sabato, 10 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Ala media sulla  prescrizione e spunta il “Lodo Falanga”
Pubblicato il 11-05-2016


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Ala entra del dibattito sulla giustizia e presenta le sue proposte al governo. Una prima manina dei verdiniani su un tema molto delicato. La maggioranza potrebbe trovare a breve un’intesa sulla riforma della prescrizione grazie alla mediazione di un senatore verdiniano, Ciro Falanga, che ha presentato al Senato un ddl dall’iter ultra rapido e già assegnato in Commissione Giustizia.

Il provvedimento, che al momento sembra trovare ampio consenso tra le forze che sostengono il governo, prevede che, nella formazione dei ruoli di udienza e trattazione dei processi, i procedimenti contro la Pubblica Amministrazione abbiano una corsia preferenziale, cioè rientrino tra le priorità. L’indicazione, fatta per legge, dei processi a cui gli uffici giudiziari devono dare la precedenza era già stata fatta nella precedenti legislature per reati come lo stalking e l’omicidio stradale, “e allora perché non applicarla anche ai procedimenti per corruzione?”, osserva Falanga spiegando la sua iniziativa. Così l’idea del senatore di Ala, già presente all’ultima riunione di maggioranza al ministero della Giustizia dedicata alla prescrizione, potrebbe diventare il punto di caduta nella trattativa tra Pd e Ap-Ncd sulla riforma, per tentare di vedere approvato l’intero provvedimento entro l’estate, come si è augurato Renzi qualche giorno fa.

Pressati dalle recenti inchieste giudiziarie, governo e maggioranza vorrebbero accelerare sul ddl che rivede il processo penale e che contiene, tra l’altro, anche la delega sulle intercettazioni. Ma le divisioni sul timing del processo restano un ostacolo: a gran parte del Pd va bene la norma inserita dalla presidente della commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti, nel ddl ad hoc sulla prescrizione (ora recepito nel testo base della riforma del processo penale) che prevede il raddoppio dei tempi di prescrizione per i processi di corruzione. Ap-Ncd invece vuole cancellarla. Così, la mediazione confezionata dai verdiniani sarebbe quella di togliere la norma Ferranti, lasciando lo stop dei tempi di prescrizione di 2 anni per l’appello e di 1 anno per la Cassazione (come previsto dal testo originario del governo), e in cambio velocizzare i processi per reati contro la P.A. Una proposta che, come ricorda il relatore della riforma, Felice Casson (Pd), era già stata presentata (a sua prima firma) nella precedente legislatura, ma “era stata bocciata dal centrodestra”. Ora, invece, pur di non vedere aumentati “a dismisura” i tempi di prescrizione dei processi di corruzione, il centrodestra sembra disposto a dire sì, come spiegano gli alfaniani che da mesi, in cambio del taglio della “norma Ferranti”, sostengono la proposta di modificare l’articolo 132 bis del codice di procedura penale, proprio come prevede il “Lodo Falanga”.

E anche la stessa Ferranti non chiude la porta al ddl di Ala: “Non risolve del tutto i problemi legati ai procedimenti per reati di corruzione – afferma – ma è un primo passo sul quale si può lavorare. L’importante è che tutta la riforma del processo penale veda la luce nel più breve tempo possibile”.

Commento negativo arriva da Carlo Giovanardi di Idea che definisce il testo di Falanga “inutile o dannoso” visto che cancellerebbe dall’elenco delle priorità “tutta una serie di reati altrettanto gravi” e visto che “nell’articolo 132 bis che ora si vuole riscrivere già era prevista la corsia preferenziale per i reati contro la P.A”. “L’idea non ci sembra male – si spiega in FI – ora si vedrà come scriverla al meglio…”.

Redazione Avanti!

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