domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Francia. Contro il Jobs Act proteste, scontri e scioperi
Pubblicato il 11-05-2016


Francia scontri legge sul lavoro

“Al diavolo la legge sul lavoro”

In Francia si chiama “Loi travail”, legge sul lavoro, in Italia, da sempre vittima dell’esterofilia, “JobsAct”, ma la sostanza è la stessa: l’idea che sia possibile, e giusto, contrastare la crisi economica che ha devastato l’Europa, abbassando il costo del lavoro attraverso una progressiva deregolazione del mercato e una riduzione dei diritti dei lavoratori. Al contrario però di quanto avvenuto in Italia, la legge in corso di approvazione, in Francia ha provocato, e sta provocando, vivaci reazioni non solo nel partito al Governo, il Ps, ma anche nelle piazze.

Scontri tra manifestanti e polizia si sono avuti ancora ieri notte nelle principali città dell’Esagono non solo contro la riforma in sé, ma anche contro la decisione del governo di approvare la legge bypassando il Parlamento. Così come in Italia il Governo in difficoltà ha fatto uso della ‘fiducia’ per evitare lo scontro democratico in Aula, ieri in Francia il primo ministro Manuel Valls ha annunciato il ricorso all’articolo 49, comma 3, della Costituzione per arrivare all’approvazione senza passare dal voto e il dibattito, già iniziato, è stato ‘immediatamente sospeso’. A questo punto, solo l’approvazione – per ora improbabile – di una ‘mozione di censura’, l’equivalente della nostra mozione di sfiducia, potrebbe consentire al Parlamento di bloccare l’iter legislativo, ma questo comporterebbe inevitabilmente anche la caduta della maggioranza di governo. La legge sta mettendo a dura prova la tenuta del Partito di Hollande con l’emergere di una sostanziosa opposizione alla riforma. Di fronte alla forzatura di Valls, questa minoranza potrebbe decidere di schierarsi contro l’esecutivo che sarebbe così chiamato a dover scegliere tra la legge o la sua sopravvivenza.
Il dibattito si svolgerà domani pomeriggio sulle mozioni presentate dalle opposizioni dei Repubblicani di Nicolas Sarkozy e dei deputati centristi dell’Unione dei Democratici e degli Indipendenti (UDI) che denunciano il cul de sac “in cui François Hollande ha portato il Paese”.

Quanto agli incidenti della notte a Parigi davanti alla sede del Parlamento, la polizia ha usato proiettili di gomma per disperdere circa cinquecento persone del movimento “Nuit debout” che da settimane organizza le proteste simili a quelle di Occupy Wall Street e degli Indignados spagnoli.

Dal 31 marzo i promotori del movimento si riuniscono con regolarità ogni notte di fronte a Place de la Republique e da allora la partecipazione popolare non fa che aumentare. Incidenti si sono verificati anche a Tolosa, dove oltre 2 mila persone sono scese in piazza, e cortei di protesta sono si sono svolti anche a Marsiglia, Strasburgo, Tours, Lione, Lille e Nantes. In quest’ultima città si sono verificati gli scontri più pesanti con la polizia. Durante i cortei alcuni manifestanti hanno tentato di rompere i vetri del municipio – la città è amministrata dai socialisti – e hanno lanciato bottiglie sulla polizia, che ha risposto con i lacrimogeni, dando vita per un breve lasso di tempo a episodi di vera e propria guerriglia urbana.

A Tolosa in piazza c’erano tra le mille e le duemila persone. Qui ci sono stati lanci di pietre a cui gli agenti hanno risposto con i lacrimogeni. Altre centinaia hanno manifestato a Lione, Lilla, Marsiglia, Strasburgo e Tours, dove la circolazione di bus e tram è stata bloccata per un’ora e mezza.

E ancora proteste a Rennes e disordini a Caen, dove una quarantina di persone avrebbero ‘saccheggiato’ la sede del Partito socialista. A Grenoble scontri e sei poliziotti feriti dopo  una manifestazione a cui hanno partecipato circa un migliaio di persone. Incidenti anche a Montpellier, con cassonetti dati alle fiamme e il fermo di un manifestante.

Intanto i sindacati hanno annunciato un nuovo giorno di scioperi, il quinto delle ultime settimane, per domani.

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