lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Greenpeace: con il TTIP a rischio ambiente e salute
Pubblicato il 02-05-2016


ttipDa luglio 2013 Unione Europea e USA stanno trattando, a porte chiuse i termini del Trattato transatlantico sul libero commercio e i servizi finanziari, noto come TTIP. I testi diffusi da Greenpeace indicano che gli Stati Uniti vogliono ammorbidire la valutazione di rischio (dei prodotti) e indebolire in tal modo il principio di  precauzione  previsto a livello europeo. Vengono in tal modo confermati i timori già espressi in passato anche dal Centro Tutela Consumatori Utenti (CTCU), che i partner dell’accordo vogliano anteporre gli interessi dell’economia e della crescita a quelli della sostenibilità e della tutela del consumatore. Sparite le tutele ambientali che consentono agli Stati di regolare il commercio ‘per proteggere la vita o la salute umana, animale o delle piante’ o per ‘la conservazione delle risorse naturali esauribili’; nessun riferimento alla protezione del clima; fine del principio di precauzione per l’introduzione di sostanze pericolose come quelle chimiche e porte aperte all’ingerenza dell’industria e delle multinazionali. La pesante denuncia arriva da Greenpeace Olanda che pubblica parte dei testi negoziali.

“È ora di far luce sul Ttip. Con questi negoziati segreti – afferma Federica Ferrario di Greenpeace Italia – rischiamo di perdere i progressi acquisiti con grandi sacrifici nella tutela ambientale e nella salute pubblica. Questi documenti svelano che la società civile aveva ragione a essere preoccupata”. Dal punto di vista della protezione dell’ambiente e dei consumatori, quattro aspetti sono seriamente preoccupanti secondo l’organizzazione ambientalista.

“Le tutele ambientali acquisite da tempo sembra siano sparite. Nessuno dei capitoli che abbiamo visto fa alcun riferimento alla regola delle Eccezioni Generali (General Exceptions). Questa regola, stabilita quasi 70 anni fa compresa negli accordi Gatt (General Agreement on Tariffs and Trade) della World Trade Organisation (Wto – in italiano anche Organizzazione Mondiale per il Commercio, Omc) permette agli Stati di regolare il commercio ‘per proteggere la vita o la salute umana, animale o delle piante’ o per ‘la conservazione delle risorse naturali esauribili’. L’omissione di questa regola – sottolinea Greenpeace – suggerisce che entrambe le parti stiano creando un regime che antepone il profitto alla vita e alla salute umana, degli animali e delle piante”.

Secondo l’interpretazione degli ambientalisti la protezione del clima sarà più difficile con il Ttip. “Gli Accordi sul Clima di Parigi chiariscono un punto: dobbiamo mantenere l’aumento delle temperature sotto 1,5 gradi centigradi per evitare una crisi climatica che colpirà milioni di persone in tutto il mondo. Il commercio non dovrebbe essere escluso dalle azioni sul clima. Ma – evidenzia Greenpeace – non c’è alcun riferimento alla protezione del clima nei testi ottenuti”.

Cancellato anche il principio di precauzione. “Il principio di precauzione, inglobato nel Trattato Ue non è menzionato nei capitoli sulla ‘Cooperazione Regolamentare’, né in nessuno degli altri 12 capitoli ottenuti. D’altra parte, la richiesta Usa per un approccio ‘basato sui rischi’ che si propone di gestire le sostanze pericolose piuttosto che evitarle, è evidente in vari capitoli. Questo approccio – rileva Greenpeace – mina le capacità del legislatore di definire misure preventive, per esempio rispetto a sostanze controverse come le sostanze chimiche note quali interferenti endocrine.

Infine a preoccupare gli ambientalisti è l’ingerenza dell’industria e delle multinazionali. “Il grande business ha quello che vuole. Le grandi aziende ottengono garanzie sulla possibilità di partecipare ai processi decisionali, fin dalle prime fasi. Se la società civile ha avuto ben poco accesso ai negoziati, i documenti mostrano che l’industria ha avuto una voce privilegiata su decisioni importanti”. “Chi ha cura delle questioni ambientali, del benessere degli animali, dei diritti dei lavoratori o della privacy su internet dovrebbe essere preoccupato per quel che c’è in questi documenti – continua Ferrario. Si confermano le forti obiezioni della società civile e di milioni di persone che in tutto il mondo hanno protestato contro il Ttip , che non è altro che un grande trasferimento di poteri democratici dai cittadini al grande business. Chiediamo a tutti i rappresentanti eletti, alla società civile, ai cittadini di leggere questi documenti e di impegnarsi in un dibattito approfondito”.

Un allarme a cui risponde la Commissione Ue, per voce della Commissaria al Commercio, Cecilia Malmstroem: “L’allarme di oggi mi sembra una tempesta in un bicchiere d’acqua: ci sono troppi malintesi”. Malmstroem precisa che quello che Greenpeace chiama “testo consolidato”, non è in alcun modo “il risultato”, del negoziato, non è il testo quindi di un accordo, ma solo “l’insieme delle posizioni dei due lati negoziali”. “Ed è normale – aggiunge – che entrambi le parti di una trattativa vogliono raggiungere il numero maggiore possibile di propri obiettivi”. Insomma, conclude Malmstroem, “ciò non significa che c’incontreremo a metà strada”. “Ci sono zone che registrano distanze eccessive su cui non c’è accordo”. Nessun accordo commerciale ad opera della Ue abbasserà mai il nostro livello di tutela dei consumatori, o della sicurezza alimentare, o dell’ambiente”. “Gli accordi commerciali – assicura Malmstroem – non cambieranno le nostre leggi in materia di ogm, o sul nostro modo sicuro di produrre carne di manzo, o il modo di proteggere l’ambiente. Qualsiasi accordo commerciale potrà solo cambiare i regolamenti per renderli più forti. Potremmo essere d’accordo con il partner sul fatto che, ad esempio, la sicurezza sui medicinali possa essere più dura di prima, ma mai più debole”.

“Nessun accordo commerciale limiterà la nostra capacità di fare nuove regole per proteggere in futuro i nostri cittadini o il nostro ambiente”. “Questa fuga di documenti dimostra che i negoziati sul Ttip vanno fermati subito perché vanno contro l’interesse pubblico e la salute dei cittadini”. Lo ha chiede Jorgo Riss, direttore di Greenpeace Ue, presentando a Bruxelles i documenti riservati sullo stato dell’arte della trattativa tra Ue e Usa sul Ttip, il Trattato di partenariato trans-atlantico sul commercio e gli investimenti. Ribattendo punto su punto ai rilievi della Commissione, Riss sottolinea che il Ttip non è tanto “un trattato sul commercio, quanto sulla riforma del modello regolatorio”. “Leggendo le carte si nota che la filosofia comune, da parte delle ambedue parti negoziali, è che la regolamentazione è una barriera al commercio. Ovviamente, ammette Riss, ci sono differenze: “l’approccio americano e terribile, quello europeo è cattivo”.

“Ma non vorremmo – prosegue – che si arrivasse a un punto di compromesso che finirebbe per danneggiare l’ambiente, la salute dei cittadini e la tutela dei consumatori”. Dietro al palco della conferenza stampa, un grande pannello con su scritta la frase che sintetizza la posizione di Greenpeace dopo questa fuga di documenti: “I sospetti di milioni di persone erano fondati”.

Redazione Avanti!

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