sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

“Iamaca” di Stefano Ianne tra musica elettronica, free-jazz e impegno civile
Pubblicato il 02-05-2016


IAMACA“Ho sempre pensato che la cosa più importante sia il ‘sul farsi’, come diceva Pollock. E quando finiscono le mie emozioni nel comporre, iniziano quelle di coloro che ascoltano il mio lavoro. Ho scritto 9 brani completamente diversi l’uno dall’altro. Ho scelto 9 emozioni da vivere. Perché mi piace ‘prendere’ tutti con la musica, mi piace che chiunque possa scegliere la sua strada nell’ascoltare ciò che esprimo. La musica parte da me e arriva a te. Poi torna di nuovo a me. Perché io sento la tua emozione”.
Così Stefano Ianne descrive e informa dell’uscita del suo nuovo album, a quattro anni di distanza dall’ultimo disco “Raymond and the Bull Terriers”. Si tratta di “Iamaca”, disponibile dall’8 aprile scorso, che contiene nove singoli: “Iamaca”, “Berg”, “Children Listen To The World”, “Festina Lente”, “Flying To Bangkok”, “MOONgolia Landing”, “House Of Confusion”, “Suite n.1”, “Caelum”.

Si tratta di un album molto versatile, che mescola il free-jazz di “Berg”, a sfumature più psichedeliche e di musica elettronica. Se il brano che dà il tiolo all’album si concentra sulla libertà di comunicare ogni emozione che si dà e che si riceve, è la canzone “House of confusion” che ne fa un cd impegnato, parlando e descrivendo la società moderna tra il funky e il pop senza dimenticare che siamo in perenne conflitto, in un caos e in una lotta addirittura per la sopravvivenza che porta al dominare della logica del “tutti contro tutti”. Un disco originale se pensiamo poi allo stile progressive del brano “Suite n”, che dura più di 13 minuti.

Il nome “Iamaca” deriva da quello del trio di artisti che lo hanno creato, ovvero: Stefano Ianne, il sassofonista Mario Marzi e il percussionista Stefano Calvano.
Sicuramente quello del primo è un nome conosciuto nel mondo dello spettacolo: ha scritto musiche per vari programmi Rai, tra cui “Linea verde”, “La storia siamo noi”, “Sulla via di Damasco”, “Geo&Geo”, “Linea Blu”, “Alle falde del Kilimangiaro”. Compositore, polistrumentista e musico-terapeuta italiano, ha già all’attivo altri sei album. Tra l’altro il brano “Aurore”, incluso nel suo primo disco “Variabili armoniche” del 2006, è stato inserito nel 2008 nella pubblicità dell’Acqua Panna. Con il secondo cd già si evidenzia una crescita e maturazione artistica notevole, ricercando un impegno sociale. Infatti “Elephant”, del 2007, ha visto la forte collaborazione con l’Unicef a favore della lotta per ridurre la mortalità infantile causata dall’Aids. La sua arte e la sua musica si fondono con la solidarietà anche nel quarto album “Piano Car” del 2010, in cui sono raccolti i testi “Neda Freedom”, dedicato a Neda Soltan, uccisa dal regime durante i disordini in Iran, e l’opera sinfonica “Quota 8100”, omaggio allo scalatore ed esploratore Walter Bonatti.
Tuttavia la sonorità di Ianne&co si lega anche al cinema, che incontra nel 2008. In quest’anno esce il suo terzo disco “Mondovisioni”, dove sono contenute le canzoni “Flying” e “Concerto per Violino Quarto”. Questi ultimi brani saranno inclusi nella colonna sonora del film “Beket”, del regista surrealista Davide Manuli, premiato dalla critica al Festival di Locarno del 2008. Tra l’altro questo album gli ha permesso di collezionare e siglare l’importante collaborazione musicale con Antonella Ruggero. Riuscire a registrare una partecipazione del genere significa aver raggiunto un livello di qualità e di consapevolezza che Ianne ha vissuto come responsabilità. Tanto da offrire, nel quinto lavoro, un prodotto interamente per pianoforte. Si tratta di “Raymond and the bull terriers”, del maggio del 2012.

Barbara Conti

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