negli allevamenti, costituisce il fiore all’occhiello del Made in Italy all’estero. Era necessario mettere in campo un provvedimento per allontanare la crisi: il Governo lo ha fatto, dimostrando ancora una volta grande sensibilità verso il mondo degli allevatori”.

L’etichettatura obbligatoria viene richiesta da tempo da allevatori e produttori per far fronte alle crescenti difficoltà del settore. Il provvedimento si aggiunge all’abolizione dell’Imu e dell’Irap agricola deciso dal Governo proprio per venire incontro alle richieste del settore. C’è da sottolineare infatti che con l’abolizione il 31 marzo scorso del sistema europeo delle ‘quote latte’che imponeva limiti alla produzione, l’aumento dei quantitativi di latte immessi sul mercato ha provocato un crollo dei prezzi con conseguenze gravi sulle stalle già in crisi da anni. Secondo la Coldiretti in 10 anni infatti il numero delle stalle si è quasi dimezzato, passando dalle 60mila del 2005 alle 33mila del 2015.

Un fenomeno poco comprensibile visto che la domanda in Italia è così alta che siamo divenuti i più grandi importatori al mondo. La domanda è alta perché non solo siamo forti consumatori, ma siamo anche grandi ed apprezzati produttori ed esportatori di formaggi. Ecco allora che la metà delle mozzarelle che mangiamo sono fatte con latte che viene da fuori e come spiega la Coldiretti, “dalle frontiere italiane passano ogni giorno 24 milioni di litri di ‘latte equivalente’ tra cisterne, semilavorati, formaggi, cagliate e polveri di caseina, per essere imbustati o trasformati industrialmente”. E nell’import ci sono anche le cosiddette cagliate, pre-lavorati industriali che arrivano soprattutto dall’Est europeo e che sostituiscono il latte nella trasformazione in formaggi. Nell’ultimo anno ne sono state importate più di un milione di quintali, pari al 10 per cento della produzione italiana. Le cagliate “consentono di produrre mozzarelle e formaggi di bassa qualità. È un inganno per i consumatori ed è concorrenza sleale per i produttori che utilizzano latte fresco”.

Secondo il decreto approvato oggi, il latte o i suoi derivati dovranno avere obbligatoriamente indicata sull’etichetta l’origine della materia prima con specificati determinati requisiti: il nome del Paese di mungitura, quello di confezionamento e quello di trasformazione. Sugli scaffali dei supermercati potremmo allora trovare prodotti interamente di origine italiana, dalla mungitura alla trasformazione e decidere se preferirli o meno ad altri che arrivano da Paesi europei o extraeuropei.

Secondo gli studi della Coldiretti, i consumatori nella metà dei casi sarebbero disposti a pagare il vero ‘made in Italy’ alimentare fino al 20 per cento in più. “Con l’etichettatura di origine – aggiunge il presidente, Roberto Moncalvo – si dice finalmente basta all’inganno del falso made in Italy”.

“La vera e unica indicizzazione di cui il comparto zootecnico ha bisogno – gli fa eco il direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – è il vincolo indissolubile tra il prezzo del latte alla stalla e il costo di latte e formaggi che i consumatori acquistano nei negozi e nei supermercati”.

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento