martedì, 6 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

SFIDA GLOBALE
Pubblicato il 27-05-2016


Migranti mani tese

La questione dei migranti, oltrepassa i confini europei e resta al centro anche del G7, conclusosi questa notte in Giappone. I “migranti e i rifugiati sono una sfida globale che richiede una risposta globale”. Lo si legge infatti nelle conclusioni del G7. Bisogna “aumentare l’assistenza globale per sostenere le esigenze dei rifugiati, delle comunità che li ospitano” e cooperare con “i nostri partner, specialmente quelli in Africa, in Medio Oriente e nei Paesi confinanti di origine e transito”.
Il G7 “incoraggia l’ammissione temporanea” e gli schemi di ricollocamento “per alleviare la pressione dei paesi che ospitano il maggior numero di rifugiati”. Se la priorità numero uno per l’unione dei Grandi riuniti a Ise Shima è la crescita attraverso ogni strumento “fiscale, monetario e strutturale” per “sostenere la domanda globale” continuando gli sforzi per “mettere il debito su livelli sostenibili”, per l’Italia resta centrale il problema di come affrontare l’immigrazione.
l Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, sostiene che “parlare di emergenza migranti in Italia al momento è fuori luogo”, ma proprio in queste ore continuano gli sbarchi che affollano i centri di raccolta ormai prossimi al collasso. Anche oggi il Mediterraneo è stato teatro di una nuova tragedia con l’ennesimo naufragio. In serata erano 32 i cadaveri recuperati dalla nave della Marina Militare Vega e 135 le persone tratte in salvo. La Vega è intervenuta nel pomeriggio nel canale di Sicilia in soccorso di un barcone stracarico di migranti poi semiaffondato. I

E la situazione non è semplice neppure per quelli che si trovano in Italia da mesi e vorrebbero andare altrove. È il caso di Ventimiglia dove il sindaco, Enrico Ioculano, ha ordinato di sgomberare la tendopoli di fortuna dove un anno fa si sono accampati qualche decina di migranti che erano stati bloccati dalla gendarmeria al confine francese e respinti in Italia. La decisione del Sindaco ha creato polemiche dure e Ioculano si è autosospeso dal Pd, sostenendo di essere stato “abbandonato dal Governo e dal Partito”.
Il problema di come gestire i flussi nel nostro Paese esiste eccome: quasi 6 mila migranti sbarcati in Italia negli ultimi tre giorni e 1.400 morti in mare nel 2016. Una media di 2 mila arrivi al dì e diverse variabili impazzite da gestire.
Ne abbiamo discusso con Fabrizio Cicchitto, deputato NCD e Presidente della III Commissione Affari Esteri e Comunitari della Camera dei deputati.

La priorità per il G7 è la crescita globale attraverso gli investimenti unita a una risposta collettiva all’emergenza migranti. Come si può riuscire in questo intento visto che c’è discordia anche all’interno dell’Ue? Mi sembra un programma ambizioso, vaste programme avrebbe detto De Gaulle, come si può arrivare a una soluzione?

CICCHITTO2Il problema vero è il ritardo con cui si è arrivati a capire che si trattava di un’emergenza globale. Siamo in ritardo di almeno dieci anni. La crisi sia dei migranti, sia economica, è iniziata da tempo. Diciamo che i buoi sono scappati da tempo… Anche l’apprezzamento fatto per il Migration Compact di Matteo Renzi è giusto, solo che arriva con notevole ritardo. Questi sono programmi che hanno bisogno non solo di investimenti, ma anche di tempo per vedere i primi risultati.

Quindi nel frattempo cosa si potrebbe fare?
Va fatto tutto quello che si dice e si propone, tenendo però in considerazione che le risorse e i finanziamenti non vanno dati ai regimi o si rischia che i risultati non siano quelli voluti. Resta comunque importante questa presa di coscienza.

Al tavolo dei grandi non partecipano Cina e Russia. Inoltre mentre si fa appello alla Russia per la questione siriana, il G7 ha appena concordato  di rinnovare le sanzioni contro Putin per un altro semestre.
Si dimentica che questi Stati hanno una visione egemonizzante. La Russia per esempio è intervenuta in Siria per rimettersi al centro della diplomazia internazionale e anche la visita di Putin in Grecia non avviene per caso. Mosca cerca di occupare gli spazi lasciati liberi dall’Europa.

Tornando all’Italia e all’immigrazione, tenendo conto che gli Stati europei continuano a chiudere le frontiere, esiste il rischio per l’Italia di diventare un enorme campo profughi?
Corriamo dei grandi rischi se non si trova una soluzione a livello europeo e soprattutto se non c’è solidarietà tra gli Stati membri.

Maria Teresa Olivieri

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento