giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Giustizia. Morosini: “Non limitare i diritti delle toghe”
Pubblicato il 11-05-2016


Buemi-riforma giustiziaIncontro tra il ministro della Giustizia Orlando e il vice presidente del Csm Legnini dopo le polemiche per l’intervista – smentita dall’interessato – di Piergiorgio Morosini, componente del Csm, al ‘Foglio’ a sostegno del No alla riforma costituzionale. Morosini teme sia un pretesto per limitare i diritti dei magistrati. E nuove polemiche su quella del PG di Palermo, Scarpinato, a La Repubblica: ‘Compito delle toghe, vigilare sui politici’. “Delirante” è il commento del senatore Buemi


Un incontro tra il ministro della Giustizia Andrea Orlando e il vice presidente del Csm Giovanni Legnini dopo le polemiche per l’intervista di Piergiorgio Morosini, componente del Csm, al ‘Foglio’. L’intervista è stata poi smentita dallo stesso Morosini, ma le polemiche sono rimaste sul campo. Morosini è intervenuto durante il plenum del Csm e ha sottolineato che non vorrebbe che il suo caso fosse preso a pretesto per limitare i diritti delle toghe. “Una cosa che non potrei perdonarmi – ha detto – è se da questo episodio incredibile, derivasse l’occasione per discutere di limitazioni dei diritti personali non solo dei consiglieri superiori ma di tutti i magistrati italiani”.

Il ministro Orlando, al termine del faccia a faccia con Legnini ha affermato che “è importante che ci sia una vigilanza e una fortissima attenzione sul fatto che i pareri espressi dal Csm siano strettamente legati a funzione istituzionale”. “Non si è parlato di referendum – ha aggiunto il Guardasigilli -. Abbiamo discusso dell’interazione tra governo, ministero e Csm anche alla luce di alcune dichiarazioni che avevano creato elementi di ombra. Il vicepresidente Legnini mi ha ulteriormente precisato la profonda presa di distanza del consigliere Morosini rispetto alle affermazioni che gli sono state attribuite”.

“Io ne ho preso atto ma ho insistito perché su alcuni punti che comunque sono emersi su questa vicenda ci siano dei passaggi che portino ad assunzioni di condotte che mettano le istituzioni, gli organi coinvolti al riparo da ogni polemica. Nello specifico – ha aggiunto – credo che sia importante che il tema del funzionamento del Csm sia affrontato, ne abbiamo occasione in ragione del documento che abbiamo inviato sulla base del gruppo di lavoro che ha proposto alcuni interventi di modifica”.

“L’altra questione sulla quale dovremmo trovare delle forme attraverso le quali creare un momento di approfondimento specifico riguarda la questione dei magistrati utilizzati in attività istituzionali diverse dalla giurisdizione. Su questi punti c’è stata una convergenza per affrontarli”. Legnini ha aggiunto che “non c’è nessun bavaglio, non è mai stato messo in discussione il diritto di ciascun cittadino, compresi i magistrati, di esprimere la propria opinione”. “Io ho già detto che è la Anm che valuta le regole di comportamento dei magistrati – ha aggiunto- e il Csm assumerà qualche orientamento. Io ho detto ai consiglieri se ciascuno dichiara di aderire ai comitati per il no o per il sì e tutti ci impegniamo in una campagna, quale sarebbe la credibilità dell’istituzione e come assicurare il funzionamento di garanzia del Csm?”.

Infine Legnini ha  respinto ogni ipotesi di pressioni sulle nomine. “Le nomine vanno avanti in autonomia e serenità: fino ad oggi ne abbiamo fatte 315. Respingo qualsiasi ipotesi di pressioni sulle nomine”. “Il ministro – ha aggiunto – non mi ha mai parlato di nomine. Noi procediamo in modo spedito”.

Intanto le polemiche legate al referendum sulle riforme costituzionali e alle dichiarazioni pubbliche dei magistrati si sono arricchite oggi di un nuovo capitolo con l‘intervista del Procuratore capo di Palermo al quotidiano La Repubblica. Nell’intervista il dottor Scarpinato in sostanza afferma che compito delle toghe è vigilare sui politici perchè la difesa della Carta viene prima di quella delle leggi normali.
“Leggendo l’intervista del dottor Scarpinato, Procuratore generale a Palermo, non credevo ai miei occhi. Definire delirante – commenta il senatore Enrico Buemi, Capogruppo Psi in Commissione giustizia e Vice Presidente del gruppo Per le Autonomie-Psi-Maie – la sua presa di posizione è troppo poco e, allo stesso tempo, mi interrogo per quale ragione un magistrato di così grande esperienza possa incappare in errori così grossolani, tra l’altro invocando la Costituzione, che i magistrati dovrebbero essere i primi a rispettare e di cui non sono gli interpreti, perché questo compito compete alla Corte costituzionale e al Legislatore, ma bensì coloro che, tenuto conto delle leggi che il Legislatore mette a loro disposizione, sono tenuti a verificarne il rispetto con rigore e imparzialità”, ha continuato. “Non sopporto, tra l’altro, che venga richiamata costantemente l’azione del giudice Falcone da molti suoi colleghi, come Scarpinato, dimenticando che Falcone ricordava spesso, anche a loro, che il compito del magistrato è perseguire i reati e non assumersi altre missioni che a loro non competono”, ha commentato Buemi. “Chi richiama e si erge costantemente a difensore della Costituzione vigente rispetto alle forzature altrui deve ricordare che il rispetto della Costituzione, in primo luogo, compete ai magistrati a cui essa ha conferito così alti e gravosi compiti che non dovrebbero farli distrarre da altri obiettivi, che come cittadini possono avere ma che non devono mettere in discussione la loro terzietà”, ha concluso.

Redazione Avanti!

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