martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Hollande: la Francia dice No a un Ttip ‘senza regole’
Pubblicato il 03-05-2016


250 mila a Berlino venerdì contro il Ttip

Flashmob lunedì 2 maggio a Dortmund contro il Ttip

Il TTIP – Trattato di libero scambio tra Europa e Stati Uniti – sembra aver subito una battuta d’arresto. Italia, Francia e Spagna indietreggiano e allontanano la data conclusiva della firma dell’accordo in cerca di maggiore trasparenza e allineamento con quelli che sono i valori e le caratteristiche del mercato europeo.
Il presidente francese François Hollande è stato categorico: “Allo stato attuale Francia dice no” perché “non siamo per un libero scambio senza regole”. “Mai accetteremo la messa in discussione dei principi essenziali per la nostra agricoltura, la nostra cultura, per la reciprocità all’accesso dei mercati pubblici”. “Noi abbiamo posto dei principi nel quadro delle negoziazioni commerciali internazionali. Penso alle norme sanitarie alimentari, sociali, culturali, ambientali. Ecco perché – ha detto Hollande chiudendo le celebrazioni dell’ottantesimo anniversario del Front Populaire – allo stato attuale, la Francia dice no”.

Proprio ieri, inoltre, l’organizzazione ecologista non governativa Greenpeace, ha pubblicato parte dei testi negoziali che confermano scarsa attenzione del trattato per la protezione dell’ambiente e per i consumatori.
Secondo l’ONG, quanto trapela dai documenti, dimostra che le tutele ambientali acquisite da tempo sembrano essere sparite in quanto nessuno dei capitoli fa riferimento alle Eccezioni Generali (regola che permette agli Stati di regolare il commercio “per proteggere la vita o la salute umana, animale o delle piante” o per “la conservazione delle risorse naturali esauribili”). Anche la protezione del clima, sottolinea Greenpeace, sarà più difficile con il TTIP e il principio di precauzione non risulta menzionato nei fogli negoziali. Insomma a goderne sarebbero per lo più industrie e multinazionali, gli enti privilegiati nei processi decisionali.
Questi documenti constano di 248 pagine e la loro pubblicazione è stata possibile grazie al lavoro di Greenpeace Olanda assieme al network di ricerca tedesco di NDR, WDR and Süddeutscher Zeitung. L’agenzia di stampa italiana Ansa ha riportato la dichiarazione di Jorgo Riss, direttore di Greenpeace per l’Unione Europea, secondo cui “questi documenti trapelati ci consentono uno sguardo senza precedenti sull’ampiezza delle richieste americane, che vogliono che l’Ue abbassi o aggiri le sue tutele dell’ambiente e della salute pubblica nell’ambito del Ttip”.
Così alla conclusione del 12esimo round negoziale a New York, il Transatlantic Trade and Investment Agreement rischia di non raggiungere una conclusione entro la fine dell’anno corrente, decretando così un fallimento dell’amministrazione Obama in politica estera. Tale trattato, se concluso, oltre a creare la più grande area di libero scambio del pianeta, comprendente oltre il 46% del Pil mondiale, comporterebbe significativi cambiamenti per 800 milioni di persone. A questo punto è allora largamente preferibile confrontarsi in ulteriori round negoziali per giungere ad un intesa che oltre ad occuparsi del commercio si preoccupi anche della salvaguardia di ambiente e cittadini piuttosto che azzerare tutto.

Francesca Fermanelli


Qui per saperne di più
TTIP – Documenti marzo 2016

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