mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Grecia nel baratro, ma all’Eurogruppo si rinvia tutto
Pubblicato il 09-05-2016


tsiprasLa Grecia si prepara a nuovi sacrifici, ieri il Parlamento ellenico ha approvato la riforma pensionistica e fiscale con 153 voti a favore e 143 contrari. Il nuovo pacchetto legislativo è una nuova manovra lacrime e sangue che dovrebbe permettere di risparmiare 5,4 miliardi di euro all’anno per raggiungere nel 2018 un surplus primario pari al 3,5 per cento del Pil. L’esecutivo tiene ancora una volta, le misure approvate prevedono un aumento delle tasse dirette e indirette per un valore di circa 3,6 miliardi: l’Iva sale dal 23 al 24%, la soglia di reddito esentasse scende a 9.091 euro. Saranno rivisti al rialzo anche gli scaglioni di aliquote Irpef mentre ai redditi più alti verrà inasprita la tassa di solidarietà e si interverrà pure con un balzello sui giochi
“Stiamo facendo di tutto per rimettere in piedi il paese – ha detto il presidente Alexis Tsipras durante un infuocato dibattito – il 90% degli assegni previdenziali non sarà toccato. Abbiamo spostato il peso della crisi dalle spalle dei disoccupati e degli anziani a quelle di chi può permettersi di pagare un po’ di più e investiremo i futuri surplus di bilancio per alleviare la crisi umanitaria”.
Ma ieri fuori dall’aula decine di migliaia di persone hanno manifestato ad Atene e Salonicco contro le misure di austerità richieste dall’Unione europea e dal Fondo monetario internazionale per sbloccare il terzo pacchetto di aiuti alla Grecia. Durante le proteste ci sono stati anche scontri tra i manifestanti e le forze dell’ordine. Il malcontento sociale nel Paese era già sfociato nello sciopero generale di 48 ore che si è svolto venerdì e sabato, convocato dai due sindacati principali Adedy e Gsee, al quale si sono uniti settori come giornalisti e agricoltori e che ha portato al blocco totale dei trasporti.
Tuttavia nonostante gli sforzi di un Paese ormai allo stremo all’Eurogruppo si continua a tentennare. Oggi la discussione in Europa doveva convergere sulle riforme da concordare con il governo greco in cambio degli ulteriori aiuti da sbloccare. Però mentre ministri delle finanze Ue hanno applaudito le riforme delle pensioni e del fisco approvate dal Parlamento di Atene, nello stesso tempo hanno rimandato tutte le decisioni più importanti. Già a margine dell’incontro il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem ha affermato di non credere che oggi “possa essere raggiunto un accordo conclusivo” sulla Grecia. “C’è molto lavoro tecnico da fare, torneremo sulla questione nella riunione in calendario il 24 maggio”. Per quanto riguarda l’ipotesi di alleggerire il peso del debito per Atene, “ci sarà solo una prima discussione, non mi aspetto alcuna decisione”.
Infatti le prese di posizione sono spaccate su due fronti da una parte Francia e Italia che sostengono come la Grecia stia dimostrando impegno e sforzi, dall’altro la Germania e i creditori che restano scettici sul debito di Atene. “Senza un’analisi sulla sostenibilità del debito non abbiamo le precondizioni per una discussione” su un potenziale taglio del debito, ha affermato il tesoriere tedesco Wolfgang Schaeuble. Per il commissario Ue agli Affari economici e finanziari, Pierre Moscovici, i ministri delle Finanze dell’Eurozona dovranno riconoscere che la Grecia ha fatto “importanti sforzi, con la riforma delle pensioni e le misure sulle imposte sul reddito e con il fondo per la privatizzazioni”. Inoltre, “la Commissione è dell’avviso che vada nel buon senso” il meccanismo su cui il governo si è impegnato per quanto riguarda le misure di salvaguardia, che scatterebbero solo se necessario, in caso di deterioramento dei saldi. A fargli eco il nostro Ministro Pier Carlo Padoan: “Mi sembra che il governo greco abbia fatto passi avanti, hanno approvato importanti misure, le valuteremo nel dettaglio. L’atteggiamento è quello di essere molto aperti anche su possibili operazioni relative al profilo del debito, fermo restando che un haircut non è sul tavolo”. Ma il Fondo Monetario Internazionale però chiede che siano stabiliti per la Grecia target di bilancio realistici supportati da misure credibili, la scadenza per i creditori è luglio, quando verrà raggiunta una soluzione per sbloccare gli aiuti altrimenti la Grecia sarà dichiarata insolvente ai debiti obbligazionari.

Redazione Avanti!

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