mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

G7 e migranti. Tusk:
“Serve un grande lavoro”
Pubblicato il 26-05-2016


g7 Giappone

Il presidente del Consiglio Ue Donald Tusk in conferenza stampa col presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker, prima dell’inizio del G7 in Giappone ha fatto il punto sui migranti. Una situazione che definisce migliorata con la chiusura della rotta balcanica ma la rotta “mediterranea resta attiva e i dati degli ultimi giorni non sono incoraggianti sugli arrivi da nord Africa e Libia verso l’Italia: bisogna fare di più, serve un grande lavoro e l’Ue ha bisogno del sostegno e della solidarietà del G7 e dei suoi partner”.

Tusk riferendosi ai dati Frontex ha spiegato che il calo dei migranti irregolari verso la è diminuito del 90% con 60 arrivi al giorno contro i 7mila dell’ottobre scorso. Ma sulla “rotta mediterranea” l’emergenza resta, ha ribadito citando i dati “degli ultimi giorni”. “L’Ue ha bisogno della solidarietà e del sostegno del G7 e dei suoi partner e anche se penso che certo non si potrà fare un programma oggi, è importante e positivo iniziare a dare un segnale di buona volontà a dimostrazione del pieno supporto”, ha aggiunto sottolineando i tre punti su cui lavorare insieme ai partner. “Abbiamo la responsabilità della solidarietà perché ormai quella dell’immigrazione è una crisi globale” ed il supporto del G7 si può concretizzare con il sostegno e l’assistenza finanziaria ai rifugiati e ai paesi ‘host’, come Libano e Giordania. Tusk suggerisce poi un modello di assistenza su quello Ue e Bei che può diventare “di tutti”. E, ancora, auspica che il G7 incoraggi” i ricollocamenti in tutto il mondo. “Saremmo lieti di ricevere un segnale in questa direzione”, ha proseguito ricordando che ci troviamo “di fronte ai numeri peggiori dalla Seconda guerra mondiale”, ad un crisi che in Europa è “drammatica”.

Il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni parlando con i giornalisti aggiunto che “l’Europa non si è posta il problema fino al maggio 2015, quando a chiedere un vertice, europeo sull’argomento è stato Renzi. Ora dobbiamo stare attenti che la Ue non torni in letargo: la nostra proposta del Migration compact nasce proprio per evitare che Bruxelles tolga priorità all’argomento”. Per Gentiloni, “l’Europa non deve tornare a fare la bella addormentata, altrimenti rischia di risvegliarsi in piena emergenza”. Alla domanda su a che punto è il Migration compact nelle discussioni in Europa, Gentiloni ha spiegato che “lunedì a Bruxelles i ministri degli Esteri hanno approvato all’unanimità un documento per dire che il Migration compact deve essere alla base della nostra strategia. La nostra proposta è, sul medio periodo, riorientare sui temi migratori una parte dei fondi di cooperazione della Ue: circa 5 miliardi che, con l’effetto leva di altri finanziamenti pubblici e privati, potrebbero moltiplicarsi fino a 50-60. E, sul breve periodo – ha proseguito – un piano di pronto intervento rivolto a 17 Paesi africani (con progetti pilota nei primi 7) per alcune centinaia di milioni di euro da individuare nel bilancio europeo”. Sulla Libia, Gentiloni fa sapere: “Negli incontri con Sarraj finora ho discusso di sostegno diplomatico e umanitario, oltre che di possibili esenzioni sull’embargo di armi. L’Italia ha fatto e sta facendo molto, in piena sintonia con gli Usa e l’Europa. Quando la stabilizzazione sarà più avanzata, il governo libico potrebbe fare richieste di addestramento e ne discuteremo. Sarà un percorso da condividere in Parlamento e che va accompagnato dall’Onu”.

Edoardo Gianelli

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